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post: Toghe rotte: la nuova rubrica sulla giustizia

Parte oggi su questo blog la rubrica Toghe rotte , curata da Bruno Tinti , procuratore aggiunto presso la Procura di Torino e autore dell' omonimo libro per Chiarelettere. Buona lettura. Tutti noi scontiamo un peccato originale: la specializzazione. Ognuno sa, poco o tanto, di quello che fa; del suo lavoro, dei suoi studi, della sua vita; e non sa nulla o quasi di ogni altra cosa. Voi direte che questo non è vero perché viviamo in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione sono numerosi e sofisticati; e tutti i giorni, per tutto il giorno, siamo bombardati di informazioni . E naturalmente avete ragione. Il problema è che le informazioni che ci vengono date sono solo quelle che servono per tenerci buoni e soddisfatti: chi ha vinto il campionato; chi è stata nominata miss ... continua



commenti





Parole sante.
Le informazioni che ci servono per lo meno non sono a portata di mano. E siamo sempre più bombardati da una caterva di notizie inutili. Almeno su Internet abbiamo una possibilità di scelta enormemente maggiore, e il nostro ruolo non è "passivo" come davanti ad una tv.


PS
In bocca al lupo per il blog!



Finalmente si affronta il problema di petto.La gente non conosce leggi e sentenze,non ne capisce il significato e le interpretazioni e pertanto si affida alle interpretazioni,che poi sono sempre approssimative o addirittura manipolate,dei media.Invece gli italiani devono essere avvicinati alla lettura critica ma mai parziale delle leggi.Devono sapere quali norme contenga una legge,cosa dispone una sentenza della Corte Costituzionale,perchè questa o quella norma e incostituzionale,e soprattutto perchè è così grave se una norma non rispetta la costituzione.Ritengo questa rubrica molto utile proprio per questi motivi.


# 4    commento di   Marzia Ottaviani - utente certificato  lasciato il 7/7/2008 alle 20:25

Sono stanca di questa Italia costruita su falsità, utili alla salvezza di un solo uomo a cui tutto sembra concesso ... ci stiamo sgretolando ed è molto grave che non tutti vogliano capire quello che l'attuale governo sta pianificando, io sono molto preoccupata come tante persone del resto e mi stupisco dell'indifferenza di buona parte della popolazione che non reagisce dinanzi una simile disavventura!!!
http://www.murodemocratico.ilcannocchiale.it


Grazie Sig. Tinti per il servizio che ci renderà gratuitamente: è questo il bello di internet, la pluralità e la non presenza (nel bene e nel male)di filtri dettati da terzi. Seguirò la sua rubica con molto piacere, buon lavoro^_^




Grazie Dottor Tinti.
Ho letto il suo libro e ho partecipato all'incontro che ha tenuto al Centro Terapeutico a Milano.
Sono proprio contento che sia nata questa rubrica!

Buona Lavoro.

Christian



Gentilissimo Sig.Tinti la ringrazio per aver aperto un canale di comunicazione con noi internauti.Non capita tutti i giorni di stare a tu per tu con un magistrato,seppur virtualmente!
Seguirò con attenzione questa rubrica con la certezza che sarà un appuntamento utile per la mia formazione e per conoscere meglio un ambiente da alcuni troppo odiato e da altri troppo incensato.Che la verità sia nel mezzo?Bene, lo scoprirò leggendola.
Buon lavoro e buona fortuna per il suo blog.



salve dr. Tinti. Plaudo alla Sua iniziativa e mi aggrappo con speranza alle velleità di informare il dormiente popolo italiano. Scuotere le coscienze al costo di essere impopolari è la missione di nobili individui ma d'altro conto desidero con forza che i miei familiari conoscano con certezza il sistema che li governa in modo da scegliere se farne parte o se contestarlo. Credo sia in atto da tempo una simulazione: democrazia apparente dietro un mostro potente composto da lobbies granitiche, massoni, politici, affaristi e criminalità organizzata che succhia il sangue della nazione e della UE.
Le rinnovo gli auguri e mi chiedo se anche stavolta Davide sonfiggerà Golia.



