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post: Quando le dimissioni sono finte e tutti lo sanno ma fanno finta che siano vere

TOGHE ROTTE: LA RUBRICA SULLA GIUSTIZIA DI BRUNO TINTI Quando facevo il pubblico ministero mi capitava di incriminare imprenditori e politici per corruzione, turbative d’asta, falsi e associazione a delinquere per commettere tutti questi reati. Lo schema era quello abituale: il politico chiedeva soldi per favorire l’imprenditore e fargli ottenere un appalto fregando gli altri imprenditori; oppure l’imprenditore offriva soldi al politico perché lui gli facesse ottenere un appalto etc. Sempre erano coinvolti anche i funzionari (del Comune, della Provincia, della Regione, di qualche ente pubblico) perché poi, alla fine, chi faceva materialmente le gare, chi falsificava i documenti, chi attestava cose false erano loro. Su istruzione del politico ma insomma anche per loro ci ... continua



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Caro Cantastorie, solo per dirti quanto ci manchi nel momento in cui più servivi.



parole sante. ma credo che il problema piu' grosso sia la durata di un processo.


Mi piaccion le fiabe, raccontane altre.




Gent.mo dott. Tinti

Tutto vero: ma forse sarebbe anche il caso di far pulizia in casa; l'ANM oggi si schiera apertamente per la riforma dello pseudo ministro Alfano (un nome che non sfigurerebbe nel film di Scorsese "Quei bravi ragazzi")

Abbiamo mandato giù il reintegro di Carnevale, il trasferimento di De Magistris, quello della dott.ssa Forleo, ora quella imminente di Apicella.

PS. Parrà strano, ma in Italia c'è anche chi non dimentica..
A che gioco stiamo giocando? a che gioco sta giocando l'ANM? e Cascini?

Un po' di pulizia in casa possibilmente senza nascondere lo sporco sotto il tappeto (destinato comunque a riemergere) sarebbe auspicabile anche nella Magistratura non crede???



Dove è finito l'obbligo giuridico-morale qualora un pubblico ufficiale nn sia attivato dopo aver avuto conoscenza di un reato internazionale penalmente punibile? un evento di reato -dato di fatto accaduto- nn può restare come accadimento terminale,accertarlo sulla base del parametro normativo fin dall'inizio in concetto realizzatosi nella sua complicità.Ma non era stato cosi, chi ne sapeva di qsto dato di fatto e aveva parlato , la vita dei suoi famigliari e la sua sono stati distrutte.Raccontare cio che tti noi cittadini sapiamo è una perdita di tempo, bisognava continuare a fare il suo divere per educare una certa categoria di personaggi.


"RIVOLUZIONARI" SOLO A PAROLE?...
Noi ci stiamo riprovando!
Speriamo che ora non ci si debba nuovamente ridurre a constatare che l'Italia è "DAVVERO" un Paese "ANORMALE", pieno di tanti sedicenti "RIVOLUZIONARI" che amano riempirsi la bocca con la parola "RIVOLUZIONE" senza sapere però di cosa parlano, che blaterano sempre di "CAMBIAMENTI" più o meno "RADICALI", che affermano di voler "MODIFICARE" praticamente "TUTTO", ma che poi, quando si tratta di "FARE" qualcosa di "CONCRETO", si tirano immeditamente indietro.
Speriamo di no!
Infatti (almeno finora) non appena a noi italiani "MEDI" ci si è chiesto "COSA" intendevamo fare e "COME" pensavamo di farlo, siamo sempre andati totalmente nel pallone e pure se ci si proponeva una "STRATEGIA" bell'e pronta per iniziare perlomeno a farla, 'sta benedetta "RIVOLUZIONE", subito adducevamo centomila scuse, molti di noi in "BUONAFEDE" e molti altri in perfetta "MALAFEDE".
Nel momento in cui noi (che poi siamo "IO/TU/NOI/VOI/ESSI" messi assieme) proponiamo di iniziare a fare una "RIVOLUZIONE" nella maniera più "PACIFICA" e più "DEMOCRATICA" possibile ("REFERENDUM POPOLARE"), che intende colpire proprio quello che sta più a cuore ai nostri cari "PRE-POTENTI" i quali, complici "AMICI" e "FINTI" nemici, primi responsabili di aver portato l'Italia nel baratro socio-economico peggiore dal dopoguerra, adesso molte di quelle stesse persone, che si lamentavano continuamente perché si è sempre "CHIACCHIERATO" senza mai "FARE" niente di concreto, speriamo si facciano vive e non se ne escano fuori con il trito, ritrito ed esasperante "SI', PERO'...'".
Sicuramente ci sono "MILLE" altri problemi legati direttamente o indirettamente ai "SOLDI" che bisogna risolvere, sicuramente non sono questi "SOLDI" la priorità assoluta, sicuramente ci sono altri "PRE-POTENTI" da colpire e a cui togliere i loro "TROPPI SOLDI", sicuramente sarebbe meglio cercare da altre parti i "TROPPI SOLDI" da ridistribuire per risolvere i problemi della

