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Chiarelettere, alla Fiera di Francoforte c'è un'Italia che vende (diritti)


Intervista a Lorenzo Fazio (direttore editoriale di Chiarelettere)
di Antonio Prudenzano
www.affaritaliani.it

Comprare diritti (inutile dire, dagli altri). Scoprire (meglio ancora fottere ai rivali italiani...) le novità, naturalmente estere, più interessanti, e magari accaparrarsele a prezzi abbordabili. Questo il lessico fatto proprio per decenni dagli editori italiani in trasferta a Francoforte, dove si sta svolgendo un'edizione della Fiera del Libro segnata dalla crisi economica mondiale, che a dirla tutta ha coinvolto soprattutto l'industria editoriale statunitense e molto meno quella europea.  

Ma ora c'è chi vende - Quest'anno, per il nostrano (e solitamente sonnacchioso) mondo dell'editoria c'è però una novità, positiva e inaspettata. Finalmente c'è qualcuno dei nostri che vende. E mica romanzi (o meglio, gialli...), perché non ci sarebbe nulla di nuovo, basti pensare all'amatissimo Camilleri. Per la prima volta, infatti, il mondo (Stati Uniti compresi) compra i nostri saggi (cosa prima d'ora mai avvenuta, se non in rarissimi casi). Protagonista di questa rivoluzione è la casa editrice del momento, Chiarelettere.

Non solo "Papi" - A questo proposito, l'editore Lorenzo Fazio sceglie Affaritaliani.it per annunciare che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, il successo dei suoi libri non vede coinvolto solo il recente "Papi" del trio Travaglio-Lillo-Gomez (scontato, visto che all'estero, lo abbiamo visto negli ultimi mesi, è forte l'interesse per le vicende politiche e non solo che riguardano il nostro Paese): "Il vero evento è che la prestigiosa casa editrice inglese (e americana) Granta Press abbia comprato i diritti di "Io sono il mercato" di Luca Rastello, inchiesta sul traffico di cocaina. Gli anglosassoni (ma il volume è stato acquistato anche dagli spagnoli di  Duomo Ediciones) ci hanno sempre venduto i loro saggi, e ora chiedono i nostri!".

"E' la prima volta che accade" - Fazio aggiunge: "E' il primo anno che si verifica quest'attenzione, e senza falsa modestia devo ammettere che sono i libri Chiarelettere quelli che riescono a vendere. Il marchio della mia casa editrice ormai all'estero lo conoscono, e la soddisfazione più grande è che non solo libri come "Papi" (comprato, per ora, in Olanda da Lebowki - Oscar van Gelderen, in Spagna da Duomo Ediciones e in Albania da Tirana Times Thnegel Ltd Publishing), ma anche altri come "Il ritorno del principe" di Scarpinato e Lodato, acquistato in Francia da Castel Edition e in Olanda sempre da Lebowki (Oscar van Gelderen), o "Processo agli economisti" di Roberto Petrini, "Viaggio nel silenzio" di Vania Lucia Gaito, oltre a "Dentro l'Opus Dei" di Emanuela Provera (in uscita in Italia il 12 novembre, ndr), riscuotano grande interesse".

                                       

All'estero tutti pazzi per "Vaticano SpA" - Ma non finisce qui: Affaritaliani.it è in grado di rivelare che anche il recentissimo "Adesso basta" (due ristampe in quattro giorni, che piace molto a spagnoli e tedeschi) di Simone Perotti, e il saggio più venduto in Italia nel 2009, "Vaticano SPA" di Nuzzi, sono ricercatissimi  fuori dal nostro Paese. A proposito di quest'ultimo, a Francoforte sette editori hanno finora comprato i diritti di traduzione dell'inchiesta. L’agente che si occupa di "Vaticano SPA", Luigi Bernabò, ha 'piazzato' il volume in Portogallo (Presenca), Spagna (Martinez Roca), Slovenia (Modrijan), Corea (Sudest Publishing), Brasile (Laroussa), Grecia (Itamos) e  Germania (Ecowin). Non c'è che dire. La Chiesa in libreria tira, e non solo da noi, dove questa settimana, nella Top Ten dei libri più venduti, ci sono l'ultimo libro di Ratzinger e quello del Cardinale Tettamanzi...



Pubblicato il 16/10/2009 alle 18.23 nella rubrica Diario.

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