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Le immunità bizzarre: non ti posso raccomandare ma ti posso violentare

TOGHE ROTTE: LA RUBRICA SULLA GIUSTIZIA DI BRUNO TINTI

Dunque le Alte Cariche dello Stato, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente del Senato, Presidente della Camera, dovrebbero essere immuni dalla legge penale; fino a quando restano in carica, ma comunque, per questo periodo di tempo, immuni.
Così è previsto che succeda secondo un disegno di legge che il ministro Alfano ha accettato di battezzare con il suo nome (si chiama, nella vulgata corrente, lodo Alfano) e che dice che “salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente del Senato, Presidente della Camera sono sospesi…. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.”

Se uno cerca di tradurre il riferimento agli articoli 90 e 96 della Costituzione in parole intelligibili anche a chi non la conosce o non se la ricorda e non ha sottomano il testo, si scopre che questa sospensione non opera per il Presidente della Repubblica che venga imputato di alto tradimento o di attentato alla Costituzione; cosa di cui i cittadini possono rallegrarsi. E non opera (beh, però la scappatoia è già prevista) per il Presidente del Consiglio che può (ma è troppo bello per essere vero e infatti non lo è) essere processato per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni. In verità, per processarlo occorre l’autorizzazione del Senato o della Camera dei Deputati; ma si può stare tranquilli perché tutti sanno benissimo che il Parlamento non si fa assolutamente condizionare da criteri di appartenenza politica e che concede o nega le autorizzazioni per sole ragioni di giustizia: tu sei del mio partito ma, abbi pazienza, la coscienza mi obbliga a votare per farti sottoporre a processo…

Insomma, a prescindere da quello che avviene in pratica (il Parlamento autorizzazioni a procedere non ne ha concesse quando erano previste e non le concede ora, nei limitati casi in cui sono previste; ma proprio non se ne parla) sta di fatto che già questa legge prevede una cosa curiosa: se il Presidente del Consiglio dei Ministri promuove una legge che favorisce una sua azienda e la fa approvare dal Consiglio dei Ministri; oppure se, utilizzando il potere che gli dà la sua carica, raccomanda illecitamente ad un ente pubblico controllato dal suo partito e dunque da lui una ballerina; ecco, in questi casi (sempre che il Parlamento dia l’autorizzazione) potrebbe essere processato. Se invece invita una ballerina per un week end al mare e lì la violenta, beh, in questo caso, non può essere processato perché la violenza non è stata commessa nell’esercizio delle sue funzioni.

Chi è proprio favorito sono i Presidenti di Camera e Senato che non possono essere processati mai: né per alto tradimento, né per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni né per reati commessi fuori dall’esercizio di queste funzioni. La verità è che sono meglio di 007; licenza assoluta (anche di uccidere, proprio così, non c’è eccezione per nessun reato).

Insomma, questo lodo Alfano è un po’ bizzarro (questa figura retorica gli inglesi la chiamano understatement); il che, tecnicamente, significa che potrebbe essere in contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione; perché viola il principio di ragionevolezza (chissà perché alcuni debbono essere più uguali degli altri? E soprattutto perché sono più uguali degli altri per certi reati - quelli commessi come privati cittadini - e meno uguali per altri reati - quelli commessi come Alte Cariche dello Stato?). E poi anche perché non consente alle vittime dei reati da loro commessi di avere un trattamento uguale: la ballerina che si è vista mettere da parte in favore della collega imposta dal Presidente del Consiglio potrebbe agire in giudizio penale (se il Parlamento autorizza); mentre la ballerina violentata non potrebbe farlo.

Non è che sia finita qui, il lodo Alfano si presta a qualche altro commento; ma il resto alla prossima puntata.

Bruno Tinti


Pubblicato il 10/7/2008 alle 0.31 nella rubrica Toghe Rotte.

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