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"COLLETTIVITA'", sicuramente tutto quello che volete... sicuramente...
Ma l'"ESEMPIO" che una cosa del genere darebbe a quegli "ELETTORI" che sentono il "DOVERE" di fare qualcosa sarebbe "RIVOLUZIONARIO" e soprattutto siamo convinti che sarebbe "RIVOLUZIONARIO" il fatto che la "MAGGIORANZA" della gente "COMUNE" in Italia stavolta sarebbe perfettamente e completamente "UNITA" e d'"ACCORDO", forse come mai prima, e si muoverebbe senza che ci sia bisogno di un "PARTITO", di un "SINDACATO", di un "LEADER" o, peggio ancora, di un "DUCE" che li guidi.
Quindi, per concludere, vi chiediamo per l'ennesima volta:
vogliamo "COMINCIARE" a (almeno cercare di) "COAGULARE" sul serio, "RISCHIANDO" addirittura di farli scendere in piazza, 'sti "MILIONI" di persone su qualcosa di "CONCRETO" e che "TUTTI" capiscono, mettendo una piccola "FIRMA" che non comporta "SACRIFICI" di nessun genere, oppure vogliamo fare i "RIVOLUZIONARI" continuando a "CHIACCHIERARE" di improbabili "RIVOLUZIONI", insistendo nel "DIVIDERCI" su altri "MILLE" problemi (importantissimi, certo, ma di cui pochi capiscono e di cui pochissimi si preoccupano o si mobiliterebbero) , rimanendo come al solito altrettante inoffensive e ridicole "NULLITA'" (leggi pure "CACCOLE") di fronte allo strapotere dei signori "PRE-POTENTI"?...

... Ah dimenticavamo: una "RIVOLUZIONE" non riesce se "OGNUNO" sta lì ad aspettare che qualcun "ALTRO" la inizi, salvo poi dire subito che "SI', PERO'..."; la riuscita di una "RIVOLUZIONE" è subordinata al fatto che ciascun "INDIVIDUO" che vuole farla diventi parte "ATTIVA" e "CONSAPEVOLE" di un "INSIEME" composto da moltissimi altri "INDIVIDUI" mossi da un'idea e da un obiettivo "COMUNI".
Oppure tanto vale rassegnarsi a rimanere "DIVISI", lasciando che i "PRE-POTENTI" continuino tranquillamente a fare ciò che vogliono per mezzo dei "NOSTRI SOLDI"...

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Quando sei studente non capisci il sistema. Studi e basta. E più studi più pensi che prima o poi capirai sempre di più. Ma in realtà più capisci e più il sistema sembra folle; e a un certo punto, quando – come ho fatto io – ho scritto un manuale di diritto amministrativo ad uso degli studi post–universitari, capisci che il sistema è quello che è perché se lo si semplificasse, verrebbero fuori le magagne del potere. E che potrebbe semplificarsi con un semplice leggina, fatta da un articolo, che dicesse semplicemente: tutte le cause che riguardano gli enti pubblici sono devolute al Giudice amministrativo. Tutte le cause che riguardano enti privati sono devolute al giudice ordinario. Sarebbe la fine di anni, o decenni di processi inutili che vanno avanti solo per capire il giudice chiamato a decidere.
Il nostro sistema giudiziario è una immensa presa in giro per non far capire nulla al cittadino di come vanno realmente le cose. E’ una immensa macchina mangiasoldi che serve solo per dare stipendi ai magistrati e soldi agli avvocati. Ma non serve ad altro che a proteggere i delinquenti e a non fare quasi mai una vera giustizia.
Sono i tempi del processo, è la mancanza di soldi, è l’esigenza del rispetto del contraddittorio, si pensa quando si è studenti. No. La verità è che l’unico motivo di questo sistema allucinante è il mantenimento dello status quo.
(paolo franceschetti)



