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Dopo la denuncia di "Vaticano SpA" Caloia lascia la Banca del Papa


(Ansa) - Città del Vaticano, 23 settembre 2009

Con la nomina di Ettore Gotti Tedeschi a nuovo presidente dello Ior, la Santa Sede ha dato «una lezione di vita, specialmente in Italia dove non si dimette nessuno» dimostrando di essere molto determinata «quando scandali o vicende poco chiare mettono interrogativi sulla credibilità delle proprie istituzioni, facendo ordine al proprio interno». È il parere del giornalista Gianluigi Nuzzi autore del libro-inchiesta Vaticano Spa, best-seller da 170 mila copie, in cui ricostruisce gli scandali finanziari che hanno coinvolto la Chiesa nell'era post Marcinkus. Secondo Nuzzi il suo libro, in cui Angelo Caloia sostituito oggi alla presidenza dello Ior da Gotti Tedeschi è uno dei personaggi chiave, «ha accelerato un processo di cambiamento» già nell'aria con la pubblicazione dell'enciclica Caritas in Veritate. «Credo che l'enciclica - spiega - vada letta ad ogni latitudine, anche quella di San Pietro». Si è messo così in atto «un gesto partito dalla segreteria di Stato che rappresenta una lezione di vita soprattutto in Italia dove non si dimette mai nessuno e come dimostra pur nella sua diversità anche il caso Boffo». A Caloia, Nuzzi non attribuisce «nessuna responsabilità soggettiva» per le operazioni poco trasparenti messe in atto dall'ex segretario generale dello Ior mons. Donato de Bonis a partire dai primi anni '90 e gli riconosce di essere stato «un uomo non opaco che ha cercato di fare pulizia». Ricorda infine che Caloia lascia la presidenza dopo venti anni.

Pubblicato il 23/9/2009 alle 19.26 nella rubrica Vaticano SPA rubrica a cura di Gianluigi Nuzzi.

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