Blog: http://chiarelettere.ilcannocchiale.it

Massimo Ciancimino: "Sono una figura scomoda"

"Diciotto anni dopo via D'Amelio": a Reggio Calabria il primo dibattito di Tabula Rasa con Massimo Ciancimino, Nicola Biondo, autore di "Il Patto", e Letizia Battaglia.


(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 20 LUG - "Oggi non so veramente chi sia Massimo Ciancimino, la cosa certa è che sono una figura scomoda a Palermo e vi assicuro che questa mia posizione non è delle migliori". A dirlo è stato lo stesso Ciancimino, intervenendo alla prima serata di Tabularasa, il primo contest dedicato all'editoria d'inchiesta e di denuncia, organizzato dall'Associazione Urba e dal quotidiano on line www.strill.it. Ciancimino, con il suo libro "Don Vito" (Feltrinelli) ha partecipato ad un dibattito con Nicola Biondo autore de "Il patto" (Chiarelettere), e la photo-reporter Letizia Battaglia autrice di "Passione, giustizia, libertà. 
"Vivo sotto scorta 24 ore su 24 - ha aggiunto - e non è una condizione facile non poter essere liberi di vivere. Massimo Ciancimino non è un uomo che fa molto discutere i potenti perché quello che può raccontare può scalfire un sistema che fa paura. Purtroppo, ancora oggi, c'é molto ostracismo e la mafia continua a vivere nel consenso sociale, un consenso che la rende forte e invulnerabile a tutte le attenzioni della magistratura". Nel suo libro, Ciancimino traccia la storia del
padre Vito. "Un uomo - ha detto - che rivestì per soli 12 giorni il ruolo di sindaco di Palermo. Era un amministratore pubblico che ha gestito questo potere e si è arricchito. Gli sono stato vicino accompagnandolo attraverso innumerevoli traversie e situazioni pericolose ed oggi, guardandomi indietro, vorrei mandare a quel paese mio padre. Non sono un eroe, ma una cosa posso farla, posso iniziare a cambiare questo marcio sistema". 
Letizia Battaglia, con le sue immagini racconta "la miseria sociale e culturale che ha imprigionato la mia isola, e il lungo assedio di Palermo da parte della mafia. Molti credono che per vivere bene a Palermo ci si deve avvantaggiare del denaro pubblico. Non è così". 
Nicola Biondo, con il suo "Patto", scritto insieme a Sigfrido Ranucci, traccia il racconto dell'infiltrato Luigi Ilardo dentro Cosa nostra negli anni delle stragi e all'inizio della Seconda Repubblica. "Questo Paese - ha sostenuto Biondo - si porta una memoria così pesante che non lo fa crescere. Io ho conosciuto Palermo come la città di Ciancimino ma da allora cosa è realmente cambiato? Questo non è un Paese diviso in buoni e cattivi, ci sono persone diverse che scelgono da che parte stare. Ciancimino ha messo a nudo non solo un sistema del potere ma anche un modo di essere di governanti che gestivano la città". (ANSA)

il pattoIl patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato.
Collana Principio Attivo
Pp 338 - euro 16,00

La scheda del libro
Acquista on line






Pubblicato il 20/7/2010 alle 14.54 nella rubrica Il patto.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web