Gent.mo dott. Tinti,
più leggo il suo libro, rileggo su questo blog i brani da lei riportati e più mi prende l'angoscia ed il disagio nel vedere proprio ridotta male la giustizia nelle Procure e nei Tribunali d'Italia: che malessere, che disastro, che impotenza!
Oltre a tutti i cavilli e alle strategie da Lei esplicitate e spiegate con estrema chiarezza, si intravvede la possibilità messa in atto dal legislatore-il politico-di "gabbare" la legge per trovare una via d'uscita e farla sempre e comunque franca.
E i Magistrati che si vedono presi in giro non possono che stare a guardare lo spettacolo deplorevole di questi raggiri che favoriscono il politico di "salvare la faccia"sempre e comunque.
E quando questo non avviene, l'ira funesta dei politici si abbatte sull'operato della Magistratura tacciata di strapotere, di arroganza e di eccessiva "applicazione della legge",mentre per loro andrebbe bene nascondere le prove per svilire l'azione penale.
Ma può accadere anche di peggio: per esempio quando il reato è continuato nonostante tutte le prove a disposizione del magistrato e costui, in quanto "peritus peritorum" non le considera, le OMETTE, le IGNORA, le INSABBIA proprio ad HOC per tutelare persone ignobili.
Lo so che la legge è fatta per i delinquenti, mentre le persone oneste spesso si trovano a percorrere un vero e proprio calvario messo in atto e perpetrato a loro svantaggio per arrivare alla Prescrizione ed ingrossare la pancia degli avvocati:"Se pende , rende", è il motto in voga tra gli avvocati(altra Casta!).
E di questo USO/ABUSO, addirittura TRIPLICATO negli ultimi 5 anni, nessuno parla di abolirlo, vero?
E che dire poi del Patteggiamento, una vera e propria Mostruosità giuridica che favorisce l'imputato colpevole,che nonostante le prove lampanti del reato commesso, viene "PREMIATO", solo per il fatto di ammettere la propria colpevolezza!
Non se ne parla poi del Patteggiamento allargato!Altro MOSTRO!
La giustizia favorisce s



E la presunzione d'innocenza? Quanti forcaioli ci sono in Italia. E' per questo che Berlusconi ha partita facile!


continuazione....
La giustizia favorisce sempre e comunque Caino, mentre Abele viene maltrattato , vilipeso e perfino ucciso una seconda volta.
Ho sentito pochi parlare di queste aberrazioni nel merito dell'INGIUSTIZIA perpetrata nei Tribnali italiani.
Mi basterebbe che nella Riforma fosse scritto sancito esplicitamente il Rispetto dell'art. 111 della nostra Costituzione:-Giusto processo in tempi ragionevoli.
Sarebbe veramente un primo passo per entrare nel "merito" di un buon inizio della Riforma giudiziaria(spesso il Ministro ABUSA nell'uso di questo termine).
Solo se fosse eliminata la Prescrizione e si abolisse il Patteggiamento, nel rispetto di un Giusto Processo in Tempi ragionevoli si potrebbe dare credito ad una Riforma Giudiziaria; ma di questo si parla poco o non se ne parla affatto.
Allora che riforma della Giustizia si vorrebbe fare se non si attiva un servizio a beneficio del cittadino e non per la Casta?
Dott. Tinti, la Giustizia è proprio un brutto ed inefficiente servizio.
Faccia pure il "cantastorie", racconti tutte le aberrazioni che le sono passate sottomano, ma faccia aprire gli occhi e le menti delle future generazioni affinchè si possa realizzare con una giustizia vera anche la Democrazia.
Oppure scriveremo la famosa frase di Dante:
-Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate!...nei palazzi dell'ingiustizia!"
Con stima
maria




