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De Bortoli, Stajano e il giornalismo libero


Il ruolo di direttore del Corriere della sera è ancor oggi decisivo nel delineare la mappa del potere in Italia, come dimostra e racconta Corrado Stajano nel suo ultimo libro La città degli untori (Garzanti).
Ne hanno parlato in pochi e per questo sentiamo il bisogno di segnalarvelo. Stajano è autore di libri che hanno fatto epoca, espressione di un giornalismo libero, pronto a cercare la verità ovunque, e a denunciare chi mette in pericolo la nostra democrazia. Gli dobbiamo dire grazie per il suo impegno.

In quest’ultimo libro Stajano racconta le energie, i rovesci e le speranze di una città come Milano, in un continuo riannodarsi di eventi e personaggi: dalla peste manzoniana alla strage di piazza Fontana, l’omicidio del magistrato Guido Galli, il Corriere della sera di Mario Borsa degli anni della Liberazione: un baleno di libertà prima della normalizzazione.

Leggere la storia di Giulio Alonzi fa bene e anche molto male. Antifascista, redattore al Corriere, torturato a Villa Triste a Milano, liberato e poi vice direttore con Borsa, è un modello di coraggio: ma chi si ricorda più oggi di Alonzi? Di Borsa?
Entrambi, nel 1946, sono stati costretti ad andarsene. E ora? Il Corriere della Sera è una spia che ci dice dove va questo Paese. Che De Bortoli ritorni in via Solferino è sicuramente un segnale cui aggrapparsi, per continuare a credere in un giornalismo libero.

Lorenzo Fazio

Pubblicato il 8/4/2009 alle 10.15 nella rubrica Diario.

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