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post: Giustizia, sanzione, vendetta – 1

TOGHE ROTTE: LA RUBRICA SULLA GIUSTIZIA DI BRUNO TINTI Ieri la semi libertà a Maso , l’uomo che uccise i genitori per incassarne l’eredità. Oggi la libertà condizionale negata a Guagliardo , il brigatista che uccise il sindacalista Guido Rossa . Tutti discutono. La gente comune non ha dubbi: debbono restare in galera. Proviamo a ragionare. Quando ci si occupa di giustizia penale si cade spesso in un equivoco: la pena inflitta al colpevole viene valutata attraverso i sentimenti delle vittime . Così capita che i parenti della vittima di un incidente stradale si indignino perché il guidatore (magari ubriaco) è stato condannato a “soli” 4 anni di reclusione; oppure perché, subito dopo l’interrogatorio del Giudice, è stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari. Così ... continua



commenti



Egregio dott. Tinti
approfitto dello spazio a disposizione nella sua interessantissima rubrica per fale una domanda anzi due.
1) Il passaggio ai tre gradi di giudizio nel nostro paese mi sembra molto frequente. E' realmente così? E se così fosse è una conseguenza fisiologica del nostro ordinamento?
2) Mi sorprendono le inversioni di giudizio fra i vari gradi che si leggono spesso nelle cronache. Capisco le difficoltà di decisione dei magistrati da Lei brillantemente evidenziate nel post, ma a volte ho l'impressione di una giustizia "ondivaga". Anche qui le chiedo: è veramente così o è solo una mia impressione?
La ringrazio e complimenti per la Sua chiarezza di esposizione.



Io dico che andrebbe rivisto tutto il sistema penale (sia sostanziale che processuale).

Faccio un esempio che dice tutto:

Tizio commette uno stupro (pena da 5 a 10 anni). Facciamo finta che meriti una condanna a 9 anni di reclusione.

Col rito abbreviato la pena scende a 6 anni. Tizio va in galera, non fa niente di particolare, quindi si guadagna lo sconto per buona condotta previsto dalla scandalosa legge Gozzini (45 giorni ogni 180 di buona condotta).

Dopo 2 anni e mezzo di galera avrà maturato circa 7 mesi di sconto, per questo la pena residua (2 anni e 11 mesi) sarà sostituita con l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Per concludere da una pena potenziale di 9 anni, il colpevole starà in galera solo 2 anni e mezzo.

Quindi non ci scandalizziamo se Pietro Maso è stato scarcerato (che almeno si è fatto ben 17 anni di galera), sono i codici che vanno cambiati.



Io credo che la maggior parte delle persone non metta in discussione la sanzione comminata dal giudice ma sia esasperata dal fatto che un pena comminata non venga scontata nella sua interezza.


Alex, sono perfettamente d'accordo.

Bisogna anche notare che, come Tinti sottolinea molto chiaramente nel suo post: "[La Giustizia sanziona]... e lo fa applicando criteri (la legge) che gli stessi cittadini (si capisce attraverso i legislatori che hanno eletto) hanno ritenuto ragionevoli."

Se il legislatore dice che (evitando i soliti esempi eclatanti) ci sono tutti questi sconti, o che uno stupro va sanzionato al massimo 2 mesi invece che 20 anni, bisogna rivolgersi a quel legislatore per far si che le cose cambino.

Spesso, invece, si da addosso al giudice che non puo` far altro che muoversi nel recinto disegnato dal legislatore stesso.

Questo buona parte degli italiani dovrebbe tenerlo ben presente, invece di ignorarlo.



dottor tinti,posso dirle una cosa?questa volta ha superato se stesso!è andato oltre il giudice e oltre il p.m.,oltre i tribunali ..è andato nel tema FONDAMENTALE DEL DOPPIO!
proprio oggi passando in un altro blog, avevo letto un commento che mi aveva colpito,faceva l'accostamento a Maso delle tante nefandezze del conflitto tutto italiano fra "potere"(di impresa,media,politica ecc) e potere giudiziario e ci metteva di mezzo proprio la possibilità che insomma se proprio ti va male,carnevale!puoi uccidere e te ne esci con il minimo della pena..Vi sono forme di "giustialismo" comuni e doppie sia nello schieramento a destra che in quello a sinistra..e occorre solo DIF_FONDERE amore per letture come questo suo intervento..amore x il diritto VIVO e i suoi interpreti..se non si fanno operazioni culturali,il circo barnum che ora vive per vita propria fuori e dentro la tv ,e che è tutta una tv,cavoli si mangia e rivomita tutto a proprio piacimento e a seconda del caso!devo però dire che se posso,aggiungerei al suo pezzo,ke questo tema del "conflitto" fra giustizia e temi profondi dell vendetta,ergo inadeguatezza ad libitum della pena,si sviluppa di più e aggrava di più ancora a sfavore di voi operatori tutti,anche avvocati,tribunali,giudici e p.m. di ogni grado d'italia, in un contesto (mi spiace insistere su questo tema) in cui "le verità" collettive!! di anni di misteri buio dalle stragi a suicidi e omicidi eccellenti fino a tangentopoli e oltre,non hanno potuto essere rese alla nazione anche in minimissima parte dal potere più naturalmente interiorizzato(ma anche costituzionalmente vocato) a livello diffuso a "dare fare verità" e quindi ne esce tuttora,ognigiorno purtroppo "doppiamente" sotto scacco..chi si scaglia a destra(x conflitto evidente e fa scagliare tutti i suoi) chi da tutti gli altri lati,magari senza scagliarsi ma avendo perso cosa?anche per voi la parola è fiducia nell'istituzione principe della verità.Solo fra pochi..d'istinto o x cultura..abbiamo chiare



abbiamo chiare le responsabilità di cio' che ha impedito il valore fondante della verità,e dei temi dilemma della pena adeguata o inadeguata,in cui non si può entrare senza conoscenza del dilemma e del caso..siamo dio?se esistesse conosciamo tutto e tutti? dovete studiare modi per diffondere o far diffondere i temi culturali in ballo..non so che idee possiate percorrere e realizzare ma ripigliatevi la fiducia che vi meritate e che ci sia un codice etico deontologico dei media dell'informazione sui temi in ballo..mi spiace , ma siamo sempre li..e da un po' di tempo a questa parte mi scoccia pure nominarne il suono..etica della formazione/informazione a questi temi.

Saluti a Lei e a Tutti:-)



Questo post mi ha fatto riflettere, effettivamente è difficile, anche se no credo che tutti i casi siano così difficili, ci saranno casi in cui il reato che l'imputato ha commesso è aggravato da una certa brutalità e che ci fa capire che è veramente cattivo...
grazie

distinti saluti



Questo non è altro che il famoso, e in Italia limitato rispeto ai regimi di Common law (il sistema anglosassone), POTERE DISCREZIONALE DEL GIUDICE.
Nel nostro ordinamento si segue molto il dettame del codice penale che risale agli anni 20 e molte fattipecie di reato sono rimaste da allora invariate per cui occorre una sostanziale riforma del sudetto codice, come accadde nel 1988 per quello di procedura penale operata dal Vassalli... si è tentato molte volte di imboccare questa via con la famosa commissione Grosso fino alla commissione presieduta dal giurista Pisapia che ha chiuso i battenti non molto tempo fa; ma di tutte queste esperienze non si è fatto nulla e siamo da capo...

Voglio fare una domanda molto tecnica al dottor Tinti: ma di riforma del cosice non se ne parla più o i lavori, per altro molto significativi, della Pisapia potranno essere salvati?

Spero in una sua risposta!

un saluto

www.lostudiodiwatty.ilcannocchiale.it


io sono per la severità e odio il buonismo. omicidio volontario: ergastolo o almeno 30 anni. reato grave: almeno 5 anni veri, senza alcuno sconto. reati non gravi: pena alternativa. la galera solo per reati gravi e gravissimi. fuori i poveracci (reati minori) e dentro i criminali veri! ma in italia è solo un sogno, ovviamente.


x frank:estremizzando dal tuo discorso frank, senza buonismo potrei aggiungere che utopia reale,credo cosi tanto nella verità e coscienza che non ritengo il carcere un'istituzione fondante( nè per i grandi criminali del potere nè per i criminucoli..il vero pericolo alla vita fisica degli altri è rappresentato da altre devianze) e non sono però nemmeno per gli arresti domiciliari in comunità a volte o spesso fuffa riabilitativa e chissa che cacchi amari dei tribunali di sorveglianza, ma forse conosco poco la materia e nn vado oltre;

secondo me siamo ancora poco evoluti per comprendere quali le pene vere che trasformano un individuo dal peggio che è stato al meglio che può essere, senza cioè piu pericolo per la comunità(ma nessuno può metterci la mano sul fuoco!..qualche autoregolazione del sistema legislativo ma..l'imprevisto è appunto fuori schema e i media nn devono deformare le probabilità naturali degli eventi);poi secondo me è difficile x i tempi antiriflessioni e meditazione che viviamo su tutto (quindi anche codici leggi)riunire gli operatori nel sistema giudiziario e penitenziario e farci dire come occorre progettare un nuovo sistema perche sia veramente efficace..qui nn hanno costruito manco le carceri e ci hanno parlato di sicurezza!inoltre l'uso appropriato della libertà e l'inserinserimento o il reinserimento senza danno a se' e agli altri, chi lo trasferisce culturalmente?
sicuramente c'è anche da dire che siamo umani e che puoi aver previsto tutto,puoi aver studiato come fare cultura dei diritti dei doveri e della libertà e poi anche a latere un sistema nuovo di pene che riabilita veramente sapendo (ri)mettere al mondo l'individuo,oppure no!decidere che sia meglio un sistema che taglia con l'accetta le unità di misura per farle scontare, ma ci sarà sempre qualcosa , qualcuno che s_fugge..diciamo cosi che rende l'idea:l'uomo contemporaneo imbottito un po' troppo di misure precise e pc infallibili e tecnologie, è più "penalizzato" di un tempo p



è più "penalizzato" di un tempo perchè è portatore di maggiori aspettative sulla risposta 0 o 1 dei "sistemi", ma cio'non può avvenire preciso preciso e traslato da sistemi tipo binari 0-1, vero falso,come quello ad esempio dei p.c., ne a scuola ne nei tribunali ne nei condannati ecc ecc .ciao Frank-