Complimenti e 1000 grazie!
a Chiarelettere e al Dottor Tinti.
Una iniziativa bella, intelligente e necessaria. Un altro passo avanti nel costruire un nuovo mondo con la tecnologia libera (per quanto ancora?) contro l'ignoranza e contro lo sfruttamento dell'ignoranza.
A nessuno piace essere ignorante e chi possiede conoscenza ha piacere a raccontarla. Allora, finalmente, eccoci anche quà.
Uno prima di me ha scritto che la gente non conosce e non comprende le sentenze che sono molto difficili da capire. E' vero. Lei stesso, come Travaglio, Gomez, Barbacetto e altri ne raccontano tante in facile prosa e molte sentenze sono anche disponibili in rete. Ma siamo ancora lontano dalla loro conoscenza su larga scala pubblica. Però spero e credo che anche a questo si troverà una bella soluzione. Questo sviluppo vertiginoso fa ogni giorno nuove sorprese che qualche anno fa nemmeno potevamo immaginare. Anche il grande Noam Chomsky, dopo 50 anni di instancabile critica, dice che con la rete forse è arrivato lo strumento giusto ancora tutto da sfruttare.
Sono felice di questa bella eniziativa e sono decisamente certo che ce ne saranno. Forse finiremo al punto che in Italia NEMMENO UNA SOLA BUGIA O TRUFFA RESTERA' IN PIEDI PER PIU' DI UNA GIORNATA.
Amen.

http://it.youtube.com/user/oares00


grazie, sono davvero contento che finalmente un magistrato sia disponibile a spiegarci di piu' sul funzionamento della macchina giudiziaria.Le faccio i migliori auguri con un auspicio:non abbia mai peli sulla lingua, anche se dovesse parlar male di alcuni dei suoi colleghi.

Io una domanda ce l'avrei per iniziare : Ci puo' spiegare esattamente come avvengono le fughe di notizie?E' vero che quando se ne parla se ne parla spesso a sproposito?La prego di essere preciso, in televisione sono spesso volutamente ambigui per far ricadere la colpa solo su di voi che ad omnibus (faccio un esempio di martellamento mattiniero quotidiano) non ci andate o ci andate quando si parla d'altro.Grazie



Benvenuto Sig. Tinti,
sono molto contento di poter leggere il suo pensiero con una certa continuità. L'ho conosciuta attraverso una puntata di Porta a Porta, dove aveva a che fare con ospiti che non capivano o, meglio, volevano che gli italiani non capissero che in Italia se la giustizia non funziona non è perchè mancano leggi serie, ma perchè ne sono state fatte tante per raggirarle o eluderle.
La ringrazio per la sua chiarezza nello spiegare nella maniera più semplice possibile, come funziona la giustizia in Italia.
Buon lavoro!

p.s.: il suo libro è uno di quelli che dovrebbero essere inseriti nei programmi scolastici di diritto.
Daniele





Caro Dottor Tinti, grazie per il Suo coraggio. qualcuno deve pur inziare e Lei ha fatto il famoso passo che l'ha portato oltre la prima fila. spesso i magistrati sono arroccati nelle loro (costruite e/o imposte) torri d'avorio e non è facile lavorare al miglioramento del sistema giudiziario se non c'è una collaborazione a 360 gradi, pur nel rispetto dello specifico ruolo di ciascuno. seguiremo con attento interesse la Sua rubrica che avrà sicuramente il seguito che merita. Buon lavoro! eva


Buonasera Dott. Tinti

Desidero aggiungermi a tutti coloro che si sono espressi favorevolmente alla sua iniziativa.
Non mancherò di frequentare assiduamente questo blog.

grazie ancora , con affetto e stima



caro dottor Tinti,ritenendo come cittadina, di avere il diritto ad un'informazione che risponda a criteri di oggettività e trasparenza, cosa alquanto rara in questo "avvilente" momento storico, mi ridà un briciolo di speranza il fatto che sorgano rubriche come la sua o blog di magistrati come quello di "uguale per tutti",in cui è possibile avere informazioni chiare e precise, non filtrate da giornalisti o addetti "ai lavori" che invece di fare il loro dovere mistificano i contenuti con la loro faziosità o il loro bieco servilismo


Buongiorno a tutti e un buongiorno speciale al dottor Tinti al quale va tutto il mio appoggio. Veramente una bella iniziativa.


BRUNO TINTI FOR PRESIDENT!!!!!!!!!!!!


