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Il futuro di Chiarelettere - Intervista a Lorenzo Fazio e Marco Tarò


di Antonio Prudenzano, da
www.affaritaliani.it

Intervista a Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere

Quali sono i libri su cui punterete di più?
"Inchieste importanti, non instant book, su 'ndrangheta, Comunione e liberazione, l'Italia di oggi secondo Iacona, ma anche ricostruzioni di un passato recente come l'anno 1994, anno cruciale in Italia. E poi un bellissimo libro per Natale sulle e con le parole e le canzoni di Gaber. E non cito altri titoli non per dimenticanza ma perché vere sorprese".

A livello di linea editoriale ci saranno novità?
"Già quest'anno abbiamo cominciato ad allargare i nostri temi, pensiamo a "Adesso basta" di Perotti o a "Pane e bugie" di Bressanini. Continueremo a farlo acquisendo anche nuovi autori come abbiamo già fatto per esempio con Camilleri di cui è appena uscito "Di testa nostra", libro intervista con Saverio Lodato. Pensiamo anche a un recupero di autori classici ma proposti in una chiave contemporanea. Vedremo nei prossimi mesi".

Quali difficoltà ha dovuto superare Chiarelettere in questi anni?
"Il punto forte di Chiarelettere è la sua assoluta libertà. Noi vogliamo pubblicare la verità, quella che di volta in volta possiamo testimoniare, non importa che colore politico può avere. Questa scelta ci ha fatto acquistare una forte credibilità presso i nostri lettori e autorevolezza nel mondo della comunicazione. Non possono metterci da parte, far finta che non esistiamo. Pubblicare libri inchiesta però è molto difficile, ci vuole tempo, costanza e non sempre i risultati sono all'altezza delle aspettative. Ma continueremo a farli, è la nostra cifra editoriale. Persino giornalisti stranieri sono interessati alla nostra attività. Non basta però trattare temi scottanti per avere successo. E soprattutto l'attualità a seconda di come la si tratta è materia difficile e rischiosa. I lettori ogni volta vanno conquistati. Bisogna trovare il modo per far venire fuori i problemi di fondo e andare su quei casi che più di altri fanno capire una questione generale. Finora ci siamo appoggiati alle inchieste della magistratura, se con la nuova legge non ci sarà più permesso, saremo obbligati a trovare nuove strade...".


Intervista a Marco Tarò, direttore generale del Gruppo Mauri Spagnol

Come e quanto si è integrata Chiarelettere all'interno di GeMS? Ha portato delle novità significative anche per altri marchi?
"L'integrazione di Chiarelettere nel gruppo è avvenuta cercando di sfruttare al massimo le sinergie industriali che un gruppo come il nostro può offrire, quindi Chiarelettere si avvale dei servizi di gruppo dove la massa critica è importante per avere maggior forza o migliori condizioni. Due esempi tipici sono la rete di vendita e l'ufficio tecnico. Poi, siccome il nostro modello prevede di lasciare la massima indipendenza alle direzioni sulle politiche editoriali liberandoli dal peso di molti aspetti puramente gestionali, Chiarelettere si avvale del servizio amministrativo del gruppo e Lorenzo Fazio è affiancato da me nella gestione della casa editrice, gestione che, come ama ripetere spesso il presidente di GeMS, Stefano Mauri, se svolta correttamente è il primo elemento che contribuisce all'indipendenza di cui sopra. Per gli altri marchi del gruppo credo che l'inserimento di Chiarelettere nell'arcipelago GeMS,  più che portare novità abbia fornito un maggior stimolo ad occuparsi di un certo tipo di saggistica, ovviamente mantenendo ognuna il proprio stile e le proprie caratteristiche".

