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Viaggio nell'Italia devastata dalle lobby del mattone - Intervista a Ferruccio Sansa


la colata
di Cristiano Sanna

da http://spettacoli.tiscali.it

Tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati dalla fame del mattone ben 3,5 milioni di ettari di territorio italiano. Per capirci: una regione più grande di Lazio e Abbruzzo messi assieme. Le costruzioni avvengono spesso nel territorio di quei comuni italiani (5500 su 8000) dichiarati a grave rischio idrogeologico. Le campagne, le oasi naturali, le coste, le ex aree protette sempre più spesso finiscono sepolte ad un ritmo di 244.000 ettari l'anno sotto "La colata". Questo è il titolo del libro-inchiesta firmato dai giornalisti Ferruccio Sansa e Antonio Massari (Il Fatto Quotidiano), Adriano Garibaldi (Il Corriere della Sera), Marco Preve (La Repubblica) e Giuseppe Salvaggiulo (La Stampa), edito da Chiarelettere. I cinque si sono divisi per aree geografiche e per mesi hanno studiato piani di realizzazione, progetti, intrecci di affari e politica, abusi della Protezione civile, casi di devastazione di beni naturali e architettonici. Dagli scandali dei cantieri del G8 poi spostato dall'isola de La Maddalena ai resort sui ghiacciai della Marmolada, fino al terremoto in Abruzzo, "La colata" è la radiografia di un Paese che divora se stesso a velocità inquietante. Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Ferruccio Sansa.

Ferruccio, due capitoli di La colata sono dedicati alla sconfitta del progetto di Soru di creare vincoli paesaggistici più stringenti e preservare così il territorio della Sardegna. Fu in realtà la sconfitta del centrosinistra sardo che diede il via libera al governatore di centrodestra, Cappellacci, e alla nuova cementificazione delle coste dell'isola.  Incluso lo scandalo dei cantieri e della mancata bonifica di La Maddalena.
"La sconfitta di Soru e il netto sorpasso elettorale di Cappellacci sono frutto della mancanza di coerenza interna al centrosinistra sardo. Parlare del carattere difficile dell'ex governatore è un modo di sviare il discorso. Di fronte a certi temi topici per il futuro dell'Isola il lobbysmo prevalse, la coalizione si ruppe in mille rivoli, crollò la fragile diga contro il dilagare della propaganda elettorale di Berlusconi a favore del suo uomo candidato alle Regionali. Fu un momento di straordinaria miopia politica, dato che le statistiche ci dicono che più del 15% del Pil italiano viene dai beni paesaggistici, dal turismo. Dunque i vincoli creano potenzialmente ricchezza a livello locale, non tolgono niente se non la libertà di deturpare il territorio. Invece in questo modo i soldi in tasca ai pochi palazzinari tolgono denaro, risorse e lavoro al resto della popolazione. E lo dico da ligure che vede le coste della sua regione apparire sempre più come un'appendice del grigiore milanese, tutte cemento e traffico".

Non è infatti un caso che sempre più imprenditori legati al mattone divengano proprietari di mezzi di informazione.
"Ma certo, i media servono per creare quel consenso che dà mano libera per le nuove costruzioni. Ai tempi del dibattito in Sardegna sulla legge salvacoste ricordo che i giornali vicini al centrodestra attaccavano il governatore e quelli di centrosinistra, inclusi i portavoce dei singoli partiti che allora governavano la Sardegna, erano viceversa molto cauti nell'esporsi e nell'appoggiare Soru. Il risultato è che con il nuovo governo dell'Isola il cemento ha ripreso a colare sul territorio in modo scriteriato e molte promese sono state disattese. Basta ricordarsi dei cantieri abbandonati di La Maddalena. Dove la cricca di Bertolaso, Anemone e Francesco Piermarini, cognato del capo della Protezione civile incaricato di bonificare le acque attorno all'Arsenale dell'isola, ha lasciato un paesaggio che è il simbolo di una vicenda grottesca. E dove l'ambiente muore. E' stato Fabrizio Gatti sull'Espresso a documentare, con supporto di foto e video, come la fauna e la flora marina di fronte all'Arsenale de La Maddalena siano gravemente danneggiati dall'amianto e dagli altri veleni chimici che ribollono nel fondale. Motivo per cui parte del traffico marittimo è stato interdetto".