mica vero, i peggiori forcaioli sono nel centro destra, solo che diventano ipergarantisti se gli imputati sono politici o la casta in genere. spesso per salvarsi i politici hanno reso facile la prescrizione e messo una serie di cavilli pro imputati, ma incidentalmente così si salvano anche i delinquenti comuni tanto odiati dal leghista e dal forzista medio. ma tranquilli, con la riforma della giustizia e il parlamento che dovrà dare le priorità dei crimini da perseguire riusciranno a sistemare anche quel problema.

non sono un magistrato, ma credo che la custodia cautelare regolata così com'è in italia sia garantista, 30 anni fa in italia si stava anche anni in carcere in attesa di giudizio.

forse però il signor avogadro ammira chi (come l'amministratore pubblico che ritira le dimissioni dopo essere stato scarcerato) in un modo o nell'altro aggira la legge con astuzia. ecco, questo mi sembra già un motivo più valido per giustificare le vittorie politiche di berlusconi.



Complimenti dottor Tinti!


Egregio Dott.Tinti,
più la leggo e più mi arrabbio nel vedere quanto lei ha ragione.
Ho molto apprezzato il suo libro "Toghe rotte" e ne consiglio la lettura a tutti coloro che conosco. Non vedo l'ora di leggere il suo nuovo libro, del quale ha annunciato l'uscita in un suo precedente scritto.
La prego, continui a scrivere e a rendeci edotti delle furberie della casta (o meglio, per dirla con Travaglio, della cosca) che ci comanda, anche se ciò ci procura degli attacchi di bile.
Tiziano



Gira che ti rigira, il problema è sempre uno, e si chiama INFORMAZIONE.

Se fosse libera, farebbe tanti di quei servizi e di quelle prime pagine che SI SOTTERREREBBE DALLA VERGOGNA, o magari il partito lo caccierebbe su due piedi. Ma è chiaro che in un paese dove si rigira la frittata e la scarcerazione diventa motivo di critica della magistratura (come pure la carcerazione, solo i magistrati che dormono sono buoni), tutto è possibile.



"POESIA" E UN PO' DI "CATTIVERIA"...

Ieri sera, alla fine dello speciale su RAI3, quando le sirene del porto di Genova hanno "URLATO" all'unisono per "ONORARE" il "GRANDE" Fabrizio (i veri "GRANDI" ed "ONOREVOLI" non hanno bisogno di cognomi), abbiamo sentito i brividi correre lungo la schiena e a stento abbiamo fermato le lacrime, ripensando anche a quanta gente, una moltitudine, partecipò al suo funerale e quanta, moltissima più di allora e sempre più, continua ad "ONORARLO" e a cantare le sue "POESIE" dedicate agli ultimi che vivono e soffrono normalmente, e contro tutti i "PRE-POTENTI".
Immediatamente dopo ci è venuta in mente un'idea che, sì lo sappiamo è brutta da dire e che non avremmo dovuto fare, ma che purtroppo non siamo riusciti a non pensare: abbiamo immaginato il giorno del funerale di un qualsiasi "PRE-POTENTE" ancora vivo oggi, a quanti "MILIONI" di persone quel giorno non solo non lo rimpiangeranno e non lo "ONORERANNO", ma che addirittura sorrideranno "FELICI"...

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# 18    commento di   Fab1979 - utente certificato  lasciato il 12/1/2009 alle 9:31

In merito al finale del'articolo, servirebbe un sussulto della politica che si desse perlomeno un contegno. E possibilmente una cittadinanza che ascoltasse un tale sussulto, visto che il degrado civico del paese è tale che molti si sono convinti davvero della storiella della "magistratura politicizzata e persecutoria" ... e maggari lo fanno con interesse, non essendo essi stessi (i cittadini) un modello di educazione civica.