Com'è andato il primo semestre 2010 di Chiarelettere?
"Le uscite previste per il secondo semestre incoraggiano un certo ottimismo, c'è però un grosso punto di domanda legato al ddl sulle intercettazioni in discussione in questi giorni. Se passerà così come è potremmo essere costretti a cancellare dal programma alcuni libri importanti che si basano sulla ricostruzione dei fatti attraverso la lettura anche di atti giudiziari. Nel ddl poi c'è un punto che ai più sta passando inosservato ma potrebbe risultare una vera spada di damocle per gli editori, cioè l'estensione del diritto di replica agli autori di libri. Per come è scritto oggi sul disegno di legge, pone gli autori, e di conseguenza i loro editori, su un piano diverso rispetto ai giornalisti della carta stampata o di internet, costringendo a pesanti esborsi economici per pubblicare a proprie spese eventuali rettifiche su due quotidiani nazionali. Paradossalmente potrebbe accadere che un mafioso riconosciuto e condannato in tutti i gradi di giudizio, chieda che a spese dell'autore venga pubblicata sul Corriere della Sera e sulla Repubblica una smentita dove si dice che la mafia non esiste e che lui è la persona più onesta e onorabile del mondo. Secondo il testo del ddl in questo caso l'autore, o l'editore per lui, deve pubblicare entro 7 giorni tale rettifica pena una pesante ammenda e senza replicare a sua volta. Lo potrebbe fare il giorno successivo ma sempre a spese sue...".

Le impressioni sono positive in vista della seconda parte dell'anno?
"Le previsioni allo stato attuale, ma sui cui pendono le incertezze che ho esposto in risposta alla domanda precedente, indicano un risultato più o meno in linea con quello degli ultimi due esercizi".

Come si sta muovendo Chiarelettere sul versante e-book?
"Si sta muovendo di concerto con il resto del gruppo. Come già annunciato Rcs, Feltrinelli e Messaggerie Italiane (holding del gruppo di cui fa parte GeMS) lanceranno a ottobre la loro piattaforma di distribuzione per gli ebook, Edigita. Tra i circa 1500 titoli che renderà disponibili ai retailer ci saranno anche quelli di Chiarelettere".

Chiarelettere ha da sempre usato molto il web. Ci sono novità in arrivo su questo versante?
"Premesso che siamo molto soddisfatti per quanto abbiamo fatto fino ad ora, la velocità tipica della rete ci impone continue riflessioni sul futuro dell’area web di Chiarelettere. Ad oggi sono in corso delle analisi affidate a consulenti specializzati e appena avremo i risultati di tali analisi potremmo ragionare in termini più concreti. Ora come ora non posso anticiparle nulla ma non appena avremo definito le strategie future sarò lieto di riprendere con lei questo tema. Insomma diciamo che lo stato attuale è work in progress…".

Chiarelettere a parte, il gruppo GeMS ha in mente nuove acquisizioni  che lo porterebbero al secondo posto per quota di mercato tra i gruppi editoriali italiani, superando così Rizzoli?
"In questo momento siamo molto impegnati nell'integrare, e in alcuni casi correggere la rotta, le acquisizioni fatte lo scorso anno per poter pensare ad altro. Ciò non vuol dire che se dovessero presentarsi occasioni interessanti non le prenderemmo in considerazione. Diciamo che non ce le andiamo a cercare, ma se dovessero essere loro a cercare noi... le prenderemmo sicuramente in considerazione. La quota di mercato è un parametro che ci interessa fino a un certo punto, come si può vedere sul sito di GeMS, sono altri i valori a cui teniamo di più. Poi le acquisizioni sono forse il modo più veloce per aumentare la propria quota ma non l'unico, si può incrementare anche grazie alla crescita interna come dimostra la storia del nostro gruppo. Secondo Nielsen, che però non rileva le quote nel canale della grande distribuzione, alla fine di giugno siamo a un soffio dalla seconda posizione (-0,2% di quota), può darsi che con le vendite della GDO la medaglia d'argento sia già intorno al nostro collo…".


Pubblicato il 27/7/2010 alle 17.33 nella rubrica Diario.

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