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Giorgio Perlasca, lo Schindler italiano

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La dichiarazione di Franco Perlasca in seguito alle parole Silvio Berlusconi su Giorgio Perlasca.

(ANSA) - ROMA, 3 FEB - "Ad appena 3 giorni dal centenario della nascita di mio padre sono molto contento e sinceramente orgoglioso delle parole del premier Berlusconi nei confronti di mio padre. Ad oggi Giorgio Perlasca è stato l'italiano che ha fatto di più per motivi umanitari", ha commentato all'ANSA Franco Perlasca, il figlio dello 'Schindler italiano', come il presidente del consiglio ha definito il falso diplomatico che a Budapest nel 1945 salvò un numero imprecisato di ebrei dai nazisti. Troppo tardi? "Questo riconoscimento va bene anche oggi - ha proseguito Perlasca - visto che la vita di mio padre ha avuto tanti periodi, compresi anni di oscura dimenticanza cui sono seguiti negli ultimi 20 anni alla sua riscoperta grazie a Enrico Deaglio che scrisse su di lui "La banalità del bene" facendo conoscere quella storia che a Gerusalemme già avevano onorato nel Giardino dei Giusti e a Giovanni Minoli che lo intervistò a Mixer. Un periodo di riconoscenza che va avanti ancora oggi, evidentemente, e di cui sono onorato oltre che personalmente orgoglioso", ha concluso Perlasca a Brindisi per il libro di Chiarelettere 'Giorgio Perlasca un italiano scomodo' scritto da Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero.

Pubblicato il 4/2/2010 alle 15.26 nella rubrica Giorgio Perlasca.

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