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Via D'Amelio, il palazzo sospetto sparito dalle indagini

  
Una traccia rilevante viene riproposta dal libro "Il patto".

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Nel libro ''Il patto'' c'e' una
indicazione nuova sulla strage di Via D'Amelio. Una traccia che,
al pari della famosa ''Agenda Rossa'' del magistrato Paolo
Borsellino, morto nella strage del 20 luglio 1992 insieme agli
uomini della sua scorta, e' stata tolta dalla vicenda. Una
traccia che ora il volume edito da ''Chiarelettere'' ripropone
all'attenzione. Sono passate poco piu' di dodici ore
dall'eccidio di Via D'Amelio. A sparire questa volta e' un
intero palazzo, quello, sospettato fin dal primo momento dopo la
strage,da cui poteva essere stato pigiato il telecomando che
semino' morte e distruzione uccidendo il magistrato che si opponeva alla trattativa in corso tra spezzoni dello Stato e una parte della mafia.
Ecco come il volume di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci ricostruisce questa ennesima incredibile ''sparizione''. ''Due agenti della Criminalpol venuti da fuori Palermo sono in via D'Amelio. La prima cosa che cercano di capire e' dove si siano appostati gli attentatori con il telecomando che ha fatto esplodere l'autobomba. I due escludono subito i palazzi che si affacciano su quel tratto della strada: sono sventrati, se si fossero posizionati li', i killer si sarebbero esposti a un rischio troppo alto. Lo sguardo si posa poco piu' in la', oltre un muro che separa la via da un grande giardino. Gli agenti mettono a fuoco un palazzo di dodici piani appena edificato. Percorrono poco piu' di cinquanta metri, entrano nello stabile e salgono le scale. Si imbattono nei due costruttori del palazzo, i fratelli Graziano. Si fanno portare nel loro ufficio e abbozzano una sorta di interrogatorio. Avete visto qualcosa? Poi chiedono loro i documenti per un controllo via radio: vogliono sapere se hanno precedenti. Nell'attesa, uno dei poliziotti sale fino alla terrazza, rendendosi subito conto che da li' la visuale su via D'Amelio e' perfetta. Per terra, nota un mucchio di cicche. Dalla centrale intanto comunicano che i costruttori sono schedati come mafiosi. Sono due dei sei fratelli Graziano, una progenie di imprenditori edili legati ai Madonia e ai Galatolo. Uno dei fratelli, Angelo, vicino a Salvatore Riina, e' scomparso nel 1977 con il metodo della lupara bianca. Ce n'e' abbastanza per portarli in centrale e proseguire gli accertamenti, ma sopraggiunge all'improvviso una squadra di poliziotti. Colleghi, e' tutto a posto. Ce ne occupiamo noi, adesso, dicono ai due agenti della Criminalpol. Che se ne vanno perplessi, fanno ritorno in centrale e stilano comunque un rapporto dettagliato. L'indomani ricevono un ordine di servizio: devono rientrare al comando di origine. Il loro lavoro a Palermo e' concluso. I Graziano non vengono interrogati ne' posti sotto controllo. Dei fratelli costruttori qualche mese dopo la strage parlano pentiti del calibro di Gaspare Mutolo e Francesco Marino Mannoia. Secondo quanto dichiara il primo, Angelo Graziano e Vincenzo Galatolo sorvegliavano Bruno Contrada (l'ex funzionario del Sisde, condannato per aver avuto rapporti con le cosche,Ndr). Poi Graziano era stato arrestato proprio da Contrada. Mutolo sostiene pure - e la sua versione ha retto fino in Cassazione - che i due imprenditori avevano messo a disposizione un appartamento per Contrada e uno per il giudice Signorino (morto suicida poco prima di essere arrestato,Ndr), pm nel maxiprocesso. La testimonianza degli agenti della Criminalpol e' finita oggi nella nuova inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla morte di Borsellino e della sua scorta. Per tutti questi anni i due poliziotti hanno creduto che qualcuno avesse vagliato il loro rapporto, che quella pista fosse stata battuta. Invece il rapporto e' sparito dalla questura di Palermo.  La Procura nissena ha pero' appurato che nel palazzo, poche ore dopo che gli agenti della Criminalpol si erano allontanati, era arrivato un gruppo di carabinieri. Nella loro relazione e' tutto a posto, tutto normale. E il palazzo della mafia su via D'Amelio sparisce. Come l'agenda rossa di Paolo Borsellino''. (Paolo Cucchiarelli)

La scheda del libro
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Pubblicato il 14/2/2010 alle 11.54 nella rubrica Il patto.

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