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post: La responsabilità civile dei magistrati – 2

TOGHE ROTTE: LA RUBRICA SULLA GIUSTIZIA DI BRUNO TINTI Per continuare sul tema della responsabilità civile dei magistrati non è male riflettere prima di sposare le consuete categorie logiche. Intendo dire che non c’è dubbio che chi sbaglia paga. Solo che non c’è dubbio anche sul fatto che chi si trova in situazioni da cui può derivare una sua responsabilità economica si adopera principalmente in due modi: prima di tutto cerca di fare del suo meglio e non sbagliare; e poi cerca di non mettersi in situazioni in cui il rischio di sbagliare sia elevato e, comunque, in cui il danno che dovrebbe essere risarcito si preannuncia rilevante. Cominciamo dal secondo; e, per capirci bene, vi propongo un storiella che mi ha raccontato un mio amico ortopedico che era andato negli Stati Uniti ... continua



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Già, caro Dottore, una brillante e demagogica trovata referendaria, all'insegna della più completa disinformazione dei cittadini, come quell'altra bella iniziativa che ha fatto sì che in ogni comune i Segretari Comunali non siano più dipendenti direttamente dallo Stato, inamovibili, bensì ricattabili e condizionati dai Sindaci e dai vari potentati economici locali (soprattutto edilizi). Nessuno controlla più con rigore i bilanci comunali, i segretari comunali non possono opporsi agli abusi vergognosi che vengono perpetrati sotto i loro occhi, pena il licenziamento. E molti (sempre meno, ahimé) pagano perdendo il posto di lavoro per la loro dirittura morale.Bello il "federalismo" che ha consegnato anche i Comuni all'eterno clientelarismo italico. La realtà è che si vuole fare in modo da abolire ogni forma di controllo sull'attività dei pubblici amministratori, in modo che il malaffare possa continuare indisturbato.
cordiali saluti, grazie per quel che fa



Dott. Tinti, mi permetta di dire che la legge sulla resp. civile dei magistrati è ridicola.

L'azione civile si fa contro il Presidente del Consiglio, il quale, se vuole (campa cavallo, con i tempi della giustizia civile...), potrà poi fare un'altra azione civile contro il magistrato che ha agito con dolo o colpa grave.

Inoltre, l'accertamento della responsabilità civile del magistrato non fa stato nel giudizio disciplinare davanti al CSM.

Io propongo questo: si cita in giudizio il magistrato e lo Stato come suo "datore di lavoro" (art. 28 cost.) Se la Corte d'appello riconoscerà il danno subito dal cittadino lo Stato gli risarcirà i danni e, se accerterà anche il dolo o la colpa grave del magistrato, costui ne risponderà in solido.



Condivido pienamente tutte le osservazioni del dott. Tinti. Il magistrato deve essere senza timore e senza speranza. Deve svolgere le sue funzioni, nel rispetto della deontologia e correttezza professionale, senza aspettarsi un premio e senza temere una punizione. Perchè viceversa non sarebbe più libero di decidere secondo scienza e coscienza. Purtroppo si sta andando in direzione opposta ed è ormai lecito supporre che l'intento dell'attuale legislatore sia proprio quello di riuscire a limitare il libero convincimento del magistrato, con stratagemmi più o meno velati.


Sono pienamente concorde con l'articolo in questione. La Giustizia non, che già funziona male per numerosissimi motivi, non deve più funzionare.
Il tutto, come avviene da sempre in ogni buon paese sottosviluppato ed a regime dittatoriale favorendo che sta bene e danneggiando chi sta male.
E' evidente che i ricchi potranno far valere le loro ragioni grazie ai loro avvocati, se qualcuno avesse il coraggio di sfidarli.
L'Italia è sempre stata il paese del Vigile Urbano di Alberto Sordi. Anche in una vicenda così esemplificata come quella di una violazione al Codice della Strada di poco conto, il potente alla fine avrà ragione, grazie alla sua intrinseca forza economica e di agganci ad alto livello.
E' sempre più demoralizzante ma grazie alla propaganda, tutta in mano ad una sola persona, il popolino è convinto che le cose stanno andando meglio; in primis la sicurezza pubblica. Tutti i giorni violenze, stupri, sbarchi di clandestini come se ci fosse un lembo di terra che ci unisce al nord Africa e chi ha vinto le elezioni vantandosi di avere la ricetta magica in tasca non perde il suo ammaliante sorriso da vincitore.