Spett.le dott. Tinti,
sono uno studente di Giurisprudenza all'ultimo anno.La seguo con passione perché La ritengo davvero molto in gamba.La sua capacità di spiegare cose complesse con estrema semplicità mi ha molto colpito.La sentii parlare per la prima volta in una puntata della trasmissione Exit su La7.Ora che ho scoperto anche questa Sua rubrica virtuale,stia pur certo che ne sarò un fedele lettore.Io sogno di fare il Suo stesso lavoro,mi mancano due esami e la tesi alla laurea e leggendo i suoi interventi mi sembra di "vivere" quella esperienza del mondo della giustizia che non ho e che vedo ancora lontana.Mi ha colpito la sensibilità di questo suo intervento sulla pena che varia,a seconda del punto di vista.Purtroppo,quando si dà una notizia di cronaca giudiziaria in TV,la velocità dell'informazione impedisce di calarsi nella vicenda umana fino in fondo,anche perché nemmeno la si conosce fino in fondo...
La saluto cordialmente.
Un suo fan!



http://www.la7.it/ominibus/

segnalazione:
dibattito interessantissimo stamane su tema del post del dottor Tinti

DELITTO E CASTIGO. O NO?

quando sarà disponibile in rete, se nn lo aveste potuto vedere, ve lo consiglio, mi è stato illuminante , molto ricco di spunti sulle vittime trattate a due pesi due misure per es abusi sui minori e condanne max 3 anni per un padre che abusa del figlioletto di un anno (immensi gli interventi dello psichiatria Cancrini) ,ovviamente però viene spettacolarizzata l'inadeguatezza di 17 anni di Maso..e tante altri sponti e contraddizioni (altrettanto ricca la presenza in studio del giudiece Ajala)..oppure il criminolgo Picotti sugli effetti indotti e non quantificabili delle vittime (ad es suicidi) della criminalità finanziaria



ho visto che nel precedente intervento con tre righe che ho lasciato due o tre persone si sono scannate per un bel po'...forse appunto perchè erano tre righe, troppo poche per far capire cosa in realtà volessi dire: intanto rinnovo la domanda al dottor Tinti per quanto riguarda la possibilità di una denuncia di massa ai detentori dei mezzi d'informazione e aggiungo che mi sento danneggiato se non altro dal fatto che, come diceva qualcuno, pur pagando il canone rai, non riesco ad ottenere un servizio pubblico d'informazione efficiente perchè gente come Luttazzi, Guzzanti, Paolo Rossi, Paolo Sylos Labini, Gomez, Corrias, Beppe Grillo, Flores D'Arcais, e molti altri tra giornalisti, comici e intellettuali vengono sistematicamente tagliati fuori per non dar fastidio. sono al corrente del fatto che esistano altri metodi per informarsi, prova ne è che visito anche questo blog, ma non è il sistema principale, non si può considerare internet "di nicchia" ma nemmeno lo si può considerare "di massa". è ovvio che non si farebbe una causa del genere per soldi, ma per ripristinare un po' di pluralismo nel sistema televisivo italiano. c'è gente come Di Stefano, padrone di europa7 che è nei tribunali già da anni, la mia domanda è solo un sostegno per quelli come lui!


la pena deve essere proporzionata al reato, questo è il principio basilare. + grave è il reato, + severa deve essere la pena. spero che almeno su questo siamo tutti d'accordo. saluti




Bruno Tinti ministro della Giustizia!!!


E' pressochè impossibile evitare un errore giudiziario o dare la giusta pena ad un colpevole. Ma la colpa non è e non può essere del magistrato. Spetta ai poteri costituzionali ed all'impegno del cittadino far sì che gli errori giudiziari tendano verso lo zero e che al reo sia applicata la giusta pena.Se per omicidio colposo varia da x mesi a x anni la colpa non è del giudice. Se ci sono i benefici di legge questi benefici non li ha legalizzati il giudice.
Cinque anni di galera per l'ubriaco pirata ci sembrano pochi? Ebbene è compito del legislatore percepire a tempo gli umori del cittadino ed aumenatre la pena. Il giudice deve solo applicare la legge.
Ma tornando il argomento: bastano due gradi di giudizio distinti e separati ciascuno con tre magistrati per ridurre gli errori.
Ma tutto ciò costa.Ha un prezzo. Costa di meno in termini di tasse un solo ed uno solo processo presediuto da un solo giudice.
Ma poi non lamentiamoci se finiamo in galera innocenti!.

Ma attenti anche alla stampa.Dire estortore punito e pena sospesa ci fà pensare au mafioso che mette bombe punito e subito liberato.Magari è un onesto padre di famgilia che ha preso per il colletto il vicino urlandolgi in faccia "Ridammi i miei soldi"
(Esempio scemo....forse il giudice Tinti può fare un esempio più appropriato.













Non dimentichiamo che il potere legislativo (campacavallo!) può anche creare le colonie agricole penali.Istituti di pena di minima sicurezza destinati a rei socialmente non pericolosi al loro primo reato.Il ragioniere che mette le mani nella marmellata, il farfallone che si crede bello e tocca il sedere alla ragazza,il ragzzotto spaccone....colonia penale che nella gestione costa pochissimo ma che lancia ai ns filgi il mesagio del chi sbaglia paga...




# 20    commento di   fab1979 - utente certificato  lasciato il 18/10/2008 alle 15:59

Come si dice spesso, servirebbe che ognuno facesse la sua parte.
I dasti tecnici della giustizia sono straimportanti, ma a pochi interessa spiegarli (e comunque pochi hanno la chiarezza espositiva del dott. Tinti), mentre giornali e tv, anche indipendentemete dal dato politico (su cui ci soffermiamo tutti i giorni quindi per opggi roviniamoci e facciamo finta che non esiste), fanno presto a creare il servizio choc. E l'umore popolare fa in fretta a eccitarsi.

D'altra parte, ciò che non funziona nella giustizia, lentezza dei processi, burocraticismo e così via, riforme varie legislative che aspetano dal tempo che fu anche, andrebbe anche questo posto all'attenzione generale e discusso.

Ovvio che se si riduce sempre alla rissa da bar e agli spottoni elettorali ... va beh basta chiudiamo qui.

Grazie ancora, mi ripeterò, al dott. Tinti per il servizio che ci rende nello spiegare le cose.



Il codice penale và rivisto interamente. Alcuni reati non hanno più ragione di essere mentre altri si affacciano sulla ns società.
Ma non possiamo farlo con annunci modello gelmini. Oggi dico maestro unico e domani lo faccio!Occorre lavorarci su senza fretta ma anche senza dormire. Se poi vogliamo dare un'occhiatina al common law o altro diamogliela.Possiamo fare tutto con la buona volontà ma non dimentichiamo la realtà delinqueziale italiana.
E non dimentichiamo mai che anche i giudici possono essere isolati ed abbondanati,pressati, e che "una cartuccia costa pochissimo".
Negli USA sappiamo invece che procuratori e giudici non hanno scorta e che Giuliani (mi sembra!) andava in ufficio in metrò e prendeva il caffè (per i fatti suoi) al bar di fronte al tribunale al tavolo vicino al mafioso!.





Questo blog è uno scialo unico. E' un piacere leggere Tinti ed i vs post che non trattengo le dita sulla tastiera.Mi piacerebbe litigare serenamente con tutti voi sotto una percola con della birra fresca e di fronte il mare.

BRUNO TINTI IN TV IN PRIMA SERATA, IN UNA RUBRICA DI 20 MINUTI al posto degli show scemi, CON IL COMPITO DI RENDERE CONSAPEVOLI E PARTECIPI ALLA DEMOCRAZIA I SUOI CONCITTADINI.

...o forse è meglio i pacchi vostri.....ci devo pensare...



..allora qui "ripasso" ora e che ti vedo:

1.1
un signore che dice ci sia stato uno scannamento fra altri signori in precedente pergolato postato come n 3 intercettazioni

1.2
un altro signore che invece addirittura ci invita alla strada filosofica della bellezza del conversare,come quando si faceva camminando per le strade di atene e si smuoveva pensiero anche muovendo e direi co..muovendo i corpi(uh che agitazione interiore)

cavoli ma allora come stanno le cose?beh per il momento mi dò al riscialamento pure io e visto il tema del doppio x cui per il soggetto A ci siamo scannati e per B tutto il contrario,mi auguro davvero che prima o poi si organizzi un falò alla dialoghi di leucò magari davanti al mare..

il doppio mi viene in mente ancora e anche x certi temi che stavano in alcuni fili di parole di Philium..uomo mediatico o uomo culturale?
legiferare sul quanto e come punire e non posso Franck, scusami!, semplificare su questi temi..qui si parla di previsioni degli eventi che vengono o no considerati reati e se non li prevedo tutti enon continuo a farlo , anzi li depenalizzo stile falso in bilancio, e non ne misuro uno a uno per le pene e il loro quantum, è troppo generico dire che quelli piu gravi vanno puniti con pene piu gravi..è evidente che di tutti i piu gravi ,popolarmente parlando,neraccogli il consenso..mentre non di tutti lo raccoglierai se ti metti dalla parte delle vittime e dei rei di infiniti eventi prevedibili o meno dentro i codici,non solo quindi quelli dei soliti omicidi,ma ad es quelle vittime piu nascoste..piu invisibili,avvolte dentro le scatole cinesi della crimianlità organizzata anche economica/finanziaria oppure anche solo colpite dagli effetti di un falso in bilancio o di un 'impresa intermediaria di denaro che è sparita oppure dalla parte di vittime indotte al suicidio,oppure di reati telematici fra cui nn solo pedofilia o turismo, di cui quello sessuale nascosto..oppure se ti mettessi a parlare di si