# 19    commento di   LadyChichotte - utente certificato  lasciato il 12/1/2009 alle 10:33

La mia attenzione è stata attratta da un dettaglio che tale non è: il certificato medico "provvidenziale".
Non sarebbe possibile accertare se l'operato del medico è stato corretto?
Abbiamo già assistito a guerre di certificati (certi scioperi selvaggi “epidemie d'influenza” sulla carta), per le quali, se ricordo bene, vi furono anche accertamenti sull'operato dei medici.
In questo caso non siamo in una situazione simile? Non c'è modo di verificare la reale rispondenza tra certificato medico e reali condizioni del "paziente"?
Non è certo tra le prime emergenze di questo paese, ma certo che se ci fosse un minimo di controllo sull'emissione dei certificati "facili" si eviterebbe la strumentalizzazione odiosa del sacrosanto diritto alla salute, veramente odioso. Penso a “certi” scioperi o a “certe” gravidanze troppo a rischio per andare al lavoro, ma non abbastanza da rinunciare allo shopping.
Visto che questo signore in virtù di un certificato medico si sottrae di fatto a un provvedimento di garanzia (garanzia dei cittadini dalle sue manovre, se qualcuno se lo ricordasse ogni tanto non sarebbe male), il contenuto del certificato dovrebbe essere pubblico in quanto le sue condizioni di salute, a questo punto, sono di pubblico interesse. E ciao privacy, visto che è lo stesso “beneficiario” che ha deciso di derogare al proprio diritto alla riservatezza sulla propria salute per dire “sono troppo malato per lavorare”.
Io cittadino ho il diritto di sapere perchè non può fare più il sindaco e assumersi le relative responsabilità anche di fronte alla legge: ha un esaurimento nervoso o un alluce valgo? Chi ha firmato il certificato? Un medico del servizio pubblico, il suo medico di fiducia, un suo amico? Un medico generico o uno specialista della patologia? Sulla base di quali accertamenti? Se tutto è in ordine... ottimo. Se non lo è, denuncia del medico, annullamento del certificato e il “furbo” di nuovo dentro con un'altra imputazione a suo carico.



Non so se il sindaco di pescara sia colpevole dal punto di vista penale, ma è COLPEVOLE certamente dal punto di vista POLITICO ed ETICO, e se l'Italia fosse un paese normale, non in mano a un'oligarchia corrotta e spudorata, episodi di malcostume simili a questo susciterebbero reazioni furibonde da parte dei cittadini e un'accesa discussione relativamente alla mancanza di controllo e di un codice etico in TUTTI i partiti, che agiscono e gestiscono denaro pubblico in totale autonomia da ogni forma di controllo democratico.
Splendido articolo, come sempre, Dott. Tinti

Irene



Chiar.mo Dottor Tinti,
voglio ringraziarLa per la sua opera, non essendo uno studente di giurisprudenza, ma un cultore esterno, apprezzo infinitamente i suoi squisiti interventi in questo spazio, che mi permette di conoscere degli aspetti che svelano retroscena occultati da altri organi di informazione.





«E soprattutto nessuno si rende conto che, in questo modo, si spingono i cittadini ad adottare lo stesso modello di illegalità e immoralità che i cosiddetti loro rappresentanti praticano con tanta disinvoltura e, bisogna pur dirlo, con tanto profitto?»... Due esempi, che mi son capitati: qualche sera fa ero in un locale della mia zona e alcuni ragazzi sui 20/25 anni si sono seduti al mio fianco e si sono messi a parlottare del "Capo dei Capi", quella serie tivù sui mafiosi, con commenti di questo tipo: «Provenzano che figo che era! Io voglio essere come Provenzano!».- Ieri sera, m'è capitato di incontrare per caso Antonio, il fratello minore (23 anni) di un mio amico, che si fa chiamare, chiaramente, Tony. Io gli faccio scherzosamente: Ciao Tony Manero, come va? E lui: Ma che Tony Manero, io sono Tony Riina... E non credo di dover aggiungere altro.
Saluti
sm



il vero problema di questo paese è proprio il suo popolo! un popolo serio non avrebbe certo questo governo, non avrebbe certo questa casta politica infame. avrebbe una classe politica normale e sarebbe un paese normale. ma in questo paese marcio un popolo serio purtroppo non c'è. e forse non ci sarà mai.