Caro dott. Tinti,
se esistesse il modo di far leggere a ogni italiano il suo libro "Toghe rotte" e i suoi articoli sul funzionamento della giustizia, forse qualche migliaio di deputati, di senatori, di ministri, e relativi ex, sarebbero costretti a cambiare identità e rifugiarsi all'estero con il bottino, per evitare il peggio. E da lì finalmente si potrebbe forse ripartire.
Purtroppo questo è solo un sogno. Buon lavoro e continui per favore a illuderci.
Con stima. gianpaolo



Sono pienamente d'accordo. Ma la propaganda è tanta e sbagliata e i cittadini sono completamente all'asciutto di certe tematiche, sia in questo campo che purtroppo in molti altri. Per cui su certi argomenti, possono essere ben bene raggirati dai politici.


Non condivido nulla di quello che scrive Tinti, tuttavia è bene che ci sia una discussione libera sul tema per creare una coscienza su temi importanti.

Il referendum popolare è stato cestinato dalla legge Vassalli, una vera e propria "salva giudici" ma nessun giudice ha paventato ipotesi di fascismo o sfascismo come quando altre volte la volontà popolare non è rispettata.

Chiunque svolge una attività deve essere responsabile delle proprie azioni, dal manovale al giudice.

E se sbaglia deve pagare il proprio errore, come pagano i medici, gli avvocati, i commercialisti, i notai, tutti i liberi professionisti e tutti i lavoratori dipendenti.

La storiella del medico potrebbe essere affiancata alla storiella di chi deve progettare ponti o deve svolgere attività lavorative all'interno di una fabbrica; cito un esempio di un operaio di una grossa azienda friulana che ha passato i guai suoi per aver sbagliato una operazione su di un macchinario che ha bloccato la produzione dell'intero stabilimento (eppure era alla fine del turno, stanco ecc. ecc.); in Tribuinale ha detto che tutti i suoi colleghi evitavano quella mansione in quanto altamente rischiosa ma qualcuno doveva pur farlo.

Si assicurino privatamente anche i giudici, che poi saranno giudicati nel loro operato dai colleghi che raramente addivengono a sentenze di condanna.

Perchè per il giudice deve pagare lo statom mentre l'avvocato si deve assicurare obbligatoriamente?

Come il giudice si assicura per i danni derivanti dalla circolazione statale, così si assicura anche sull'eventualità di commettere errori.

E poi, perchè la rivalsa solo su un terzo dello stipendio, quando i poveri cristi possono vedersi pignorato il loro misero stipendio sino a un quinto?

Qui il discorso è molto più ampio e tocca le incostituzionali differenze tra i dipendenti della pubblica amministrazione e quelli del privato.

I primi si sentono intoccabili ed inamovibili (in senso




I primi si sentono intoccabili ed inamovibili (in senso atecnico, in quanto i giudici lo sono per principio costituzionale) e non rispondono mai del proprio operato.

Non ho sottomano le statistiche, tuttavia posso assicurare che si contano sulle dita di una mano le condanne a risarcimento da parte del giudice, mentre sono centinaia quelle che la Corte europea infligge all'Italia proprio per il comportamento dei magistrati (lunghezza del processo, giustizia negata, violazione di diritti della persona).

E' interessante questa discussione ma Tinti è di parte, fa parte della casta dei giudici, è ovvio che voglia creare l'equazione responsabilità personale del giudice=controllo dei giudici, ma non è questo il punto.

Il punto semmai è verificare quanti casi di giustizia negata ci sono in Italia (negata in tutti i sensi) e capire quanta parte di responsabilità hanno i magistrati in questi casi.

Cordialità



Gentile dott. Tinti. Ho acquistato tempo fa il suo libro e mi è piaciuto molto, l'ho trovato divertente ed illuminante, e il finale è davvero bello.

Desideravo commentarle, nel caso leggesse questi post, che ieri una emittente locale ha presentato una nuova rubrica, in cui il giornalista ha liberamente ed in modo chiaro e semplice criticato la riforma della giustizia ed il presidente del Consiglio (molto raro sentire posizioni di questo genere alla televisione di questi tempi). Fatto sta che il giornalista ad un certo punto ha citato sia lei che le sue posizioni in materia di giustizia, come esempio. Probabilmente questo blog sta diventando sempre più una risorsa di grande valore per capirci un pò di più e un punto di riferimento per chi vuole cambiare le cose.

La ringrazio, e mi auguro che possa continuare a lungo.

Saluti.