..oppure se ti mettessi a parlare di sistemi penitenziari che ottimizzino veramente i costi per il massimo risultato che devi ottenere.Se ti trovi di fronte a un soggetto anaffettivo privo di senso del dolore azionato dal suo agire,hai poco fda metterlo in una cella,ma non per buonismo!è porprio xke quando rispunta fuori alla luce,dopo pochi o tanti anni,hai protetto la società solo pe run po' dalle sue devianze e invece deve essserti utile!, deve guadagnersela quella cella!ed è qui che si divideranno i politici legislatori ed è qui che la massa ridotta ad acritica , seguirà propaganda docet e semplificazioni,la velocita mediatica è CANNIBALE..peraltro senza effetto reale di quell'approccio, xke ti ritroverai con amnistie e indulti da sempre e per sempre-Quindi la scuola citata da Philium è valore fondamentale per indicare come formare vero desiderio di intelletto per avere voglia di nn essere imbrogliati daii primi che passano (in tv) e ti vendono la loro soluzione come al mercato..e senza classe ( che nn è quella di marx) non puo' che vincere l'latra classe quella dei potenti..e dei potenti mezzi di non formazione delle coscienze, del circo barnum del.." dai dagli addosso e mordi prima che ti morda lui"..quella "classe " di delitti mai indagabili,di imprese che da legali se ne scivolano nel illegale e viceversa e che fondano il loro agire su cosa?IL DENARO!!..e visto che le modalità per usare il denaro sono tipiche dei contesti di attualità di quel periodo, bisogna che il legislatore sia sempre molto rapido ad accorgersene per recepirli e punirli..anzi dovrebbe essere cosi abile da anticipare attualizzando un pezzo di futuro al presente(mentre in italia fra nn senso e interssi dei soliti , tutto sembra un paradosso)..e cosi è per l'efficacia delle pene,durata e modalità..ma se la televisione cannibale di cuore pancia e mente,per prima non viene regolamentata su questi temi,la scuola ed anche il legislatore,saranno "penalizzati" anche se x carità meglio di niente s


anche se x carità meglio di niente e sarà stato fatto..eppure per il "merito" che danna me e il signor Gianni e tutti noi,se ne và oltre il mare e i mulini del non essere di amleto e d tttui -

quindi forse si potrebbe dire che il legislatore,scannandosi o meno,dividendosi e ricomponendosi,doppiezze e ambiguità, DEVE accorgersi dopo 20 anni di ritardo e piu' di questa fattispecie(credo si dica cosi,e mi piacergbe sapere come la normerebbe philium dani e tutti gli altri,ora invento piu del solito e perdonate): chi ad opera di mezzi media,carta stampata,tv,deforma il rapporto culturale attarverso comportamenti di plagio,misurabili con indicatori del livello di ignoranza prodotta sulla conoscenza del FATTO alterando i livelli minimidi coscienza ,
e/o chi con commenti inadeguati,violenti da considerarsi in vari modi di presentazione del dibattito o del comportamento fuori da qualsiasi buonsenso,verrà punito ed estradato in terre extracomunitarie di cui all'allegato A in cui è presente la struttura di aiuto alle popolazioni del luogo..in alternativa si fornisce patteggiamento facendosi il reo carico della distribuzione di film programmi e format a denso contenuto culturale per riempire il vuoto prodotto,salva cmq in entrambe le pene,la dichiarazione pubblica dell'autore di reato ,a mezzo stampa e tv di stato e non di stato , di scuse alle vittime plagiate.Il reo non potrà essere rilasciato se sceglie l'opzione 2 finche non avrà programmato all'interno delle struttur carcerarie ,la prova della produzione delle nuove stampe,trasmissioni,programmi da eseguirsi a tempo illimitato dando tempo 30 gg dalla pubblicazione della sentenza "..dopo questi interventi culturali, l'avvocato Gelmini potrà mettere becco sui modelli e tagli dai e dei grembiuli e non solo-
scusate lo scialamento sempre.aspetto notizie simposio marino al luppolo- :-)



le cose che dico io sono banali in un paese normale, ma questo non è affatto un paese normale ovviamente. la giustizia italiana è la peggiore d'europa e la colpa è del legislatore, che guarda caso è il peggiore d'europa. e se abbiamo questa pessima casta politica non è certo colpa mia...


Frank non ho detto che sei banale..ho usato il termine "semplificato" cioè che non possiamo parlarne in due righe..
non dico di essere prolissi,lunghi e inconcludenti come me,perche sicuramente con due o anche piu parole non si può supplire in un commento decenni di sfasci e tutto cio che denunci tu in due righe e con cui sono d'accordo xkè evidente.Ma allora anche il dottor Tinti poteva limitarsi a scrivere due righe e buonanotte!perche siamo cosi a ZERO DI ZERO SBARRATO,non vale la pena neanche di parlarne e andiamocene in norvegia.Ritengo però irresponsabile/pericoloso in questo momento dare addosso a "giustizia" che significa massacrare ancora di piu le persone in carne e ossa che ci lavorano in cui tutti i legislatori attuali al governo hanno tutto l'interesse assoluto di smerdare svuotare ancora e ancora.Dovremo fare dei muri umani attorno ai tribunali!!c'eri davanti a quello di milano quest'estate?eravamo in 44 gatti!!!stasera sentivo De Magistris in una breve intervista a skytg24..è chiaro che la politica connivente con certa parte della magistratura calabra è quella ke lui è andato a indagare,è chiaro che certi poteri forti non si fanno indagare e trovano mille e piu sistemi..è altrettanto chiaro che questo non poter fare verità,non è responsabilità dei magistrati che fanno il loro lavoro di pm(tolto a chi lo fà)
insomma se siamo uno dei paesi piu corrotti al mondo,sono ben queste le conseguenze!e 2parole non basteranno mai contro secoli di verità mancate che avrebberodato memoria per correre prima a riparare i danni e far funzionare i 3 poteri(nn uno di +-mediatico..nn uno di meno!legislativo+esecutico)a dovere x garantire applicazione costituzionale dei diritti /doveri e insommma..risorse di uomini e mezzi qualificate per applicare rapidi il chi sbaglia paga!con tanta educazione e cultura a latere.ciao Frank



Partendo dal presupposto, che secondo me tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti e doveri, anche chi commette un delitto, ha il diritto nel giudizio, della giustificazione per il delitto commesso. Mi spiego meglio, cosa porta un delinquente a delinquere? Qual è la condizione, lo stato sociale o mentale, che favorisce un’azione discutibile sotto l’aspetto pubblico e giuridico? Chi è più colpevole: il ladro che ruba per mangiare o, la società che ha prodotto il ladro che ruba per mangiare?
Una cosa è sicura: non vorrei fare il Giudice.



lupo, io non dicevo a te... sei tu che sei fissata con me... bye


frank io non sono fissata con te ..eh eh ..solo che non posso utilizzare il pc per fare dei soliloqui.." devo " come rendermi e rendere l'idea di essere in una conversazione in cui il vetro o monitor sia un po' piu animato..e questa volta non prendo spunto dalla tua mezza riga eheheh ..ma da quelle a te precedenti..(BELLISSIME!!!!)

scrivo qui di seguito come siamo stati "razzisti" con le nostre scellerate italianità delle pene e..razzisti come la classe nn è acqua,titolo di omnibus di stamane dedicato alle classi ponti?

prendiamo un pezzo "fondamento" costituzionale a un atomico pensiero di homerino memoria:
"Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato"

possibile che non siamo stati capaci di creare una società che comprenda quante scorie ha prodotto?possibile che non siamo capaci /nn abbiamo voluto rigenerare per migliorare la composizione atomica della nostra struttura a partire dalla conoscenza delle nostre..direi parti..celle elementari?
ciao a tutti..e ciao senza fissazioni fondamentaliste uraniche e iperuraniche a questo punto ..eh eh eh :-)



ah dimenticato di scrivere sopra..

non ho messo per i non i addetti ai lavori come me , la fonte energetica tabella pitagorica del fondamento giuridico citato..

art 27 della costituzione terzo capo...VERSO

oh poesia..quando sarai dentro ogni uomo..il mondo sarà guarito!

la gerarchia poetica..capo del mondo (ergo bondi non docet)



Il dott. Tinti non ha analizzato, forse lo farà in un secondo tempo sul tema della proporzionalità della pena in funzione del reato commesso.Come essa si valuta? In frequenza del tipo di reato?
O associando ad esso una importanza e secondo quale scala?
Ma abbiamo anche l'eterno dilemma fra la denuncia e la querela. Quando si deve procedere a querela e quando d'Ufficio?.

E' più grave masterizzare un Dvd o fare un falso in bilancio? E perchè? Con quale logica reputamo l'uno più grave dell'altro?
Come valutiamo un criterio di prpoporzionalità?

Un reato come il furto d'auto che và molto di modo và punito severamente perchè molto diffuso o la pena deve essere stabile?
E quindi: è giusto usare la pena come strumento repressivo? Troppi furti d'auto, pene più severe cosi si perde il vizio per questo tipo di reato.

Quando una onesta persona cessa di essere tale? La reiterazione del reato si dice così)è una aggravante? Insomma è la terza volta che Caio (sempre lui...è da centinaia d'anni che ne combina di tutti i colori ed è sempre a piede libero)viene condannato...la pena a questo punto deve essere punitiva o insisistiamo con la rieducazione?

ha senso proporre un sistema rieducativo ad un anziano boss mafioso sessantenne? O forse in funzione dell'età è troppo tardi?

Non sono cose ovvie o scontate quelle che scrivo. Voglio solo dire che con periodicità, magari ventennale o trentennale il mondo giudiziario deve farsi un esame di coscienza filosofico/giudiziario per essere sempre pronto a dare delle risposte ad una società che oggigiorno fà passi da gigante.









Chiedo scusa, dottor Tinti, ma mi spiega la sua partecipazione ad un programma come Domenica In - L'Arena? Cosa c'è di utile in una presenza di una persona come lei al fianco di Alba Parietti, Sposini, Martelli, Klaus Davi e così via? Non le sembra di essersi prestato ad uno dei programmi più "di regime" della televisione di Stato, ad un programma che alla fine finisce per essere sempre strumento di delegittimazione della magistratura?
Grazie per un'eventuale risposta



# 34    commento di   Watty - utente certificato  lasciato il 19/10/2008 alle 15:16

Non so se qualcuno di voi sta guardando Rai1, quel povero mentecatto del mio concittadino Giordano sta massacrando la Gozzini.. Parlano di cose che non sanno credendo di avere titolo e conoscenza per farlo.. Con che titolo parla Polito? E Giordano stesso? Il povero Tinti è in mezzo ad una gabbia di matti!

E non ho capito una cosa: perchè nel loro allegro elenco di assassini terribili ed efferati che hanno avuto benefici non hanno citato la signora Francesca Mambro, accusata e in carcere definiivamente per la strage alla stazione di Bologna che è costata la vita ad 85 persone e ne furono ferite 200, che ha recentemente ottenuto la libertà condizionale (lei è stata condannata a 6 ergastoli).. Sarà mica perchè il gruppo di militanti di estrema destra colpevole per i giudici del 1995 avevano un appoggio nel caro venerabile maestro Gelli?

un saluto

www.lostudiodiwatty.ilcannocchiale.it


Dottor Bruno Tinti, mi rincresce doverle fare notare come non mi sia piaciuto il suo contributo alla trasmissione di Giletti "L'arena". Premettendo che io sono un suo sostenitore, sono rimasto parecchio stupito e deluso quando il discorso sui Carretta e Maso sia approdato al tema indulto, ferita ancora apertissima alla dignità degli italiani. Perchè solo un generico "La ragione dell'indulto fu la mancanza di spazio, non ci entrava nemmeno uno spillo"? Sappiamo tutti benissimo che le ragioni dell'indulto stanno nella necessità di salvare i colletti bianchi alla canna del gas (Previti e compagnia bella). Perchè non dirlo?
Mi faccia sapere, grazie.
Mauro.



L'indulto in Italia può sempre essere invocato con ragione perchè mancano le celle.Mancano le carceri. Vuoi per un sentimento di vendetta (butto via la chiave) vuoi per un sentimento di civiltà (un minimo di rispetto per la persona) un detenuto dovrebbe avere il diritto ,come previsto dal codice penitenziario all'isolamento notturno. Il che si traduce in una cella di un due o tre metri per 3 metri con branda,tavolino,lavano e magari l'occorrente minimo per l'igiene.