Grazie dott. Tinti per questo ulteriore spazio di preziosa informazione anche per noi profani di materie giuridiche. In più, leggendo il suo libro, ho apprezzato la sua capacità di far capire cose complicate in modo molto semplice ed efficace.
Buon lavoro a lei e a noi buona riflessione.
Gabriella



Ottima iniziativa, spero si diffonda capillarmente e contribuisca a creare quel senso civico che tanto manca al nostro paese.
Mi auguro che, nel contesto di franchezza e trasparenza che sarà alla base di questo blog, non vengano solo segnalati gli abusi - non pochi - che si vogliono perpetrare al sistema giudiziario, ma si analizzino anche le sue falle e le inefficienze.
Quali sono le riforme che DAVVERO servono alla giustizia, quali sono le svolte che sarebbe auspicabile intraprendere per avere dei processi equi, brevi, efficaci e che garantiscano al contempo il diritto alla difesa? Com'è che siamo arrivati alla situazione attuale, e quali sono le ragionevoli vie d'uscita?
Sento spesso invocare il "cambiamento", ma troppo raramente sento delle proposte concrete ed efficaci. Talvolta ho la sensazione che il mantenimento dello stato attuale faccia alla fin fine comodo a molti, anche all'interno del sistema giudiziario.
Ci aiuti a fare chiarezza, ce n'è tanto bisogno!
Grazie e buon lavoro.
Alberto



Caro Dott.Tinti
Splendida iniziativa questo blog: in un'Italia ove sembrano imperare furbizia e inettitudine, opportunismo e menefreghismo, antidemocrazia e inciviltà crescenti, ci sono ancora tante - lo spero davvero - tante persone che vogliono/hanno bisogno di capire quel che succede e perchè e cosa dire e fare, come scegliere, chi e che cosa.
Attraverso le lenti d'ingrandimento che ci fornirà - sulla Giustizia e, in parallelo, sugli altri due poteri dello Stato - potremmo tentare di essere migliori per un Paese migliore.
Grazie



Molto bella questa iniziativa di Chiarelettere. Al dott. Tinti va già il ringraziamento di quanti, come me, nei suoi scritti e nei suoi interventi in tv hanno trovato quella competenza tecnica e quel senso pragmatico della giustizia scevro da giudizi politici o ideologici precostituiti. Ancora grazie.


Eccellente iniziativa, che seguiro' sempre con molta attenzione. Grazie!


sono felice per la nascita di questa rubrica su chiarelettere.
La seguirò con necessità oltre che con interesse in quanto ho fiducia in un mondo, e soprattutto in una Italia diversa.
Credo che nel nostro piccolo, a partire dalla nostra cerchia di persone più care, dovremmo fare in modo di migliorare continuamente. Sto studiando giurisprudenza e spero di poter cambiare le cose, anche se mi viene il vomito a pensare che dovrò fare rispettare leggi di cui non condivido nemmeno un codicillo.
Come disse qualcuno, "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" e così, cerco di fare. Grazie a Bruno Tinti per il bel libro sulla giustizia e auguri di buon lavoro.



Grazie, dottor Tinti,
questa è davvero una bella notizia.....attendo con trepidazione i suoi prossimi post.



Apprezzo molto l'iniziativa di questo blog, che sicuramente seguirò con attenzione.
Grazie, e tanti auguri di buon lavoro!



Dopo aver augurato buon lavoro al collega Bruno Tinti, volevo provare a tranquillizzare subito l'internauta "La Volpe" che ha posto una domanda sulle diversità di provvedimenti nelle scarcerazione.
Semplicemente non è vero che esistano queste differenze.
In estrema sintesi in un tribunale italiano, quando c'è un arresto realizzato dalla Polizia Giudiziaria e si può procedere con il rito chiamato "direttissimo", accade questo:
a) entro 48 o 96 ore dal'avvenuto arresto da parte della Polizia Giudiziaria (la differenza di tempo dipende dalle esigenze di indagine e dai giorni di udienza fissati preventivamente presso ogni Tribunale), l'arrestato viene portato innanzi al giudice penale sulla base dell'accusa formulata dal P.M. per i fatti accaduti
b)inizia la udienza chiamata "udienza di convalida dell'arresto"; e questo perchè il giudice in questa SPECIFICA udienza deve valutare SOLO se la Polizia giudiziaria ha agito correttamente nel bloccare la persona. Se il giudice rileva che tutto è stato eseguito come per legge, CONVALIDA L'ARRESTO; in caso contrario, se ci sono STATE violazioni di legge, NON CONVALIDA L'ARRESTO E DISPONE LA SCARCERAZIONE.
c) in caso di arresto convalidato, il PM (e solo lui) può chiedere l'applicazione di una misura cautelare a carico della persona arrestata (custodia carcere, arresti domiciliari o obblighi -che sono ad esempio quelli di dimora o di presentazione alla Polizia Giudiziaria). Sulla scelta di una di queste misure eventualmente richieste dal P.M. il giudice è tenuto a motivare ESPRESSAMENTE in base ai presupposti previsti dalla legge.
d) una volta convalidato l'arresto, segue IMMEDIATAMENTE il giudizio direttissimo.
In sostanza cambia il tipo di udienza e la sua funzione perchè in questo caso si deve decidere della colpevolezza o meno dell'imputato.
Nel corso di questa udienza l'imputato può chiedere: un termine a difesa; oppure che si proceda subito con un rito "alternativo (ad esempio, il patteggiamento dell