Caro Bruno, ti scrivo per chiederti se sia possibile invitarti per una conferenza in Biella prossimamente. La nostra associazione di volontariato non-profit ha già avuto ospiti di alta caratura come Paul Connett e Marco Travaglio, a breve avremo per una conferenza anche Maurizio Pallante. Sarebbe per noi un piacere poterti ospitare per parlare delle ultime questioni come il Lodo Alfano, insieme ad altri personaggi (siamo in contatto con Daniele Martinelli). Spero mi stai leggendo, ti lascio il nostro indirizzo mail e cell. e spero di sentirti presto. Buona giornata, grazie per l'informazione che stai facendo :)

Email: grillibiellesi AT gmail DOT com
Cell.: 329-77.94.017
www.grillibiellesi.org

Lorenzo D'Amelio, Vice-Presidente Associazione di volontariato non-profit Grilli biellesi

http://www.grillibiellesi.org


la giustizia è allo sfascio per colpa di chi fa leggi sbagliate... i magistrati possono sbagliare, ovviamente, ma lo sfascio della giustizia non è certo colpa loro...


# 10 che marco travaglio sia un personaggio di alta caratura mi pare una affermazione azzardata, è un giornalista come tanti altri che denunzia le cose che hanno denunziato tanti altri; è solo più furbo, scrive libri copia incolla e li vende.

penso al povero Sartori che per anni ha scritto sulla prima pagina del Corriere della Sera tutte le cose che oggi dicono Travaglio e Grillo, ma nessuno ne ha mai fatto un santo ed oggi è messo in disparte perchè non dice ogni due parole qualcosa contro Berlusconi.

#11 se Lei sostiene che la Giustizia è allo sfascio dovrebbe anche indicare alcuni elementi; dire che la giustizia è allo sfascio va di moda ma non dimentichiamo che i magistrati lavoravano anche quando la pratica tangentizia poi esitata in Tangentopoli; allora la giustizia non era allo sfascio?

A mio modo di vedere, pacatamente, è utile rilevare come la giustizia sia allo sfascio per i poveri cristi (gente che viene arrestata, ammanettata, rinchiusa in carcere solo perchè non ha documenti, processata spesse volte senza traduttore, anche per colpa degli avvocati d'ufficio; tanti altri sono gli esempi ma mki fermo) nel mentre Tinti e Travaglio e Grillo e soci si preoccupano della Giustizia quando questa si trova a giudicare i potenti.

Lei crede che certi arresti domiciliari ultimamente concessi sarebbero stati accordati senza un cognome altisonante?

Pensiamo alla Giustizia per i deboli e gli indifersi, e miglioriamola; se poi Berlusconi o chi per lui (destra sinistra centro non importa) fanno leggi per autotulersi, indigniamoci, ma non ci ricamiamo sopra; le ingiustizie sono all'ordine del giorno nei Tribunali e nella maggior parte dei casi i diritti dei più deboli vengono salvaguardati da magistrati di buona volontà ( e sono tanti, ma magari non scrivono) che si sostituiscono spesse volte ad avvocati dormienti o non preparati riconoscere tutte le garanzie a chi si trova coinvolto in un procedimento penale.

Come dice Spangher i



Come dice Spangher in Italia il processo penale sta diventando un rischio sociale, e questo non deve accadere.

Ricordiamoci, poi, che durante la rivoluzione francese i "poveri" volevano ed ottenevano la ghigliottina per i "ricchi"; solo che poi i "ricchi" sono tornati al potere e hanno evitato la ghigliottina che però è rimasta per i "poveri".
Cordialmente