Così non è.Non oso immaginare cosa possa voler dire un sovraaffollamento del 10% o del 15% in una cella di con otto persone.
Ed ecco allora l'imbecille di turno che grida all'indulto invece di indire pubblico appalto con procedura d'urgenza per nuove carceri.
Quindi:nuove carveri,un detenuto una cella,obbligo al lavoro,gestione ottimale delle carceri.Se progettate bene si può ridurre (non so come) le spese di riscaldamento e altro.



fissata nel senso che rispondi sempre a me, diversamente dagli altri. cmq confermo pienamente quello che ho detto, se abbiamo la casta infame la colpa è di chi l'ha voluta, e chi va via da questo folle paese marcio fa decisamente bene.


l'indulto fu una vera porcata e i veri motivi li sappiamo bene... gli italiani erano quasi tutti contrari, ma il parlamento ovviamente se ne fregò e fece la porcata, una delle tante...


Porcata giustificata dal sovraffollamento. Mi viene il dubbio che il sovraffollamento è voluto. Se qualche amico finisce in galera e non si può fare una legge ad hoc c'è sempre la scusa del sovraffollamento assocciato alla calura estiva. la vivibilità è prossima allo zero quindi....

Le caste ci sono sempre state , l'unico sistema per combatterle è l'educazione e la cultura cosa che attualemente non vanno di moda tanto che la gente abbocca e con piacere agli annunci.

Nell'immediato dopoguerra la gente comune colta aveva la quinta elementare ed era diffidente per natura. Difficile da prendere per i fondelli. Oggi con la scusa che dove più dove meno siamo lauretai o diplomati ci crediamo di essere acculturati e neghiamo che la TV possa influenzarci.L'Italia è un triste paese.
Chissà quanti libri pro.capite possediamo! Ma anche fumetti e quanti di questi nè spolveriamo.Un parlamento di nominati coordinati da un uomo fra i più ricchi del mondo e che possiede il mondo dell'editoria ed i miei concittadini che non sentono puzza di bruciato.Mah! L'italiano furbone e diffidente delle macchiette di Totò,Sordi e Verdone dov'è? E' scomparso o ha indossato il colletto bianco e si è trasferito in parlamento?

Certo che sentire taluni parlamentari o ministri esprimere le idee che non hanno è triste.
Bene o male nella vecchia partitocrazia emergevano i candidiati che più davano lustro per cultura ed oratoria al partito ed avevamo delle persone decenti ma oggi con le nomine dall'altp abbiamo deficienti capaci solo di alzare la mano.
















risponderò o non risponderò a frank?questo è il problema?
ho risposto sempre a frank o ho corrisposto a volte a frank , a volte a gianni massanzana , a volte a philium..a volte ad altri ancora?
questo è il problema!
e quindi ora, da questo momento in poi ,a chi,come,su cosa e perche sto corispondendo? è chiaro l'argomento: cio' che fa la differenza è la percezione positiva o negativa x lo scollamento o l'incollamento del contenuto rispetto al modo tramite l'impatto con scontro o incontro che genero da me agli altri,azionato nel sapere o meno "depositare", azni direi deh_porre a un signolo o un insieme di singoli ,il mio agire sulla mia NELLA loro realtà percettiva e interpretativa

è evidente che se nella buonafede entrambi,e con un vissuto non troppo complicato dalla vita diciamo,possono questi soggetti impegnarsi a decodificare, chiarire, rendere x passi e approssimazioni successive la realtà piu vicina percepita e interpretata con un comune sentire l'uno all'altro/altri

e se è diffcile in un contesto come questo, far andare e venire messaggi su un argomento prestabilito e dintorni, figuriamoci come con la tv sia impari il confronto ,in cui il rapporto non è uno a uno ma uno a milioni e solo in andata..pasolini inorridiva su questo scontro titanico
e cosi arrivo al punto sollevato da philium, che ho sollevato qui e là sempre a martellamento fissato non con frank ma con la politica di sempre e soprattuo questa di questi signori: "come fai a paralrmi di sicurezza se prima non mi hai costruito spazi adeguati, detti penitenziari,per poter rinchidervi "i cattivi" e promettere "ai buoni" tutto cio che gli fai percepire cosi deforme rispetto alle risorse e i mezzi che non hai e non hai voluto dare al paese x trattare i cattivi da cattivi mettendoli però in condizione (art27) di rendersi migliori ?
potrei continuare ma devo scappare ..saluti belli a tutti :-)



il sovraffollamento fu appunto la scusa per fare la porcata e salvare i soliti noti... uno stato serio non l'avrebbe fatta, ma questo non è affatto uno stato serio purtroppo e forse non lo sarà mai.


"ho risposto sempre a frank o ho corrisposto a volte a frank , a volte a gianni massanzana , a volte a philium..a volte ad altri ancora?"
ovviamente mi riferivo alle ultime risposte... so bene che rispondi pure ad altri e pure troppo... :) saluti



Sig. Philium,
provo a dare quale risposta agli interrogativi che ha indicato al n. 32
1)In primo luogo la pena è prevista dalla legge (la legge può prevedere un minimo e un massimo) ed è proporzionata alla gravità del reato. Quando il giudice irroga la pena è tenuto a motivare ANCHE sulla sua quantità. Leggere le motivazioni delle sentenze -che sono emesse in nome del popolo italiano- è importante anche per questo motivo.
2)Le ipotesi di reato in cui è previsto che proceda a querela di parte oppure di ufficio sono tassativamente previste dalla legge, e non lasciate, quindi, alla scelta personale; quest'ultima è rilevante SOLO i reati per i quali è prevista dalla legge la procedibilità a querela.
La denuncia, a differenza della querela, non è remittibile (e cioè non può essere "ritirata", per usare un termine atecnico)
3) La diversità delle pene previste dalla legge dipende dalle scelte del legislatore. Se il Parlamento italiano ritiene che masterizzare dei dvd sia un'azione da punire più severamente rispetto alla falsificazione dei bilanci, compie una scelta di politica giudiziaria valutabile da ogni cittadino.
Il magistrato non può che prenderne atto al momento dell'applicazione della pena. Tuttalpiù egli potrà evidenziare la sua idea sull'argomento nella discussione pubblica, come qualunque cittadino pensante.

4)Il furto è punito severamente, specie quello con aggravanti per il quale è prevista una pena sino a dieci anni di reclusione.
Sta al giudice applicare la pena che ritiene congrua dopo l'esame ponderato dei fatti accertati nel corso del processo. Naturalmente, ripeto, il percorso decisionale del giudice deve essere chiaro nella motivazione. Tale motivazione comprende anche il riconoscimento delle attenuanti che, a differenza delle aggravanti, portano a diminuzioni pena (tralascio altri dettagli più tecnici)

5)La pena ha finalità sia rieducative che preventive. Spesso non si considera con la giusta attenzione che un fatto



5)La pena ha finalità sia rieducative che preventive. Spesso non si considera con la giusta attenzione che un fatto “reato” non interessa solo le singole persone coinvolte, ma la comunità a cui esse appartengono e che subisce gli effetti di un'azione crimonosa.
E anche questi effetti il giudice deve tener conto al momento in cui deve valutare il disvalore "complessivo" di quanto accaduto.

6) Quanto un soggetto commette più reati si dice che è recidivo; la recidiva, se si commette un nuovo reato della medesima indole (e cioè reati che hanno i caratteri fondamentali comuni), si dice “specifica”; se in nuovo reato è commesso entro cinque anni dal primo, si dice che la recidiva è "infraquinquennale".
In tutti i tre casi sono previsti specifici e differenti AUMENTI sulla pena che il giudice ha deciso di irrogare (e che per questo viene definita “pena base”). In sostanza alla pena base si sommano gli aumenti per le ipotesi di recidiva.

7) Il concetto di “reiterazione” dei reati è riferibile a quello di recidiva. Pur tuttavia è bene precisare che l'uso più frequente del termine “reiterazione” interessa i presupposti previsti dalla legge perchè possano esssere emessi provvedimenti cautelari personali nella fase delle indagini.
In quel caso siamo in un ambito giuridico diverso.



uno spunto sulla questione tv domenica in-Tinti?

Copio e incollo questo commento trovato su blog travaglio..
non ho visto la trasmissione in cui hanno invitato dr tinti..e dentro me,saputa la notizia,ero divisa e ho immaginato fosse andato in quella trasmissione perche occorre essere dentro un sistema (emblematicamente pre-potente come quello della tv) x cercare anche di un millimetro di smuovere o spostare le coscienze di milioni di spetta attori elettori visto il rapporto, che la stessa tv ha falsato, anche della "giustizia",tramite voci culturalmente ed esperienzalmente diverse come appunto quella del dr.Tinti. Credo però che abbia lucida ragione il blogger Urbano,e la penserebbero cosi da don milani a pasolini a sciascia a tanti di noi ma ovviamente sarei curiosa di conoscere se il dr Tinti ha sentito deformare il suo buon intento che lo ha mosso ad accettare l'invito, via via che quella scatoletta faceva di "giustizia",la mostruosità data in pasto alla massa.Ovviamente non pre..giudico tutto cio che ci scriverà in temi di società e diritto,ma illustrare cosa è avvenuto,rende possibile tener unita la coerenza di cio' che si pensa, con cio che si vive,decindendo di viverla in un modo che poi viene dato in pasto in altro modo rispetto a quanto ci si poteva attendere.. saluti a tutti :-)

# 74 commento di Urbano - lasciato il 19/10/2008 alle 22:46

Io penso che a programmi inseriti in grandi contenitori, come e' la trasmissione domenicale condotta da Giletti, non si debba andare.
Bisogna far emergere il proprio dissenso più radicale per trasmissioni simili, utilizzando ogni altra occasione comunicativa per chiarire che temi delicati non possono essere trattati in contesti totalmente inadeguati.
Nè ha senso ritenere che bisogna comunque cercare di essere presenti negli spazi televisivi per contrastare la disinformazione altrui.
E' noto, infatti, che se il contesto comunicativo è improntato per il 90% alla superficialità , se