Spostiamoci nelle Langhe, dove è in corso un'operazione forsennata di shopping del territorio per spianare la strada alle ruspe e alle betoniere.
"Quella delle Langhe è una zona che gli italiani dovrebbero riscoprire. Là i turisti sono soprattutto tedeschi e scandinavi. Ebbene, quel territorio riflette perfettamente la contraddizione italiana. Da una parte le proposte dei percorsi slow food, rispettosi delle tradizioni e dell'ambiente, che muove un business milionario. Dall'altra, soprattutto fra Bra e Alba, un immenso serpente di cemento, tutto palazzine e centri commerciali, una gigantesca e impersonale periferia del consumismo che potrebbe essere qualsiasi posto. Non ha memoria, non ha personalità né bellezza. Perché viverci o andarci in vacanza, allora?"

Nella parte del libro dedicata al terremoto in Abruzzo, si scopre che tutta la periferia dell'Aquila, sventrata dal sisma, è nata in modo irresponsabile attorno al piccolo centro di Pettino. Dove sono visibili le faglie sismiche.
"Abbiamo voluto ripercorrere i luoghi del sisma insieme ai geologi, i quali hanno ribadito, documenti alla mano, che già nel 1939, quella zona era indicata ad altissimo rischio. La stessa zona in cui la città è cresciuta, con decine di negozi e multisala da migliaia di posti. Ora andare in questo quartiere fa pena, perché le case aperte dalle scosse mostrano l'intimità violata di famiglie devastate come gli alloggi che occupavano. Tornando nella mia Liguria, a Sanremo è stata resa edfiicabile una zona precedentemente dichiarata 'a frana attiva'. Ricordo di aver incontrato un consigliere comunale che votò a favore di quella decisione: mi confermò di essere convinto della sua scelta, anche se non avrebbe mai mandato i suoi figli a vivere o giocare in quel posto. Atteggiamento che ben dimostra come ragionano i politici nel nostro Paese".

Al contrario, come voi documentate, in Corsica il centrosinistra contrario alla cementificazione selvaggia vince per questa ragione le elezioni e continua a stracciare la destra. Ma allora la differenza sta tutta nel senso civico dell'elettorato?
"I corsi odiano quella che chiamano bettunizzazione della loro terra. Ed esiste una sinistra che ha saputo farsi interprete di quel sentire popolare. Mettendo insieme due concetti: difesa dell'ambiente come difesa dell'identità. Così hanno stravinto. Non bisogna dimenticare che in Corsica esiste un partito del mattone che fa riferimento allo stesso presidente francese Sarkozy, che proprio in quell'isola ha cominciato la sua ascesa politica. Una lobby con ambiziosi progetti di edilizia che ha sponsor perfino nello spettacolo, come nel caso dell'attore Jean Reno. Eppure la gente li ha bocciati, anche perché la sinistra locale non flirta con i palazzinari, a differenza di quanto avviene in Italia. Facciamo un confronto tra isole: in Corsica la gente ha votato per l'ambiente, in Sardegna ha comunque scelto il mattone. Cappellacci disse da subito di aver intenzione di allentare drasticamente i vincoli paesaggistici. E' il caso di farsi un esame di coscienza".

Esistono casi virtuosi anche in Italia. Come i diversi comitati di resistenza ambientalista che continuano a nascere dappertutto, a cominciare dal Veneto. Ma quei comitati vengono minacciati da proposte come quella di Michele Scandroglio, deputato del Pdl e braccio destro dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Vogliamo ricordare in cosa consiste?
"La proposta di Scandroglio mira a scoraggiare le azioni di ricorso mediante il Tar. In sostanza dice che se un cantiere edile viene bloccato da un ricorso, e questo viene poi dichiarato infondato, per ogni giorno in cui il cantiere è stato fermo in attesa della pronuncia del Tar il costruttore andrà risarcito dalla parte avversa. Cioè i comitati. Insomma, si fa del terrorismo con le proposte di legge per indebolire il dissenso. Ma c'è chi tiene duro: in "La colata" citiamo, uno per tutti il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, piccolo centro della provincia milanese che ha respinto tutte le lusinghe delle grandi società edili per puntare sulla riqualificazione degli immobili già esistenti e sulla qualità della vita, diventata mezzo di promozione turistica. Non solo le casse comunali ne hanno beneficiato ma alle elezioni successive quel sindaco è stato riconfermato a furor di popolo. Un invito all'ottimismo, e alla battaglia contro il mattone forsennato".


La colata
Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo - a cura di Ferruccio Sansa
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
La scheda del libro
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Pubblicato il 12/7/2010 alle 16.57 nella rubrica La colata.

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