Egr. Dr Tinti,
noto che Lei - senza offesa alcuna, sia chiaro e con molto rispetto per le Sue qualità - crede, ancora, alla Befana poiché auspica un "sussulto etico della politica".
Non che il Suo auspicio non sia condivisibile, anzi; ma non si fa carriera politica et similia se non si é ricattabili.
Mi devo spiegare meglio o basta riportarle la frase che risuonò, in un consesso di rispetto, ove per il sottoscritto, gli astanti, si chiedevano, l'un l'altro: "Ma questo chi lo controlla?".
Volevano ricattarmi permettermi a tacere.
Non ero, invece, ricattabile e resi formale denuncia alla Procura, il giorno seguente - a ferro ancora caldo - affinché venissero accertate e perseguite le anomalie, anche per distrazione di fondi (Ente di Diritto Pubblico), quali da me acclarate nella veste di Sindaco Revisore di un Sodalizio collaterale all'Istituto ove lavoravo (Funzionario di Banca, anno 1984, ben prima di "mani pulite"), che mi aveva investito del Ruolo, peraltro senza prebende.
Andò a finire che il Magistrato chiuse l'inchiesta senza volermi ascoltare di persona, seppur richiesto in tal senso; un Consulente "estratto" dall'Albo dei C.T.U., ma incaricato dallo stesso Sodalizio, svolse una indagine a campione (sic!) trovando nulla da eccepire; il Consulente venne retribuito per l'indagine e poi svolse per altri anni a venire la certificazione dei Bilanci del medesimo Sodalizio; In Azienda, in Consiglio d'Amministrazione, venne verbalizzato "che un C.T.U. dell'Albo del Tribunale ...", omettendo che, estratto dall'Albo, aveva ricevuto incarico dall'accusato Sodalizio e non dal Magistrato; ecc.... Insomma una "tenaglia" di menzogne.
Rassegnai le dimissioni e non esposi più la calza per la Befana negli anni a seguire.
I miei più cordiali saluti e tanta amarezza anche per il comportamento di alcuni Magistrati, diciamo distratti se non proprio conniventi.



Una falsa soluzione ad un vero problema.
Se la macchina giudiziaria funziona la gattabuia preventiva dovrebe durare pochissimo,il processo avere la giusta durata e la sua sentenza eseguita. si aspetta l'appello o in galera o in libertà secondo sentenza ed entro giusti tempi l'eventuale appello.



Se il signor Philium gradirebbe leggere il mio post della mezzanotte tra l'11 e il 12 scorso, sul tema precedente... scoprirebbe che si ordiscono, persino, complotti per vietarti l'eventuale ricorso in appello: e in questo/i caso/i', purtroppo, non c' entra/no il/i politico/i di turno...e nemmeno la carta, la stenotipia (per trascrivere il ripetuto "ignorante" - al microfono? - affibbiatogli dal querelato/querelante che "sbavava"...per cui la giudice, rilassata da apparire sbracata, si dletta a chiarire il vero significato del termine...insomma non era uno come Gasparri che si presta all'equivoco, e così si va "avanti"...), la benzina per le forze dell'ordine (il maresciallo in trasferta, uno dei tanti del mio paese, aveva l'auto e il telefonino - un vezzo, di sempre - che ha usato dalle 9 sino alle 12, fuori e dentro il tribunale al punto da influenzare - come per lo sbadiglio, contamina? - un'altro carabiniere che come lui era in attesa di...essere chiamato; infatti per ben 2 volte il m.llo è risultato irreperibille al povero commesso disperato - anche perché non lo conosceva - sino a quando io per aiutarlo gli dico: il primo che vedi con un telefonino incollato all'orecchio...). o che manca lo spazio per i faldoni e l'aria per aule anguste: la più piccola - quella che io ben conosco da un anno esatto, per 4 udienze fantasma laddove un got finalmente ha usato il 631 cpc per chiudere ed estinguere la "causa" visto che la parte attorea è risultate sempre assente come me, sempre presente però - è dotata di 2 enormi porte finestre, e siamo a 600 m di quota; la più grande, alle 11 c'era un avv. e un cliente, ha 8 infissi a vetro, tranne quello chiuso per la gabbia. Ben vengano i "cantastorie", come il dott. Tinti, specie se raccontano, ancor meglio nei particolari (anche se sconcertanti) fatti - e cifre, come drebbe Mark Twain - che succedono in questi ambiti.