Credo che non ci voglia un genio per capire che le leggi che in questi ultimi anni hanno dimezzato le pene di molti reati tipici dei colletti bianchi e conseguentemente i tempi di prescrizione, che ne hanno di fatto depenalizzati altri (es. falso in bilancio), i mille trucchetti ipergarantisti che concedono ai delinquenti di andarsene a spasso senza scontare un solo giorno di galera se condannati a pene fino ai 6 anni VENGONO SCRITTE DAI POLITICI che siedono in parlamento e non certo dai magistrati, che certo non sono masochisti e anzi vedono spesso vanificati anni di faticose indagini e additati strumentalmente al pubblico disprezzo per aver dovuto applicare queste leggi assurde e immorali, emanate per salvare questo o quell'imputato eccellente dalla galera. Infatti, chi sono questi politici che scrivono i testi delle leggi? Molti-troppi- deputati, sia di destra che di sinistra, hanno a loro carico dei procedimenti penali, spesso per gravi reati come corruzione, abuso d'ufficio, concussione ecc oppure sono stati condannati in via definitiva, e trovano molto comodo farsi scrivere dai loro avvocati, che siedono anch'essi in Parlamento, leggi ad hoc per cambiare le carte in tavola mentre i processi sono in corso e per sottrarsi al giudizio. Vi sembra una situazione normale, questa, degna di un paese civile, oppure degna di una repubblica delle banane? e non venitemi a dire che un imputato è innocente fino a che non si abbia un verdetto definitivo, quando sappiamo bene che a quel verdetto definitivo non si riesce mai ad arrivare a causa dell'immunità parlamentare di cui si ammantano costoro e delle leggi-truffa che dicono ai loro segretari e lacché di scrivere mentre i processi a loro carico sono in corso. Inoltre, anche il solo sospetto che un politico si sia macchiato di un reato ad es. di corruzione dovrebbe, per OPPORTUNITA' POLITICA, ETICA e DECENZA suggerire di attendere un pronunciamento definitivo della magistratura come si fa in ogni paese civile di fronte a u


Per discutere serenamente di obbligatorietà dell'azione penale e separazione delle carriere ci vorrebbe una classe politica all'altezza, di granitica dirittura morale, che sia mossa solo dall'interesse per i bene comune come Calamandrei ( che fu il primo sostenitore dell'obbligatorietà della pena) e i Padri Costituenti, Gattopardi, non volgari sciacalli e Calogeri Sedara assetati solo di potere e denaro.


quel che mi stupisce non è che la gente comune creda alla menzogna che queste riforme vengono portate avanti nell'interesse del popolo. Infatti molti non conoscono la giurisprudenza, ed è comprensibile che la mancanza di conoscenze in materia e l'essere sottoposti a una virulenta campagna mediatica contro la magistratura gli impedisca di valutare veramente la reale posta in gioco che è cancellare l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, che dovranno sentirsi dire dal Governo quali reati perseguire o meno, a seconda del vantaggio dei potenti che non volgiono che si indaghi sui loro maneggi. Si tratta di riforme sulle quali si potrebbe anche discutere, se non fossero portate avanti PER ALTRI FINI e non certo per il bene comune. Inoltre, non sono ancora riuscito a capire come la separazione delle carriere possa aumentare la rapidità dei processi, Ma andatevi a leggere sul libro di Tinti Toghe rotte quanti mezzi e trucchi hanno a disposizione i delinquenti che vogliano allungare i tempi dei processi a proprio vantaggio per non finire in galera. E queste leggi assurde e vergognose, che gli avvocati utilizzano a vantaggio dei loro clienti (né potrebbero fare diversamente. è il loro lavoro), chi le ha scritte secondo voi? Ma come si può sostenere che i tempi infiniti dei processi siano sempre e solo colpa della magistratura? e la cancelleria inefficiente? e le astuzie della difesa? e le leggi vergogna scritte per ingolfare e rallentare i processi dai politici?
e allora perché solamente i magistrati devono essere additati come colpevoli di tutto?
La verità è che li si vuole mettere a tacere, perché sono l'ultimo baluardo di controllo di legalità rimasto.
Gli avvocati, che il diritto invece lo conoscono bene, sanno perfettamente a quale fine reale tendono queste riforme, ossia sottoporre la magistratura al condizionamento della politica, eppure rimangono in silenzio e si uniscono al coro di coloro che attaccano la magistratura. Ciò che per me è francamente incom



p.s.: sia chiaro, so di molti avvocati che invece operano correttamente e che garantiscono correttamente al loro assitito una difesa nel rispetto delle regole, senza ricorrere a stratagemmi scorretti, avendo come fine, oltre alla difesa, anche l'accertamento della verità.
Il fatto è che di fronte ai gravi fatti che stanno avvenendo a mio avviso potrebbero fare molto di più per difendere la magistrautura da ingiusti attacchi e unirsi ad essa per difendere la costituzione e la legalità, nell'interesse comune
cordiali saluti



dire che la giustizia è allo sfascio è semplice realismo. e ribadisco che la colpa non è certo dei magistrati... il libro di tinti, toghe rotte, fa capire tante cose...


dire che la giustizia è allo sfascio è semplice realismo. e ribadisco che la colpa non è certo dei magistrati... il libro di tinti, toghe rotte, fa capire tante cose...