# 74 commento di Urbano - lasciato il 19/10/2008 alle 22:46

Io penso che a programmi inseriti in grandi contenitori, come e' la trasmissione domenicale condotta da Giletti, non si debba andare.
Bisogna far emergere il proprio dissenso più radicale per trasmissioni simili, utilizzando ogni altra occasione comunicativa per chiarire che temi delicati non possono essere trattati in contesti totalmente inadeguati.
Nè ha senso ritenere che bisogna comunque cercare di essere presenti negli spazi televisivi per contrastare la disinformazione altrui.
E' noto, infatti, che se il contesto comunicativo è improntato per il 90% alla superficialità , se non a disvalori ancor più profondi, esso condiziona anche la qualità degli argomenti improntati a serietà .
E questo senza considerare, poi, il potentissimo potere di direzione del programma o del singolo spazio "informativo" che viene affidato a una sola persona, e cioè il conduttore.
Tutto ciò, tecnicamente, viene definita "interazione asimmetrica"
Peraltro, nel caso di specie, Giletti non mi pare che abbia particolari competenze tecniche che gli consentano di dirigere, modulare, interrompere, selezionare gli interventi su temi e materie delicatissime in modo scientificamente adeguato.
Penso, quindi, che rispettare i telespettatori e, più in generale, le persone significa anche non avallare certe operazioni mediatiche che si vorrebbero divulgative ma che, in realtà , non raggiungono tale scopo.
Bisogna diffidare dai contesti mediatici in cui è accettato che argomenti rilevanti per la vita degli individui o delle comunità siano temporalmente delimitati da balletti, fisicità ridaciane ai limiti della decenza e del buon gusto, e giochi milionari.



un saluto, anche oggi mi sono alzato con il piede sbagliato.
questo post mi è piaciuto perchè pone un problema concreto che potrebbe anche intaccare il concetto di certezze della pena.
certezza della pena vuol dire che chi commette un reato deve essere punito e deve scontare la sanzione, ma vuol dire anche che io prima di commettere un reato devo sapere a quale pena vado incontro (questo per una funzione special preventiva ex ante). certezza della pena vuol significare anche pena uguale per tutti: non è possibile che per lo stesso reato a treviso (esempio) mi condannano a 3 anni e a verona (esempio) a 2.
ovviamente a parità di rito e di imputazione; basta che un giudice mi conceda le genriche e la pena tra treviso e verona differisce di un terzo.
il problema è irrisolvibile sintantochè il nostro codice prevede un minimo ed una massimo a volte anche molto ampi (si pensi ai reati di droga in cui vi è una differenza di almeno il doppio tra il min ed il max).
d'altra parte la procella interiore che il dott. tinti ha rappresentato è pane quotidiano; ci sono reati altisonanti che possono essere compiuti in modo occasionale, inesperto e quasi fortuito che però prevedono delle pene sostenute, altri minori che possono connotare una inclinazione al reato molto più allarmante, ma la cui sanzione è limitata.
faccio due esempi sempilicotti da me vissuti : il vu cumprà (per rendere l'idea, con rispetto per la persona beninteso) che vede in spiaggia un cellulare incustodito e se ne appropria, sorpreso dal proprietario che si mette (giustamente) ad urlare e a richiamare l'attenzione di tutti il vu cumprà tira il borsone contro una persona e scappa; ebbene, rapina con pena elevatissima: a ben vedere però il vu cumprà ha commesso il reato di rapina (il furto è pacifico) per paura, forse perchè non è persona avezza al crimine e, vistposi sorpreso, gli sono tremate le gambe ed ha agito ma gari anche senza cattiveria, solo per la paura di essere rispedito a casa sua.



sia ben chiaro, ha commesso un reato, ma la rapina, diciamo così, è venuta furoi in maniera quasi fortuita.
altro esempio : soggetto pluripregiudicato, avezzo al crimine, minaccia il vicino di casa dicendogli che se non la smette di non farsi gli affari suoi succederà qualcosa di brutto a lui e alla sua famiglia : esito del processo, condotta riparatoria 200 euro offerti davanti al giudice di pace e ciao a tutti; il vicino di casa si è trasferito e tutto finito.
ma il secondo imputato è molto più pericoloso del primo; solo che il primo per aver lanciato il borsone si è beccato 3 anni, il secondo, soggetto veramente pericoloso (dimostrato dalla biografia penale) nemmeno una multa.
ora però vediamo se è possibile risolvere queste incongruenze pur nel rispetto dei vari principi di tassatività ecc. ecc..
forse, e dico mille forse, il giudice dovrebbe solamente decidere se l'imputato è colpevole o innocente.
la quantità di pena andrebbe stabilità da PM, avvocato, servizi sociali penitenziari e altri organi laici, dopo un periodo di osservazione in carcere del condannato.
creare una giuria ad hoc (con la prsenza necessaria di PM e difesa per la garanzia del contradditorio) che stabilisca a quanto debba essere condannato il soggetto già condannato dal Giudice.
Questa opzione consentirebbe di valutare elementi innumerevoli che il giudice non può conoscere e valutare nel rponunciare sentenza di condanna.



Caro Gianni, non sono d'accordo.
Svolgo la stessa professione del collega Tinti, anche se in diverse funzioni, e posso assicurarLe che anche nessun fatto è uguale ad un altro. Ognuno ha caratteristiche e particolarità assolutamente proprie.
Nell'emettere sentenza di condanna e nel comminare la pena il giudice deve sempre compiere una analisi del caso concreto che deve aver ad oggetto la personalità dell'imputato e le altre condizioni oggettive e specifiche in cui si è consumato il reato.
Naturalmente tutto questo percorso cognitivo e rappresentativo verso la comunità esterna deve essere oggetto di motivazione ponderata e non lasciato al libero arbitrio del giudicante.
E' per questo che in Italia è SEMPRE prevista la motivazione della sentenza, e non il verdetto.
Un furto compiuto in un contesto come quello trevigiano o veronese non può dirsi sicuramente simile a un altro commesso a Scampia, a Roma, a Bari.
Questo, ovviamente, non significa che esistano diritti diversi a seconda delle regioni di appartenenza; significa che OGNI situazione deve essere valutata attraverso un rigoroso e complessivo giudizio critico.
Bisogna poi fare molta attenzione ad avallare idee che portano lontano da tecnici del diritto l'irrogazione della pena.
Basta rivedersi opere cinematografiche splendide come "La parola ai giurati" o "La giuria" per capire che i procedimenti logico- scientifici per l'accertamento dei fatti in ambito giudiziario è sempre meglio lasciarlo a soggetti con cultura specifica e adeguata, in grado cioè di esercitare un controllo rigoroso sulle tecniche di argomentazione (o di mistificazione) attuate nel contesto giudiziario.



Il mio era solo uno spunto di discussione.
La contestualizzazione geografica (oltre che sociale) è sempre da tener presente, tuttavia io ho volutamente citato ad esempio due tribunali che operano nello stesso territorio; le dirò di più, potevo citare lo stesso tribunale con due giudici diversi.
In ogni caso penso che siamo d'accordo sul fatto che al centro del processo ci debba essere la persona, e tutti gli elementi a lui favorevoli o sfavorevoli debbano essere vagliati dal giudice in sede di commisurazione della pena.
Per quanto riguarda la laicizzazione della fase sanzionatoria, ma il mio era solo uno spunto, ricordo a me stesso che i tribunali di sorveglianza i quali decidono se un condannato possa fruire di penefici extra penitenziari, sono composti da giudici e membri laici, quali studiosi del diritto e operatori sociali.
stessa cosa per il tribunale dei minorenni.
insomma non lo vedo un problema.
nella mia idea ci sono questi passaggi: 1 condanna (o assoluzione) 2 detenzione 3 analisi condotta per un certo tempo ( a seconda del reato) all'interno del carcere per verificare quale entità sanzionatoria sia proporzionata (al fatto e) al soggetto.
certo bisogna lavorarci, ma potrebbe essere una via di uscita, mi sembra che il dott. tinti abbia rappresentato un malessere del giudicante che penso sia comune a molti e che in qualche modo bisogna risolvere.
diversamente corriamo il rischio di una giustizia "difensiva" dove potrebbe prevalere la prassi di condannare tutti a poco (affermazione solo per rendere l'idea, ben lungi dal pensare che oggi sia così).



p.s.
ovviamente sono ben consapevole del fatto che in italia il mio modello non funzionerebbe mai e che le giurie che devono decidere la pena altro non sarebbero che un parcheggio per qualcuno e prima o poi qualcuno degli appartenenti ad essa finirebbero sotto inchiesta per corruzione, ma se non penso ad un paese migliore (a tutti i livelli, dai governanti ai parcheggiatori) dovrei smettere di credere in qualcosa al quale tengo molto



della certezza del piede , della scarpa e delle pene

ho gustato tantissimo leggere come in un romanzo, la realtà, due pesi e due misure del vu' cumpra da una parte e del vicino dall'altra..e forse sono ammalata dal tema del doppio e di quante ambivalenze da viversi su tutti i fronti degli operatori coinvolti da chi assiste l'imputato o la vittima a chi indaga e giudica e quante possano essere le ambiguità della parte cattiva della politica che ci marcia( da cane coi piedi)..del resto anche i piedi sono due,è piu facile che se solo uno sta stretto in una scarpa , anche l'altro potrebbe sentire dolore..piu difficile il caso contrario che se sta bene uno,l'altro prenda a star bene. Bene , bene queste delirate a che pro?
Aggiungere che i piedi sono diversi già dentro la stessa coppia di piedi,è una banalità ma rende il fatto che le scarpe le fanno su uno stampo standard , come la previsione degli eventi soggetti a pene.. e come si fa a mitigare lo stampino?lo stampino è medio o standard ..e quindi non può essere preciso al mio piede all'altro mio piede e a quello di altri ..cavoli! Perché in tv sembra invece che certi temi siano tutti riconducibili agli standard applicabili a produzioni industriali?che i tribunali si chiamano fabbrica della verità?fabbrica delle pene? Industria delle sentenze? Si si i tempi di produzione se cosi li vogliamo chiamare ,sono stati l'anello debole della catena ma…( meglio cje mi autocensuro)
Riprendiamo con le scarpe.. ci saranno vari modelli , case, plantari,materiali di cuoio,stoffa e anche bruttissime colle e plastica,evidenti a volte e altre piu subdolamente nascoste dietro grandi firme pagate dall'industria collaterale..

il problema però rimane di quei due piedi che porteranno quella pena allacciata addosso,senza che però che escano troppi calli se non feritine e poi piaghe..cosi come è successo non realizzando l'articolo di massima gerarchia delle scarpe,a trimenti detto scarpa articolo27 e sua umanità

E'



E' strano però che tutto dipenda, al fin della fiera come ogni cosa della vita, dal piede,da que singolo piede , cio' non toglie che sarebbe bene controllare il meccanismo di produzione delle pene delle scarpe alla fonte(legislativa).