Non capisco la norma sul pericolo di reiterazione del reato.
Mi sembra strano che uno che si trova nell'occhio del ciclone giudizario sia tanto scemo dal reiterare. Che sia da fare per occultare prove, trovare falsi testimoni, richiedre in falsa testimonianza passati favori si,hai voglia.Ma reiterare mi sembra una norma sciocca. La trovo valida per i sospetti pazzi.
Usando la logica, se uno ammazza la madre non è in condizione di reiterare il reato. va da sè che è...tanto per scrivere...



Casi rari ma quasi mai perseguiti. Il recidivo Bossi/Brenno (Guai ai vinti?), che rincara(va) la dose ri-caricando i "fucili caldi", non andrebbe denunciato (e "fermato"!)per "incitamento alla rivolta armata e per "vilipendio alla bandiera (nel cesso!) e a Capi di Stato"? La notizia di reato è plateale, di dominio "pubblico... ministero" e quindi oltre che al capo della Procura di Verbania, quasiasi "Woodcock", P.M., di qualunque distretto dello Stivale, data l' obbligarietà dell'azione penale, può (o deve?) incriminarlo; lo stato della malattia può valere per B. ma non attenua la gravità del reato, che se contestato prevede l'arresto in 3 casi: tolti 2, il rischio di fuga e l'inquinamento delle prove, resta la reiterazione che ormai si perpetua da anni (dall'assalto al campanile con il "blindato") e prima dell' ictus!!! S. Romano ritenne che tocca a Silvio...


TRIBUNALE NEL CAOS, PROCESSI RINVIATI "A DATA DA DESTINARSI"
Martedì 20 Gennaio 2009 07:00

di MARCO CUSUMANO *

La crisi del Tribunale di Latina continua a provocare disagi concreti ormai inaccettabili. Nei giorni scorsi alcune udienze civili sono state rinviate «a data da destinarsi». Non più solo rinvii a lungo termine, ai quali purtroppo ci si è abituati da tempo con attese anche di due anni, ma addirittura ormai diventa impossibile gestire l’intero calendario delle udienze.

«Questa è una conseguenza drammatica - spiegano gli avvocati - della cronica e grave carenza di personale, sia tra i magistrati che tra i dipendenti. I rinvii a lungo termine ormai sono diventati una triste abitudine ma in pochi ricordano di aver mai assistito a un rinvio “a data da destinarsi” legato all’impossibilità di gestire il calendario delle udienze». La giustizia pontina è ormai al limite del collasso come dicono all’unisono giudici, avvocati, cancellieri, impiegati. I processi durano anche dieci anni e molti reati gravi cadono in prescrizione. Oggi, nell’aula magna del liceo classico Dante Alighieri, si terrà l’assemblea degli avvocati. Probabilmente sarà il momento di una scelta dura e incisiva, forse una manifestazione davanti alla sede del Csm a Roma per far capire che, questa volta, il Tribunale di Latina vuole davvero ottenere qualcosa. Ogni decisione dovrà essere votata dall’assemblea, ma l’aria che si respira in piazza Buozzi è decisamente indicativa di una volontà di alzare la voce, chiedendo un immediato rafforzamento dell’organico in grado di scongiurare il collasso della giustizia pontina.

Giovedì si terrà un incontro tra il sindaco Vincenzo Zaccheo, il presidente degli avvocati Giovanni Malinconico e il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, il presidente del Tribunale Guido Cerasoli al quale probabilmente parteciperanno anche il prefetto Bruno Frattasi e il presidente della Provincia Armando Cusani. Sarà l

http://www.latina24ore.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3279:tribunale-nel-caos-proce







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