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Chiarelettere a Scrittorincittà


SCRITTORINCITTA'


2008: Ai bordi dell'infinito

X edizione
Cuneo 13 - 14 - 15 - 16 novembre 2008


 13 novembre
Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
15 novembre
Roberto Scarpinato, Saverio Lodato e Gianni Barbacetto (con David Lane)
16 novembre
David Bidussa (con Sergio Rizzo)
 16 novembre
Pino Petruzzelli, Raffaele Oriani (con Tullio Regge e Marco Revelli)

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 giovedì 13 novembre - ore 18 - Centro incontri Provincia, Sala Ragazzi
Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
 "A piedi. Il viaggio per l’Italia di due pellegrini contemporanei"

L’Italia se ne sta ferma e due uomini la attraversano. A piedi.
Mentre la attraversano si accorgono che in realtà l’Italia non
se ne sta ferma ma cambia con loro, si modifica man mano
che il viaggio va avanti. Si modifica il paesaggio, si modifica la
percezione delle cose. E ci si rende conto di quanto infinito
stia dentro l’apparentemente finito dello Stivale, di quanti
sono i passi, uno dopo l’altro, che ci vogliono per misurare un
Paese smisurato e smisuratamente contraddittorio. Da
Lavarone a Vetralla, lentamente, attraversando strade,
cittadine, bar, gente e dialetti, in compagnia di altri viaggiatori
particolari come Goethe, Stendhal e Kerouac, Claudio Sabelli
Fioretti e Giorgio Lauro hanno raccontato in A piedi
(Chiarelettere 2007) un’Italia a bassa velocità.


 

Sabato 15 novembre - ore 18 - Cinema Monviso
Scarpinato, Lodato e Barbacetto (con Lane)
"Il ritorno del principe, ovvero sul caso infinito (e infinitamente italiano)
del nesso Italia-criminalità mafiosa"

Che cosa significa provare a riportare in scena - vale a dire
davanti agli occhi di tutti, ricostruzioni storiche alla mano
- la nostra storia recente? Vuol dire soprattutto lavorare
contro quella tendenza alla rimozione che è diventato un
connotato paradossale della nostra identità nazionale.
E significa raccontare decenni di mescolamenti indebiti
tra una parvenza di legalità e l’illegalità conclamata.
Partendo dal loro libro Il ritorno del principe (Chiarelettere
2008), Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la
Procura Antimafia di Palermo e pm nel processo Andreotti,
insieme a Saverio Lodato, giornalista e esperto di criminalità
mafiosa, ci conducono in un viaggio attraverso la
concretizzazione della massima di Machiavelli per la quale in
politica ogni mezzo è lecito, principio che buona parte della
classe dirigente italiana ha evidentemente preso per buono.
Insieme a David Lane (L’ombra del potere, Laterza 2005),
una riflessione di potentissimo valore civile sul rischio che il
nostro Paese sta correndo di diventare una “democrazia
mafiosa”. A condurre l’incontro il giornalista Gianni
Barbacetto.


 

Domenica 16 novembre - ore 15 - Centro incontri Provincia, Sala Blu
Bidussa (con Rizzo)
"Farsi a pezzi: l’Italia e la sua infinita deriva"

L’identità italiana non è un’astrazione. E soprattutto non è
un’invenzione. Se nel corso del tempo siamo stati raccontati,
ma soprattutto ci siamo raccontati, in termini non
esattamente lusinghieri - e spesso compiacendocene - è stato
a partire da una serie di dati di fatto. Fare della negligenza,
dell’inaffidabilità, dell’insipienza e dell’amoralità i nostri segni
distintivi, rendendo marginali i talenti e le eccellenze, sembra
corrispondere a un progetto storico e sociale suicida. David
Bidussa, nel suo Siamo italiani (Chiarelettere 2007),
antologizzando una scelta di testi nei quali si riflette su chi
siamo, ha avuto modo di mettere a fuoco le strategie alle
quali di continuo ricorriamo per assolverci non assumendoci
mai fino in fondo le nostre responsabilità; Sergio Rizzo - che
con Antonio Stella, dopo il grande successo di La casta, ha
pubblicato La deriva (Rizzoli 2008) - ha invece indagato le
diverse circostanze nelle quali l’Italia mette in atto la sua
autodistruzione, dalle infrastrutture bloccate agli ordini
professionali che non permettono ai giovani di accedervi, dal
declino dell’università ai primari nominati dai partiti. Moderati
da Gianni Martini (La Stampa), Bidussa e Rizzo raccontano al
pubblico di scrittorincittà le proporzioni dell’infinita deriva
italiana verso il nulla. E segnalano, se ci sono, i possibili argini
per fermarci prima che sia troppo tardi.


 

Domenica 16 novembre - ore 18.30 - Centro incontri Provincia, Sala Rossa
Petruzzelli, Oriani (con Tullio Regge e Marco Revelli)
"Straniero: storia di una paura infinita"

Quando eravamo piccoli veniva chiamato “uomo nero”.
Adesso che siamo grandi sembra cambiato poco. In un Paese
nel quale l’infantilizzazione sembra governare su tutto, la
paura dello straniero è diventata una delle principali forme di
gestione del potere. Si induce tensione, si alimenta il
pregiudizio, si costruiscono false credenze, si tiene lontana la
complessità sociale con una serie di semplificazioni di
comodo. A ragionare su un fenomeno, la socialità della paura,
di proporzioni sempre maggiori e inquietanti, intervengono
Pino Petruzzelli, che in Non chiamarmi zingaro (Chiarelettere
2008) ha raccontato le storie di tutti quei rom e quei sinti che
ogni giorno si ritrovano a dover interpretare il ruolo di capri
espiatori, Raffaele Oriani, che in I cinesi non muoiono mai
(Chiarelettere 2008), scritto a quattro mani con Riccardo
Staglianò, ha cercato di comprendere lo straordinario
fenomeno della presenza cinese in Italia; e Tullio Regge, uno
dei maggiori fisici e matematici italiani, che da sempre affianca
agli studi scientifici un impegno politico fondato sulla
razionalizzazione delle paure inventate e sulla necessità di
smascherare il potere a partire dalle sue mistificazioni. Modera
l’incontro lo storico Marco Revelli.

         

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Pubblicato il 6/11/2008 alle 16.13 nella rubrica Diario.

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