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Riccardo Iacona presenta L'Italia in Presadiretta


italia presadirettaRoma, martedì 21 settembre, ore 18
Riccardo Iacona presenta "L'Italia in Presadiretta"
Interviene Concita de Gregorio, direttore "L'Unità".
C/o libreria Feltrinelli, galleria Alberto Sordi, piazza Colonna.

L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
di Riccardo Iacona
Collana Reverse
Pagine 192 - euro 13,60
La scheda del libro
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Estratto dal capitolo "La scuola fallita":
(...) “Mio marito è commercialista e io mi occupo di moda”. “Io sono una libera professionista e mio marito è medico”. “Mio marito è un imprenditore e io faccio l’avvocato”. Parlano le mamme che hanno accompagnato i propri figli alla Bilingual European School, una scuola privata parificata che si trova nel quartiere di Niguarda, a Milano. Pagano7.000 euro all’anno di base, ma con tutti gli altri servizi – mensa, laboratori, musica e numerose attività sportive opzionabili – si arriva fino a 8.000 euro all’anno. Come promesso dal nome, nella scuola si insegna in italiano e inglese e qui i bambini diventano rapidamente bilingui. “È certamente un valore aggiunto, una cosa che apre la mente vedere tuo figlio di sei anni che parla perfettamente l’inglese”,ci dice una mamma entusiasta della scuola. Nella Bilingual European School si trova tutto quello che abbiamo visto in Svezia e tutto quello che manca alla scuola pubblica italiana: dalle lavagne interattive ai video-proiettori, dai computer agli strumenti musicali, dalla piscina olimpionica al campo di basket.
Al Leone XIII, il liceo privato parificato più esclusivo e prestigioso di Milano, hanno 180 computer in rete, una biblioteca con centomila volumi, un teatro da 870posti, cinque palestre, campi di calcio, di pallavolo, di basket e una piscina olimpionica. E quasi tutti i diplomati conseguono il patentino europeo, che sarebbe la certificazione europea della loro bravura nelle singole materie. Del resto il Leone XIII ha un budget di tutto rispetto: 7 milioni di euro all’anno, costituito quasi tutto dalle salate rette pagate dai genitori; quasi tutto, perché una parte del finanziamento arriva dalla Regione Lombardia.
Sono, cioè, soldi pubblici e non sono pochi: nel 2009, in totale, sono stati 51 milioni e 460.000 euro. Servono a finanziare il “buono scuola”, un contributo che le famiglie possono chiedere alla Regione per mandare i loro figli alla scuola privata. Ma siccome il buono scuola non basta a coprire tutta la retta, sono in realtà un regalo a chi ha già un reddito medio-alto. Il confronto con i contributi che la stessa Regione versa per la scuola pubblica è particolarmente scandaloso: 24 milioni e 589.000 euro, la metà di quello che dà alle scuole private. Se poi si considera che gli studenti della scuola pubblica in Lombardia sono quasi un milione, dieci volte di più dei 98.000 che si sono iscritti alle scuole private parificate, il conto che ne esce fuori grida vendetta: 3 euro e 30 centesimi per ogni studente della scuola pubblica, ben 478 euro per ogni studente della scuola privata.  E questo mentre nel quarto circolo didattico di Cremona mancano persino i soldi per comprare i pennarelli (...)


Pubblicato il 20/9/2010 alle 16.45 nella rubrica L'Italia in presadiretta.

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