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La memoria e l'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie




Ogni anno, da quattordici anni, l’associazione Libera fondata da don Luigi Ciotti nel 1995 organizza la giornata in ricordo di tutte le vittime delle mafie.
Lo fa simbolicamente il 21 marzo, giorno di primavera, di rinascita. Una Giornata nazionale della memoria e dell’impegno che si svolge sempre in città diverse del Nord e del Sud, ogni volta con maggiore partecipazione. Quattrocentocinquanta familiari di vittime della criminalità organizzata
hanno firmato un appello perché questa iniziativa, che quest'anno si tiene a Napoli, venga istituzionalizzata.
Sono i familiari che Libera è riuscita a riunire e che ogni anno si incontrano, si confrontano, raccontano come siano riusciti a trasformare il dolore privato che li ha segnati per sempre in testimonianza collettiva, in impegno per la legalità.
Hanno lottato per l’equiparazione delle vittime di mafia alle vittime del terrorismo, perché tutti i familiari abbiano gli stessi diritti. 
(dall'introduzione a Lotta civile di Antonella Mascali)

Quest'anno la mobilitazione comincia il 19 marzo a Casal di Principe, dove verrà ricordato il XV anniversario dell’uccisione, per mano del clan dei casalesi, di don Peppe Diana. Un grande uomo, prima ancora che un grande sacerdote, ucciso due volte. Dalle pallottole e dal veleno delle maldicenze sparse ad arte per coprire la camorra, mai respinte dalla «prudente» Chiesa locale e smontate punto per punto dai magistrati.

La mamma di don Diana, Iolanda, ha inviato ai referenti di Libera un messaggio struggente, che vorremmo condividere con voi. È la lettera di una donna che soffre per essere sopravvissuta al figlio, che vive nel suo ricordo ma che, come lui, si impegna perché la sua terra sia libera dalla camorra.

"In questi lunghissimi quindici anni sono stata invitata a tante manifestazioni in nome di mio figlio e so che il nome di don Peppe, un giovane parroco di un piccolo paese, è ora conosciuto in tutta Italia [...] mio figlio è diventato un simbolo di impegno e legalità e Dio sa quanto bisogno abbiamo di esempi, soprattutto in questo territorio dove perfino sperare non è tanto facile.
Come madre orgogliosa e come tutti voi in questi anni mi avete incoraggiato a continuare a credere non dobbiamo lasciare spegnere la speranza e proprio nei momenti più difficili occorre unirci per dare il meglio di noi e cambiare il nostro mondo senza paura.
Negli ultimi tempi Casal di Principe è tornata a far parlare di sé per il sangue versato sulle strade, ma io so che qui c’è tanta voglia di riscatto, che tante persone da anni si impegnano ogni giorno per il bene, per la legalità e voglio sperare, credere insieme a voi, che un giorno non lontano la nostra terra sarà conosciuta come la terra di don Diana, simbolo di impegno, di legalità e di pace, e so che insieme a voi tutto ciò è possibile. Allora eccomi qui ancora una volta a invitarvi nella terra di don Diana per gridare di nuovo che la memoria è un valore, che non abbiamo dimenticato, che dalla sua morte è nata una più forte coscienza civile, che più passano gli anni e più si moltiplica la voglia di riappropriarci delle nostre terre".
(Lotta civile, pp.135-6)

Il programma del 19 marzo a Casal di Principe (Caserta)
Il programma del 21 marzo a Napoli

Pubblicato il 18/3/2009 alle 20.41 nella rubrica Lotta civile.

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