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Non chiamarmi zingaro


In libreria dal 19 giugno

Tutti ne hanno paura ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre. La parola ai rom.


“La parola zingaro è diventata offensiva, per cui essi stessi e i loro amici evitano di pronunciarla. Una volta non lo era…”
Dal prologo di Predrag Matvejevic’
 
“Io fino a sei o sette anni fa nascondevo il fatto di essere rom. Poi sono arrivato a capire che sono come tutti e che il problema non è mio, ma di chi mi disprezza... Da allora ho realizzato che non mi devo più nascondere perché non ho niente di cui vergognarmi.”
Giovanni, frate rom
 
Se proprio non volete vederci come esseri umani allora guardateci come specchio: vi conoscerete meglio e senza nemmeno spendere un soldo.
Bobby, fotografo rom
 
“Fa male vedere come trattate degli esseri umani che nella loro storia non hanno fatto del male a nessuno. Noi jenisch, rom, sinti, non siamo mai entrati in guerra.”
Mariella Mehr, scrittrice jenisch, vittima del programma dell’associazione svizzera Pro Juventute
 
“Morto all’età di ventun anni, Giuseppe Catter, il partigiano Tarzan, era uno zingaro. Ci furono altri sinti e rom che combatterono per restituire libertà al nostro Paese. Peccato che nessuno lo sappia.”
Francesco Biga, direttore dell'Istituto storico della Resistenza di Imperia
 
Leggi la rassegna

Pino Petruzzelli, barese di origine, da anni vive e lavora a Genova, dove dirige il Centro Teatro Ipotesi. Attore e regista, si è sempre occupato di razzismo.
Recenti il suo spettacolo Periplo Mediterraneo e l’orazione andata in onda a TERRA! di Canale 5, in cui ricostruisce una storia di zingari deportati nei campi di sterminio.


Non chiamarmi zingaro

il nuovo libro di Pino Petruzzelli
Prologo di Predrag Matvejevic
Chiarelettere Editore, Reverse, pp. 256, euro 12,60

Vignetta di
Natangelo

Pubblicato il 20/6/2008 alle 13.33 nella rubrica Non chiamarmi zingaro.

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