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Scoop ritardato di sei mesi

Il 23 luglio La Stampa ha annunciato quanto già scritto nel libro di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci, Il Patto, in libreria dal 30 gennaio.
Peccato che i principali giornali allora non se ne siano accorti. A cominciare da La Stampa. Eppure si tratta di una storia clamorosa che riguarda l’attentato a Paolo Borsellino.
In un palazzo di via d’Amelio, il giorno dopo la strage, entrano due poliziotti e trovano due dei fratelli Graziano, costruttori legati alla mafia.
Ora La stampa annuncia la notizia con grande risalto e come se fosse sua, aggiungendo i nomi dei due poliziotti che Biondo e Ranucci conoscevano ma che non fecero per non intralciare le indagini.
Dopo i depistaggi abbiamo anche i falsi scoop. 

I mozziconi mai sequestrati, l'ultimo giallo di via d'Amelio - L'articolo di Guido Ruotolo su La Stampa, 23 luglio 2010
Esposti, polemiche e fughe di notizie Sul pool antimafia tornano i veleni - di Nicola Biondo, l'Unità, 24 luglio 2010
Via d'Amelio, chi ruba? da www.19luglio1992.com


il pattoLe pagine tratte da "Il Patto", di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
"20 luglio 1992. Sono passate poco più di dodici ore dall’eccidio. Due agenti della Criminalpol venuti da fuori sono in via D’Amelio. La prima cosa che cercano di capire è dove si siano appostati gli attentatori con il telecomando che ha fatto esplodere l’autobomba. I due escludono subito i palazzi che si affacciano su quel tratto della strada: sono sventrati, se si fossero posizionati
lì, i killer si sarebbero esposti a un rischio troppo alto.
Lo sguardo si posa poco più in là, oltre un
muro che separa la via da un grande giardino. Gli agenti mettono a fuoco un palazzo di dodici piani appena edificato. Percorrono poco più di cinquanta metri, entrano nello stabile e salgono le scale. Si imbattono nei due costruttori del palazzo, i fratelli Graziano. Si fanno portare nel loro ufficio e abbozzano una sorta di interrogatorio.
“Avete visto qualcosa?”
Poi chiedono loro i documenti per un controllo via radio: vogliono sapere se hanno precedenti. Nell’attesa, uno dei poliziotti sale fino alla terrazza, rendendosi subito conto che da lì la visuale su via D’Amelio è perfetta. Per terra, nota un mucchio di cicche.
Dalla centrale intanto comunicano che i costruttori sono schedati come mafiosi. Sono due dei sei fratelli Graziano, una progenie di imprenditori edili legati ai Madonia e ai Galatolo... Ce n’è abbastanza per portarli in centrale e proseguire gli accertamenti, ma sopraggiunge all’improvviso una squadra di poliziotti.
“Colleghi, è tutto a posto. Ce ne occupiamo noi, adesso”, dicono ai due agenti della Criminalpol. Che se ne vanno perplessi, fanno ritorno in centrale e stilano comunque un rapporto dettagliato. L’indomani ricevono un ordine di servizio: devono rientrare al comando di origine. Il loro lavoro a Palermo è concluso.

Dei fratelli costruttori qualche mese dopo la strage parlano pentiti del calibro di Gaspare Mutolo e Francesco Marino Mannoia...
La testimonianza degli agenti della Criminalpol è finita oggi nella nuova inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla morte di Borsellino e della sua scorta. Per tutti questi anni i due poliziotti hanno creduto che qualcuno avesse vagliato il loro rapporto, che quella pista fosse stata battuta. Invece il rapporto è sparito dalla questura di Palermo.
Le indagini hanno però appurato che nel palazzo, poche ore dopo che gli agenti della Criminalpol si erano allontanati, era arrivato un gruppo di carabinieri. Nella loro relazione risulta tutto a posto, tutto normale. E il palazzo della mafia su via D’Amelio sparisce.
Come l’agenda rossa di Paolo Borsellino".


Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci. Prefazione di Marco Travaglio
Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato.
Collana Principio Attivo
pp. 338 - euro 16,00
La scheda del libro
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Pubblicato il 27/7/2010 alle 10.6 nella rubrica Il patto.

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