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Il dilagare del cemento - Il "caso" Roma


la colatadi Giuseppe Pullara, Corriere della Sera, 4 settembre 2010 (ed.Roma)

A Roma la popolazione decresce da vent' anni, ma lo sviluppo sembra correre dietro alla previsioni (sbagliate) del Prg del 1962. «La colata», libro inchiesta su urbanistica e degenerazioni.

In un' Italia in cui «la colata di cemento che sta per riversarsi sul Paese rischia di rovinarlo per sempre», nella quale «il degrado ambientale si accompagna sempre a quello umano» ha ancora senso denunciare un disastro in corso d' opera? Sono passate decine d'anni dalla battaglia di Antonio Cederna contro la speculazione immobiliare e, a Roma, contro il proto-ecomostro piazzato su Monte Mario, l'hotel Hilton. Certo che ha senso, anche se mattone e cemento - nonostante le proteste e tante belle intenzioni dichiarate- hanno coperto la città come la lava le falde dell' Etna. Ogni generazione ha il dovere di lanciare la sua denuncia pur sapendo che i risultati sono finora stati insoddisfacenti.

Chissà quante volte i giornalisti (Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo) che hanno scritto «La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l' Italia e il suo futuro» (Chiarelettere ed.) hanno riportato, sottolineato, rivelato i fattacci cementizi italiani sperando di contribuire all' arresto della «colata». Qualche volta è andata bene: la stampa è riuscita a risvegliare l'opinione pubblica e si è evitato il peggio. Ma nella maggior parte dei casi è successo come sul vulcano: la lava ha travolto ogni ostacolo, ha coperto la terra di fuoco, i prati di cemento. In Italia, in quindici anni, dal 1990 al 2005, 3,5 milioni di ettari (Lazio + Abruzzo) sono passati ai centri abitati. A Roma, dove la popolazione decresce da vent' anni, lo sviluppo urbanistico sembra correre dietro alla previsioni (sbagliate) del Piano regolatore del 1962 che indicava una città di 5 milioni di quiriti.

Andrea Garibaldi, inviato del Corriere e attento cronista romano, nella «Colata» ha curato la parte che riguarda la nostra città. Si deve essere chiesto: se non ora, quando? È adesso, infatti, nella prima fase applicativa del nuovo Prg fatto da Veltroni, ispirato da Rutelli e gestito da Alemanno, che occhi e orecchie devono restare bene aperti. Un Piano urbanistico è un progetto di sviluppo che può peggiorare o migliorare semplicemente con la sua gestione. È adesso che bisogna attirare l' attenzione della città su ciò che accade sulle falde dei Sette Colli (specie quello capitolino). Infernetto, Malafede: i nomi di due dei nuovi quartieri sembrano evocare la dimensione morale in cui si è espansa Roma dal dopoguerra ad oggi. E che dire di Tor Pagnotta, con quel suo facile richiamo ad avide abbuffate? Intrugli e speculazioni non sono mai mancati. Qualche studioso insinua perfino che Giulio Cesare fu ucciso per fermare più che il dittatore un pericoloso speculatore immobiliare. Più di recente, quando la città divenne capitale, piemontesi ed affaristi approfittarono del suo ripopolamento per attuare un business composto ma esagerato che ha nella creazione del quartiere Prati il suo esempio più evidente. Bruno Zevi, nel primi anni Cinquanta, ebbe la forza di sognare uno sviluppo urbano equilibrato, intessuto di bella architettura, creando un tavolo (Inarch) in cui costruttori, architetti, amministratori pubblici e intellettuali cooperassero per la tutela della città. Belle intenzioni, risultati pochi, a considerare quello che è accaduto.

Girando per i quartieri delle nuove periferie, i più recenti, sembra di ascoltare la voce degli edifici - in genere brutti - che racconta la vicenda di ciascun insediamento. Ognuno ha la sua storia, spesso simile ad un giallo, talora ad un thriller, sempre ingarbugliata da dissonanze procedurali, da particolari oscuri e da compromessi. Storie grame: una Spoon River del mattone. Garibaldi dà una lucida lettura dei fatti riguardanti gli anni più vicini facendo i nomi di costruttori e di luoghi, tutti del resto ben conosciuti. L' affresco descrive le dinamiche del costruire a Roma, sottolinea il retropensiero esclusivamente affaristico che hanno anche i costruttori più illuminati, quelli che rinnegano le loro origini «palazzinare». Richiama forte la responsabilità degli amministratori - i politici - che non hanno saputo o voluto imporre il primato dell' interesse pubblico su quello privato.
Un esempio per tutti. Da decenni ci sono patti, accordi, perfino leggi che stabiliscono un principio: le infrastrutture a carico dei costruttori vanno realizzate prima delle case. Quasi mai successo. Tanto che mesi fa il Campidoglio ha sbandierato, quasi fosse una novità, l' adozione «d' ora in poi» di un principio vecchio in barba al quale sono sorti interi quartieri senza servizi e mobilità adeguati. E che dire dei proliferare dei centri commerciali che fanno pensare ad una città abitata da tre milioni di Paris Hilton? Tutti i romani malati di compulsività d'acquisto? Con la vicenda dei nuovi stadi per Roma e Lazio, descritta con malizioso sarcasmo, e con il richiamo ai contrasti tra i grandi costruttori Caltagirone e Toti si concludono i capitoli della «Colata romana».
Il sindaco Alemanno e il sottosegretario Giro, con parole che fanno pensare alle battute finali tra Romolo e Remo, si scambiano ammonimenti sulle reciproche competenze segnalando una strenua competizione per il controllo dell' immenso Monopoli della Capitale. (Un gioco in cui il centrosinistra, con le migliori carte in mano, ha scelto di perdere). 

La colata
Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo - a cura di Ferruccio Sansa
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
La scheda del libro
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Presentazioni:
Torino, 8 settembre, ore 21.45
Nell'ambito della Festa Democratica, Giuseppe Salvaggiulo e Ferruccio Sansa presentano "La colata". Interviene Massimiliano Fuksas.
C/o spazio libreria Adriano Olivetti, Giardini Reali.
Cantalupa (To), 12 settembre, ore 16
Nell'ambito dell'undicesima edizione dell'iniziativa Canta-Libri, Giuseppe Salvaggiulo presenta "La colata". Interviene Angelo Tartaglia.
C/o antica cascina del Monastero.




Pubblicato il 7/9/2010 alle 16.34 nella rubrica La colata.

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