## gianni massanzana
giù la maschera. Sei solo un filippo facci!!
Di giornalisti come Travaglio ce ne vorrebbero a dozzine, faranno pure copia e incolla come dici (e non è vero - perchè quello che fa un cronista giudiziario è parlare dei fatti e non delle opinioni sui fatti, le sentenze e gli atti giudiziari non hanno mica il copyright, non è vietato virgolettare alcuni passi..) Fai i nomi dei "tanti altri", vediamo se arrivi a 5.
Sartori sarà pure un grande politologo ma certi passaggi dei suoi ragionamenti sono fin troppo perbenisti e austeri (data l'età suppongo) vai a discutere con lui di citizen journalism o su quale sia il "modo e il tono giusto" (a sentir lui su annozero pare esista) da adoperare nella polemica innescata da grillo con i suoi V-DAY..
##"E poi, perchè la rivalsa solo su un terzo dello stipendio, quando i poveri cristi possono vedersi pignorato il loro misero stipendio sino a un quinto?" FACCI, GUARDA CHE 1/3 è PIU' DI 1/5.
## Quanto al post concordo appieno, ovviamente. Gli strumenti ci sono, vanno messi in condizione di funzionare.
## L'aneddoto dell'assicurazione è interessante, mi ricorda quello per cui nessuna compagnia assicurativa ha mai stipulato una polizza per i rischi di una centrale nucleare....
Cordialmente.



1/3 è più di 1/5 ........accuso il colpo, la matematica per me è ancora un auspicio.
per il resto lei la vede diversamente da me e ne prendo atto.
se fossi un assicuratore assicurerei immediatamente tutti i Giudici visto l'alta imèprobabilità che vengano condannati essendo Giudicati dai loro colleghi; in ogni caso non capisco come le assicurazioni pur assicurando gli avvocati non possano assicurare i Giudici.
In fin dei conti l'errore di entrambi porta alle stesse conseguenze.
Saluto



per una volta però Gianni aveva ragione.
E' vero che 1/3 è più di 1/5. Ma il quinto dello stipendio può essere pignorato fino a completo pagamento di quanto stabilito dal giudice per risarcimento. Mentre il terzo previsto per i magistrati è il limite massimo di quanto dovuto da loro a titolo di risarcimento.
per esemplificare. 300 milioni di euro stabiliti come risarcimento danno.
Il cittadino pagherà 1/5 dello stipendio fino a integrale pagamento di 300 milioni (se mai ci arriva...)
il magistrato (supposto che guadagni 60.000 euro annui) pagherà, eventualmente con ritenuta di 1/5 dello stipendio, la somma massima di 20.000 euro.



per il resto gianni ha torto.
lui forse non lo sa ma non c'è giudice più severo di quello che giudica un collega (naturalmente se si escludono casi di corruzione o abuso d'ufficio, ma quelli sono reati).




Pur condividendo parte delle sue affermazioni, poi si guarda alla realtà e si scopre che nel caso Tortora:
"nessun magistrato ha pagato una lira o un'oncia della propria carriera.
Felice Di Persia è diventato membro del Csm e procuratore capo a Nocera Inferiore.
Lucio Di Pietro è diventato procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e Procuratore generale a Salerno.
Diego Marmo è diventato procuratore generale presso il tribunale di Torre Annunziata.
Luigi Sansone è presidente di Cassazione.
Orazio Gattola è presidente di sezione a Torre Annunziata
Anche il plenum del Csm, riunito nell'aprile 1989, votò a maggioranza l'archiviazione di ogni accusa nei confronti dei magistrati; tra i pochi che si ribellò ci fu Giancarlo Caselli, che parlò di «sciatteria» e di «gravi omissioni» dei suoi colleghi napoletani oltreché di gente arrestata per omonimia e tenuta in galera per due anni e mezzo, e cittadini tenuti pure in galera senza neppure un indizio.
Se poi a ciò si aggiunge che il gip Forleo nel dicembre 1994 assolse Melluso ( uno dei pentiti inattendibili ) con questa frase: “L'assoluzione di Enzo Tortora rappresenta in realtà soltanto la verità processuale e non anche la verità reale del fatto storicamente accaduto”. In sintesi, secondo la Forleo Tortora, assolto in Appello e in Cassazione, poteva realmente essere stato un camorrista ??
A questo punto la domanda sorge spontanea: Davvero non c'è giudice più severo di quello che giudica un collega... ?.... a meno che non si tratti di un De Magistris mi pare che la risposta sia ovvia: NO !
Comunque intatta la mia stima nei suoi confronti !






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