Vi sono piedi cosi forti fortissimi che anche se indossano delle scarpe tossiche o durissime, continuano a respirare , mentre altri piedi piu delicati oppure piu ribelli(dipende) che neanche se mettono i guanti al posto delle scarpe,possono farcela..eppure un paio di scarpe bisogna pure che le mettano (nn continuo e mi autocensuro)

E' vero che vi sono modelli su misura,ma FORSE forse costano anche tantissimo e se le possono permettere in pochi, cmq escludiamole un attimo perche nel nostro paese siamo ancora molto molto ma molto indietro..insomma anziche costare tantissimo come dicono alcuni, potrebbero essere molto efficaci per far vivere in transfert l'errore realizzato tanto da non pensarci piu minimamente a reiterarlo, il tutto senza lettino psichico e con strutture comunità adeguate e produttive di reddito,tipo i campi agricoli del philium 28 ..secondo me validi anche per i reati di corrotti e corruttori, che se sudano , forse hanno un bel trasfert..ovviamente il sistema di pene ri-creative dello stato di vera coscienza che si è alterato, deve essere accompagnato da una cultura della società che premia i veri valori che fanno senso della coscienza , altrimenti crollano tutti i discorsi sui piedi le scarpe e tutto il resto-

ritornando dunque coi piedi per terra ( eh eh eh) direi che l'opzione due del signor gianni non convince neanche me,ma capisco perfettamente perche l'ha tirata in ballo..deve essere una danza difficilissima quella di sapersi muoversi con tanti uomin diversi,sullo stesso palco degli uomini e dei codici che si avvicendano..in musica è facile..il tuo codice te lha scritto bach o ravel , e quindi se sei un buon iterprete del compositore,sei riuscito e sei piaciuto , al contrario al massimo



al contrario al massimo ti fai del male,facendo del male alle orecchie e anime di chi ti ascolta ma affidare alla confezione di non esperti la non musica delle pene,cioè la precisione del numero/forma delle scarpe,è cosa pericolosa..x carità di creativi made in italy siamo specialisti,anche nelle corruzioni, ma volendo pure escludere queste, beh il livello culturale dei miei simili , non è modello indossabile per ora, li hanno privati di tante di quelle identità e cultura, che non saprebbero forse distinguermi un guanto da una calza, lo dico con amore verso molti dei simili ridotti cosi e verso i quali lavoro.

Non sono specialista di scarpe nemmeno io , quindi che credibilità ho su quest'argomento?nessuna..però una delle cose che mi rimase in mente, non so se era di un amico padre del manzoni, era la certezza della pena ..beccaria? .. far rinviare ad un momento di osservazione successivo(opzione 1 del signor Gianni che leggo sempre piu volentieri chissa perchè) sebbene qualificata da presenze addette ai lavori,mi farebbe un po' paura..sicuramente a un soggetto come me, nella media opinione( qualificata o meno)darebbe della pazza..eh eh scherzo ma per rendere..quindi meglio un taglio netto con l'accetta , e non vorrei essere nei panni del giudice come invitava homerino al suo 28,mestiere ingrato e mai rispettato abbastanza visto anche che immagino che come in ogni luogo c'è uomo e UOMO, anche nei tribunali e nelle procure c'è giudice e giudice ,pm e pm..un po' come i piedi insomma e come diceva di nuovo bene all'interno dello stesso tribunale di quei due casi il signor Gianni
..e se mi comporto bene e ho capito che ho sbagliato e lho cosi capito che altri che mi valutano , promuoveranno a sconto un tot non discrezionale delle mie pene,spero non sia solo uno a decidere il quando cambiare quelle scarpe.Ricordo che qualcuno dei blogger aveva scritto che un punto fondamentale della riforma che vi riguarda come orpatori dagli avvocati ai giudici alle vittime



dagli avvocati ai giudici alle vittime e ai condannati e che quindi ci riguarda come cittadini, passava e passa tuttora, dal mettere al centro della riforma la selezione vera profonda di uomini indaganti e giudicanti a tutti i livelli, il piu qualificati e di virtu' elevatissime rispetto a quanto messo a cardine e investito finora..è un po' come i discorsi dei piedi e delle scarpe..sarà difficile clonare da tanti giudici meritevoli e virtuosi, tutti gli altri , come in fabbrica ( dove peraltro qualche pezzo che si inceppa è immancabile) però anche questo è il meccanismo fondante per chi deve esprimere in carne e ossa lo spirito delle leggi nel senso di uguale per tutti ,ed è per questo che questi che ci governano non hanno la mia fiducia ne quando parlano della giustizia in un modo , ne quando ne parlano in un altro, quindi figuriamoci quando parlano di riforme del penale o del pm o delle giurie popolari. Saluti belli a tutti :-)


sempre per precisare che la mia era un'idea che parte da una situazione reale di difficoltà quale quella rappresentata dal dott. tinti (sempre che non l'abbia frainteso).
se fosse per me, visto che in dieci anni di attività (avvocato dal 2004 ma come ben sa il dott. tinti già prima si è abilitati alla difesa avanti le ex preture, altra follia ma lasciamo stare) di imputati ne ho difesi a centinaia (90% reati contro patrimonio e persone, maggior parte non pagato ma lasciamo stare) e li ho visti da vicino; ebbene secondo me il carcere non dovrebbe nemmeno esistere.
ci sono spessissimo in carcere a trovare persone (90% in attesa di giudizio) e li vedo, li misuro, li sento, ne percepisco la pericolosità ed il pentimento e, ovviamnmte parlo per i miei numeri, sono pochissimi quelli che meritano l'inferno del carcere (inferno proprio perchè il carcere di oggi non ha nulla a che vedere con quello che sta scritto nella costituzione).
qualche tempo fa ho fatto visita ad un soggetto che aveva (reo confesso) tolto la vita alla compagna da poche ore.
ebbene, lasciamo perdere il fatto in se che non necessita approfondimenti, gli occhi di quella persona mi hanno detto tutto sul suo pentimento e sul suo aver capito la gravità dei fatti.
certo non può rimanere impunito, certo deve pagare per quel che ha fatto, certo i parenti della vittima non possono ritrovarselo dopo due giorni seduto al bar del paese, tuttavia quella persona poteva essere recuperata, doveva essere recuperata; in questi casi a mio modo di vedere sarebbe preferibile una lunga permanenza in una comunità protetta.
ma non mi addentro.
altra volta sono andato in carcere a visitare soggetto colto nel mentre spacciava droga fuori da una scuola.
anche quegli occhi mi parlavano e mi dicevano che lui non aveva capito nulla, che appena uscito avrebbe ricominciato; era spavaldo, sapeva che sotto i 4 anni di pena poteva evitare il carcere, mi ha detto francamente che a lui non servivo che già sapeva co




altra volta sono andato in carcere a visitare soggetto colto nel mentre spacciava droga fuori da una scuola.
anche quegli occhi mi parlavano e mi dicevano che lui non aveva capito nulla, che appena uscito avrebbe ricominciato; era spavaldo, sapeva che sotto i 4 anni di pena poteva evitare il carcere, mi ha detto francamente che a lui non servivo che già sapeva come sarebbe andata, mi ha detto avvocato: abbreviato e via, anzi mi faccia rimanere un po in carcere (o agli arresti domiciliari) che poi me li scomputano come presofferto e vado sotto i 4 anni.
quello era un criminale, uno che per tutta la vita si sarebbe guadagnato da vivere delinquendo, magari avrebbe anche messo al mondo un figlio e taccio sul proseguio.
a lui il carcere non servirà a nulla, lo prenderà come incidente di percorso e nella migliore delle ipotesi si farà qualche mese non di più.
uno così dovrebbe andare per dieci anni a lavorare per lo stato, (adesso cado in banalità ma per rendere l'idea) a pulire le linee ferroviarie a spaccarsi la schiena, lo si potrà recuperare solamente se gli si impone di confrontarsi con realtà lecite, con la fatica, con il lavoro, con la comprensione che ci sono strade più tortuose ma migliori per guadagnarsi da vivere che non quelle di spacciare.
adesso mi fermo che un pochino dovrei anche lavorare, ho esondato e mi swcuso.
insomma il concetto è questo : strutture alternative al carcere, sempre contenitive e privative della libertà, ma riabilitative.
se proprio non si può fare a meno del carcre, allora studiamo il modo perchè la pena sia ritagliata sulla persona (come le scarpe di lupo) e non sul fatto in se.
ciao ciao, mi metto a lavorare che ho due mutui da pagare ed una bimba che ha sempre fame...eh eh



# 58    commento di   bruno_tinti - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 16:44

Alcuni non hanno approvato la mia presenza alla trasmissione “L’Arena” (RAI 1 Massimo Gilletti) di domenica pomeriggio.
Naturalmente ognuno può pensarla come crede e ha il diritto di esprimere il suo dissenso; anzi, per come ho già detto, è molto più utile esprimere il dissenso che il consenso.
Io penso di aver fatto bene ad accettare l’invito, proprio per la ragione che ho appena esposto.
A mio parere è del tutto inutile parlare tra persone che sono d’accordo; ed è anche del tutto inutile snobbare gli avversari, dire “io con quelli non ci parlo” e rifugiarsi in salotti di élite, come un blog o un giornalino autogestito.
Domenica In la guardano milioni di persone; non credo che siano tutti d’accordo con Santanché o con il direttore del Giornale (mi pare che si chiami Giordano); semplicemente la guardano perché è il grande contenitore della domenica pomeriggio e loro non hanno niente di meglio da fare (continua)



# 59    commento di   bruno_tinti - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 16:45

E allora vi pare che non sia una buona occasione per cercare di spiegare la differenza tra l’arbitrio e la legge, tra la sanzione e la vendetta, tre l’errore del giudice e la decisione allo stato degli atti e delle informazioni di cui dispone?
Che importanza ha che, nello stesso studio vi fosse Alba Parietti? Certo competenze in proposito non ne ha; però non ha nemmeno preteso di averne: ha taciuto quasi sempre e si è comportata come una persona educata.
Che importanza ha che, nello stesso studio vi fossero altre persone che, in maniera più o meno rozza, esprimevano il loro dissenso? Non credete che la maggioranze di chi ha visto la trasmissione sia stata in grado di valutare le affermazioni viscerali e spesso aggressive di qualcuno in contrapposizione a quello che ha detto Martelli o quell’avvocato di Maso di cui mi sfugge il nome? O, in fondo, di quello che ho cercato di dire io?
(continua)



# 60    commento di   bruno_tinti - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 16:46

E per finire, certamente Santanché avrebbe detto le solite perfide e inumane banalità che tutti conoscono anche se io non ci fossi stato; ma il mio esserci ha consentito di opporvisi. Certo, non in maniera particolarmente efficace, il tempo a disposizione è quello che è, ma è stato sempre meglio di niente.
Quello che voglio dire è che l’informazione (di cui abbiamo tanto parlato) è preziosa; e non va sprecato nessuno spazio, nessuna occasione. Il problema semmai è essere capaci di resistere, di non farsi omologare a chi frequenta questi spazi con stili ed intenti diversi, di riuscire a spiegare in modo ragionevole e convincente quella che noi (io in questa trasmissione) crediamo essere la verità.
Se ci sono riuscito almeno un po’, qualcuno avrà capito qualcosa che, diversamente, non avrebbe capito; qualcun altro adesso saprà qualcosa che prima non sapeva.
In conclusione, ce ne fossero di questi inviti: cosa credete, che cambieremo il Paese parlando sul blog di Chiarelettere (che comunque meno male che c’è)?



# 61    commento di   bruno_tinti - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 17:9

Questa volta all’avv. Massanzana va fatto un monumento!
Lo so che è meglio avere critiche che consensi se no finisci con l’avere pochi spunti di riflessione. Però questi post 56 e 57 sono bellissimi.
Adesso però, avvocato, è vero o non è vero che queste stesse argomentazioni calzerebbero tanto bene a questa nostra classe dirigente dedita al malaffare e che, addirittura, non conta nemmeno sulla condanna non eseguita ma, semplicemente, sull’impunità?



..modestamente io lo nacqui già il monumento per l'avv. MAssanzana..(scusate la deformazione da Totò)

cioè nell'altro capitello capitolo capitolone nacque il primo busto (altro che mezzi busti tv, politica..e criminosità allo specchio..venne fuori un piede alla parmigianino che già era poco x la bellezza emersa di Gianni Mas)..il tutto grazie semplicemente a un piede ed ora tocca sudare e costruire il secondo monumento che chiaramente deve essere piu .. ma ben molto piu del primo e non sono nemmeno scultore..aiuto lo so che mi aiutate :-) vero Frank? eh eh :-)

per dottor Tinti
il senso del suo pensiero dalle sue parole mi è molto chiaro,ognuno deve fare la sua parte internamente al sistema (malato), se preme cambiare il sistema di trasmissione x la sopravvivenza della parte(non malata o minata e migliore) del sistema stesso, cercare di guarirlo dal suo l'interno x migliorarlo tipo endotvscopia contenendo i ventri molli dell'europa che immagino sono stati venduti ieri a eco ripetuto tvgraficomentale;..capisco che non si può scegliere l'invito a spazi piu nobili di sentimento e intelletto e che se si potesse , sarebbe riduttivo , visto che occorre raggiungere il maggior numero possibile di persone per smuovere le coscienze addormentate dal sistema tv stesso.Quindi fra consenso a lei istintivo nel sentire del suo passaggio tv che nn ho visto e dissenso successivo, direi che il senso ora mi è piu chiaro.Mostro solo un dissenso,dalla sua parte finale, a tutti è chiaro che in spazi come la rete non si può cambiare l'intera realtà italiana,ma nel nostri spazi realtà,dal lavoro al sociale a altro e anche la rete e anche di piccolo segmento come questo,la realtà si può trasformare in meglio..eccome se si può!Detto cio' mi aspetto stile Frank eh eh eh ..una cazziata da tutti ora vado che devo fare la seconda scultura per Gianni..la dedicherò alla sua bambina :-)..titolo i piedi innocenti-a presto :-)



ma non potrebbe essere la legge stessa a prevedere la gradualità della pena?

Per il furto il tempo di detenzione potrebbe essere proporzionale al valore della refurtiva. In questo modo tra l'altro si creerebbe un deterrente molto maggiore verso chi ha proprio la tentazione maggiore come i politici o i managers.

Per l'omicidio (volontario) invece la cosa sarebbe diversa... lì non credo sia possibile gradualità... secondo me dovrebbe esserci una pena molto alta per chi uccide una persona e l'ergastolo per chi ne uccide (volontariamente) più d'una, punto. Capisco che la pena non deve essere vendetta, ma la fine di una vita è la fine di una vita...
Per introdurre poi una gradualità in base all'efferatezza secondo me basterebbe introdurre il reato di tortura, chi prima di uccidere tortura riceve anche la pena per questo secondo reato.

Per lo stupro idem, uno stupro è uno stupro... e se vogliamo introdurre una gradualità lo si faccia aggiungendo la pena di reati collaterali, come le percosse, la tortura. Eventualmente separiamo due reati, quello per lo stupro di una persona adulta, e quello per lo stupro di un minore.

Lavorando in questo modo, magari non su tutti ma su molti si potrebbero eliminare i massimi e i minimi togliendo discrezionalità al giudice.



il carcere è sacrosanto almeno per i reati gravi e gravissimi. non è necessario per i reati minori. la certezza della pena sarebbe una bella cosa, ma per ora esiste solo all'estero. qui esiste casomai la quasi certezza dell'impunità... il paese andava cambiato ad aprile, ormai è troppo tardi, siamo in pieno regime (informazione nordcoreana) e chi scappa da questo paese marcio fa decisamente bene. all'estero parlano molto male di questa skifosa italietta marcia e mafiosa, e purtroppo hanno ragione da vendere!


Non credo che la realtà sia così semplice come descritto dal sig. Giacomo. Riprendo il sue esempio sullo stupro. Di spaice dirlo ma se non ci sono testimoni o stupro di gruppo ma solo un uomo o una donna il giudice si trova in una brutta situazione. E' stupro anche se la donna all'ultimo minuto "non ci stà più", è stupro anche se la donna sul più bello "non ci stà più".Legalmente è stupro (ma non nè sono sicuro) subito dopo che viene meno il consenso della donna. ma la sessualità è quella che è e prevede sipratutto per l'uomo un punto di non ritorno!.
Rovinare un uomo solo perchè sul più bello la donna "non ci stà più". Questo esempio forse sciocco è collegato al dubbio del "Quanto colpevole?".
Indiscutibilmente mancano le carceri e tanti palazzi di giustizia, forse belli, forse antichi, forse monumentali sono in realtà poco funzionali allo scopo. la filosofia del diritto và ben oltre le mie conoscenze intellettutali l'organizzazione no, ci stò dentro. Qaunto cattivo lavoro giudiziario per colpa della disorganizzazione? (che credo sia compito del ministero della giustizia).
Una cosa è certa. la cultura civica.l'educazione civica ha sempre disertato le aule scolastiche!










"Adesso però, avvocato, è vero o non è vero che queste stesse argomentazioni calzerebbero tanto bene a questa nostra classe dirigente dedita al malaffare e che, addirittura, non conta nemmeno sulla condanna non eseguita ma, semplicemente, sull’impunità?"

chiamatemi gianni, non avvocato; non vado orgoglioso del lavoro che faccio, mi rendo conto che ormai la necessità di guadagnare e tirare avanti sta svilendo la professione.
in tutti i sensi.
oggi ho sentito al tg l'avvocato di un imputato per un omicidio a perugia, beh, quello non è un mio collega, l'avvocato non può rilasciare certe affremazioni al tg; se ritiene ci siano dei reati li denunci, ma abbia la compiacenza di star zitto.
lui lo ha fatto per farsi pubblicità, deve guadagnare e tirare avanti come tutti noi.
non sono miei colleghi nemmeno certi avvocati che si fanno eleggere per poi mandare in udienza il praticante ed ottenere un rinvio, sei eletto? bene, lo dici ai tuoi clienti e affidi le loro pratiche (quelle che non puoi seguire in prima persona) ad altri colleghi, se ci tieni tanto a loro non ti fai eleggere (concetto della botte piena e della moglie ubriaca)
non sono miei colleghi che hanno come cognome località turistiche della sicilia che fanno più danni che altro con le lor spettacolarizzazioni.
non sono miei colleghi, ma si potrebbe dire che io non sono collega loro. non mi interessa.

alla sua domanda dottor tinti rispondo di si.
a patto che si faccia di tutta l'erba un fascio; sono tutti che rimestano nel fango, sono tutti a caccia di impunità (le firme sul referendum non mi pare che le raccolgano altri a parte di pietro).
il lodo adesso potrebbe servire a quelli in carica oggi, sono sicuro che i prossimi di certo non lo abrogheranno, tutti hanno scheletri negli armadi.
ormai si cerca di essere eletti per evitare i processi, e i miei poveri clienti si stanno incavolando, ma si stanno incavolando tanto............e io con loro.




Le parole apparentemente amare di Gianni possono (e, a mio avviso, devono) considerarsi un punto di partenza.
Fare analisi spietate ma coerenti sul piano logico-giuridico è l'atteggiamento che ogni giurista deve avere per poter dire, dinanzi a un disastro scientemente perseguito: io non mi sono adeguato, io non ho seguito il fluire comodo, io ho resistito per quello che ho potuto e ho offerto alternative operative.
La soddisfazione, a mio avviso, non sta nell'ottenere risultati valutabili in una prospettiva macro-politica o macro-giudiziaria.
Cercare questo tipo di successo significa cedere all'istinto luciferino di voler mettere raggiungere tutto il Potere possibile in determinato tempo e in un determinato luogo.
Penso che una tale "determinatezza" finisca per risultare la prova del proprio essere, appunto, uomini "limitati" nel tempo e nello spazio.
Cosa molto diversa, invece, è inserirsi in una linea di pensiero e di modi di essere, eternamente moderna; che trascende il proprio tempo e si ricollega a una tradizione di principi e di ideali che la storia degli uomini e delle comunità hanno reso granitici nel tempo.
Non a caso, è penso che Gianni e Bruno Tinti l'abbiano ben compreso, ho insistito sul valore della MOTIVAZIONE come momento più alto dell'attività giurisdizionale e vero discrimine per valutare da un lato la qualità degli operatori del diritto, e dall'altro il desiderio dei cittadini di capire.
Senza tutto ciò non esiste una democrazia completa.
Aver agito sempre con dignità morale, con assoluto rigore professionale, con umanità pensosa e non "di maniera", essere stati così "riconoscibili" dagli altri cittadini, è quanto mi basta.



..perdonate qualche errore di battitura..:-)


# 69    commento di   frada79 - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 22:58

Scusate eh…ma sto avendo poco tempo…però ci tenevo a dire la mia anche se a questo punto non vorrei sembrare fuori luogo, dopo la risposta del Dott. Tinti!

Proprio stamattina, nell’azienda per cui lavoro, sentivo “chiacchierare” i colleghi della presenza di un certo Bruno Tinti a questa trasmissione della domenica pomeriggio. Avevo letto di questa partecipazione su diversi blog, ma non avendo assistito, non mi sono pronunciata…ho solo pensato che se era stato invitato, e visto che è una persona che stimo, oltretutto non è uno sprovveduto, ho concluso che aveva i suoi buoni motivi per accettare. E se c’è stima, mi fido delle scelte, poi magari per mia opinione personale, posso non condividere, ma parto sempre dalla buona fede, fino a prova contraria!
Ho provato a sviscerare i motivi di questo invito, non sapendo poi di cosa si sia parlato effettivamente…e anche in base a quello che mi è stato detto successivamente nel corso della giornata. Invito…e già in questa parola ci possiamo racchiudere un significato immenso.
- l’essere invitati non è cosa semplice. In un contesto come questo, che di sicuro vista la “scomodità” di certe persone si preferisce non rischiare! E se non c’è l’invito, dimentichiamoci di poter andare a dire quello che succede veramente, e dimentichiamoci di poterlo fare SOLO ed esclusivamente con le nostre forze, dal basso!L’invito va ad aggiungersi e a migliorare quell’idea che io ho di un corpo….e non per la serie le cose non vanno bene, ma si finisce con “Armiamoci e andate!”
- L’essere invitati presuppone un’apertura all’ascolto, che solitamente soprattutto in tv, a parte per ragione di audience, non vogliono più. Proprio perché scomoda. E già questa mi sembra una vittoria…qualcuno ha ancora voglia di ascoltare, e qualcuno, evidentemente c’è anche in un’azienda come la Rai, se riesce a convincere qualcuno più in alto, a far arrivare il dott. Tinti lì. E non in un programma tipo Annozero, ritenuto “fazioso” da tutti quelli che stan



# 70    commento di   frada79 - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 23:0

E non in un programma tipo Annozero, ritenuto “fazioso” da tutti quelli che stanno dall’altra parte. Certo non è cosa da poco cercare di avere spazio in un contesto del genere dove si è soli, ma almeno uno spicchietto di spazio lo si ha in mano!
- L’essere invitati, vuol dire arrivare a tutte quelle persone, o a parte di esse, che guardano la tv per abitudine, soprattutto la domenica pomeriggio. Persone che la usano per non stare da soli, e che si “bevono” qualsiasi cosa pur di non sentire il silenzio. Vuol dire farli uscire dal target di alBano, le sue moglie e i suoi figli, perché poi alla fine gli vogliono pure bene a sti cristiani che vedono!
- L’essere invitati vuol dire sentirsi dire, come stamattina a lavoro, “Tinti, boh, mica lo conosco, però è stato interessante” e al mio “Guarda che è stato pure un giudice qualche anno fa, ha fatto tante cose, pure il PM” sentirsi rispondere “Ah però, adesso cambia tutto…finalmente posso sentire l’altra campana riguardo a ste benedette Toghe rotte” alla mia risposta “Guarda che ha scritto un libro che si chiama proprio così”, la risposta è stata “OK, Francè me lo compro!”…E chiamatelo poco! Quelle con cui ho a che fare, sono tra le persone più male informate che io conosca, e sono quelle stesse persone, con cui dopo mezz’ora di conversazione, ti viene voglia di gettare la spugna…ma non lo fai in gran parte per amore della verità, in parte perché io la spugno non la butto, e in parte perché c’è sempre la speranza! ?
Ma tra quelle persone c’è anche chi ha ancora il sano dubbio, e su cui bisogna lavorare.
E non dimentichiamoci che la maggior parte dei dubbiosi che si sono lasciati abbindolare, si sono fatti convincere da SB solo e soltanto pensando “La sinistra non ha fatto granchè, vediamo sti altri che fanno!”
Il dubbio….oltre alla cattiva e poca informazione!
Inseriamo questo invito in un contesto ben preciso:
Le persone leggono poco…dove si informano?TV…quasi esclusivamente con quella! E non dimentich



# 71    commento di   frada79 - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 23:3

E non dimentichiamoci che comunque, quella scatola, malefica lo è diventato proprio perché diventato una sorta di ricettacolo della cosa in_sensibile….(non ricordo il filosofo che definiva così la materia!)…Ma è il più grosso mezzo messo a disposizione dell’umanità! Sono d’accordo e sono tra quelli che quasi non la guardano più, eccetto pochissimi programmi, e documentari anima_leschi skyiani…ma potremmo sempre pensare di migliorarla, anziché sputarci sopra e basta!
Tanti di noi, forse io sono tra le persone più piccole che scrivono qui, ma faccio parte di quella generazione subito dopo Carosello, che vi è stata letteralmente parcheggiata davanti, non nel mio caso specifico comunque!
E ritornando al dubbio di cui sopra, le persone quelle che hanno dimenticato pure “chi l’ha creati”, sono stanchi di vedere le stesse facce…sempre le stesse, e allora meglio sfruttare al meglio le occasioni, senza per forza andare contro una scelta che secondo me è stata molto più che ponderata!E se le facce nuove, ovviamente parlo del dott. Tinti e di persone come lui, possono essere di aiuto in questo momento storico, ben vengano…ma che ci vadano tutti i giorni a tutte le ore del giorno e della notte! E che per cortesia, non lamentiamoci sempre, pure quando c’è un piccolo miglioramento, giusto perché ci dobbiamo lamentare! Cerchiamo di usare un pochetto pochettino la nostra testa!

Mi è difficile pronunciarmi su questioni molto tecniche, sono una vera ciuccia in materia, so veramente niente, ma mi fido del mio essere u_mano e mi fido di quel poco che so della vita…e di molto istinto!E scusate se magari dico scemenze, anzi vi invito a riprendermi e a caziarmi! :-)
Leggendo il post mi ha colpito molto “la pena inflitta viene valutata attraverso i sentimenti della vittima”…è verissimo…e non ho potuto fare a meno di ricordare un amico, giovane, padre di un bimbo, morto in un incidente stradale…morto perché un pazzo su una strada di montagna, di notte, con il diluvio univer



# 72    commento di   frada79 - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 23:4

con il diluvio universale, in una curva presa a 160 km/h mise il piede sul freno e prese in pieno questo amico che andava a 40 orari. L’imputazione omicidio colposo, neanche un giorno in carcere, qualche anno di domiciliari, portati poi a zero!
Ecco la riflessione che io faccio,e attraverso i miei sentimenti, consiste nell’analizzare l’incoscienza, i fattori rischio, pasticche e dischi dei freni praticamente inesistenti…ora mi chiedo…c’è una morte di mezzo! Ebbene il discorso che faceva prima Gianni (e ciao Gianni!), del trovarsi di fronte quegli occhi di quello che dovrei chiamare assassino (?), e che poco fa ho definito pazzo, io non li dimenticherò mai, e non sto qui neanche a descriverli, perché non ne sarei capace.
Eppure essendo coinvolta emotivamente, potrei dirvi non sono d’accordo con la pena. Ma non sono capace…sono però convinta che sia quello che distingue sanzione penale e vendetta.
Quello che a me balza all’occhio in questo post, è l’estrema importanza che si DEVE dare alla componente Variabile Umana.
OK sull’umano, ma sul fatto che è variabile, la storia è lunghissima (anche se forse sto ricondendo “le scarpe le fanno su uno stampo standard” di Lupo, ma questa della variabile umana proprio mi sta stretta e a cuore allo stesso tempo, ed è per questo che non tollero le statistiche, che per me vogliono semplicemente dire “la maggioranza vince, TUTTO il resto non conta”). E non si può fare i giustizieri della notte con occhio per occhio. Bisognerebbe andare a studiare caso per caso, tutte le componenti del soggetto in questione, tutto quello che ha portato ad un certo comportamento, (perfetta l’analisi di Gianni con il Vù cumprà!che calza a pennello con il mio filo di sentito!). Io giusto per dire una mia banalità, una delle tante, a giudici, avvocati, magistrati, le analisi della scientifica, affiancherei una squadra di neruropsichiatri, compresi quelli infantili, per andare a capire tutto alla radice….e lo so che i tempi si allungano, ma pen



# 73    commento di   frada79 - utente certificato  lasciato il 20/10/2008 alle 23:6

ma penso sia meglio allungarli, piuttosto che avere un pluripregiudicato a piede libero, avvezzo al crimine e che non ha nessuna intenzione di cambiare strada, e il vu cumprà in carcere, per un telefonino! E penso anche che nel nostro paese non ci sia prevenzione, per poco ci vaccinano per vaiolo, tbc e polio ormai scomparse, ma non ci vaccinano per non diventare criminali…perché tolta una piccolissima percentuale morfogenetica,a cui peraltro non credo tanto, la maggior parte dei criminali, criminali ci diventano! E’ vero pure che è inaudito avere carceri sovraffollate, condizioni disumane, ma nessuno dei politici, nessuno ha pensato di costruirne di nuovi! Illogicità…no!Sanno bene quel che fanno! Per non parlare di quelle che sono le comunità, a partire da quelle per tossicodipendenti, sono realtà assurde, dove nella maggior parte dei casi che ho visto io, qui dalle mie parti, sono una base alternativa a tutto quello che c’è di illegale e che dovrebbe “rieducare” quegli stessi soggetti che sono lì e che invece hanno solo più spazio e che non esitano a mostrarti la pistola nei pantaloni, se capiscono che hai capito! Proverò a metabolizzare meglio un po’ di cose…
Nel frattempo per il monumento a Gianni? :-)
E Ciau Sign.Dott.Tinti che peraltro ringrazio :-)
Ciau Gianni :-)
Ciau Lupo :-))
Ciau Philium (che però ti chiedo di spiegarmi meglio l’esempio dello stupro!)
E ciau a tutti gli altri

Ps
E scusate la “lungagine”...
stavolta ho davvero esagerato, lo so! :-)





nessun monumento, continuo a non condividere i vecchi post del dott, tinti (questo invece è appassionante per chi ama il diritto, per chi vuole spingere la macchina della giustizia verso una strada migliore).
e continuo a sostenere che se il soggetto di riferimento quando si parla di giustizia è berlusconi allora non si arriva da nessuna parte.
per certi versi berlusconi è solo il front man di una operazione di salvaguardia della categoria che interessa a tuttti i politici.
son convinto che se per far passare il lodo alfano fosserro mancati 20 voti al PDL, ebbene, quei voti sarebbero arrivati, ne son sicuro, ho sentito con le mie orecchie a 8 e mezzo Fassino esprimersi in toni possibilistici sul lodo alfano.
poi i loro voti non son serviti ed allora adesso cavalcano il mal di pancia della gente.
ma io mi sforzo di pensare al dopo berlusconi, adesso c'è, è stato votato e la gente è con lui; basta, voglio proiettare il mio pensiero al dopo........io ci sarò, qualcun altro no.
ebbene, a mio modesto avviso, o si inizia un percorso serio
e qualificato di ripristino degli equilibri tra società reale e classe dirigente, oppure certe repubbliche africane saranno più avanti di noi.
ritengo che tutti i mali del nostro paese nascono dall'assoluta mancanza di professionalità della classe dirigente, sento politici parlare di economia reale e nemmeno sanno di quello che stanno parlando, imprenditori parlare di rilancio dell'economia infarcendo i loro discorsi di cavolate enormi (che poi sti imprenditori hanno tutti un cognome già sentito, io mettrei l'obbligo del junior dopo certi cognomi; marcegaglia jr, colaninno jr ecc. ecc.).
rendere più competitiva la classe dirigente (magari anche riducendola un po di numero) è la via obbligata per un rilancio del paese, su tutti i fronti.
non ultimo quella della giustizia; alfano, mastella, castelli, fassino: questi sono gli ultimi ministri, scherziamo???????



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