...continua

Nel corso di questa udienza l'imputato può chiedere: un termine a difesa; oppure che si proceda subito con un rito "alternativo (ad esempio, il patteggiamento della pena o il giudizio abbreviato; essi sono tipi di giudizi che portano a sconti di pena per la loro celerità "consentita" dall'imputato). Oppure non chiede nulla di tutto ciò, sicchè si segue il rito ordinario, e cioè il processo "classico" con prove (testimoni, produzione di documenti).
Al termine del processo viene emessa la sentenza.

E' bene precisare che:
1) l'arresto può essere convalidato, ma può ritenersi di NON applicare alcuna misura cautelare perchè: o il P.M. ritiene che non ve ne siano i presupposti (nel qual caso il giudice NON può emettere autonomamente la misura cautelare), oppure perchè è proprio il giudice che, malgrado la richiesta del P.M., ritiene che i presupposti di legge non vi siano.
In questo caso è evidente che il successivo giudizio direttissimo vedrà l'imputato "libero" innanzi al giudice e NON detenuto.

2) ricordate che i presupposti previsti per legge, al fine di poter emanare una misura cautelare, sono tre: il pericolo di fuga, il pericolo di reiterazione dei reati, l'inquinamento probatorio, tutti aspetti riconducibili all'imputato.





Grazie dott. Tinti per le informazioni che ci darà.
Buon lavoro.

Complimenti per il libro.



Il suo blog sara' interessantissimo e utilissimo!Ho letto il suo libro Toghe rotte, che desolazione lo stato della giustizia italiana! E vogliono peggiorarlo. Forse dovreste esercitare disobbedienza civile. Come dovrebbero farla i giornalisti contro la legge bavaglio, e ogni istituzione che si vede stravolgere le proprie funzioni in modo cosi' arbitrario e preoccupante. Non possiamo farci travolgere da questa deriva antidemocratica e francamente delinquenziale.


chiudo con un'ultima precisazione.

Se non viene emessa alcuna misura cautelare al termine dell'udienza di convalida, è evidente che l'imputato sarà giudicato ma una eventuale sentenza di condanna non limiterà, almeno nell'immediato, la sua libertà personale.
E questo perchè la sentenza di primo grado NON è immediatamente esecutiva.
Se poi all'imputato viene concessa la sospensione condizionale della pena (ed anche questo beneficio deve essere APPOSITAMENTE MOTIVATO), la pena non verrà scontata, anche se l'esito del giudizio (la condanna con pena sospesa) costituirà sempre un precedente penale a suo carico.
Questo precedente emergerà nel certificato del casellario giudiziale.

Può accadere che all'imputato venga applicata la misura cautelare al termine dell'udienza di convalida, ma che poi, al termine del processo, gli venga concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.
In quel caso il giudice DEVE disporre la sua immediata scarcerazione (e questo è evidente perchè se sei meritevole di aver la pena sospesa, non puoi essere sottoposto ad alcuna limitazione della libertà persona).

Naturalmente, e questo bene sottolinearlo, il giudice è sempre tenuto a motivare tutti i suoi provvedimenti, sicchè deve anche chiarire quale sia l'elemento nuovo emerso nel corso del successivo giudizio che lo ha indotto a ritenere che l'imputato sia meritevole del beneficio della sospensione condizionale della pena.
E' chiaro, insomma, che DEVE evitare di emettere provvedimenti contraddittori, provvedimenti, peraltro, che spesso sono emessi a distanza di pochissimo tempo l'uno dall'altro.





Fantastico sono molto contento, metterò questo blog nei preferiti, proprio l'altra volta discutevo con mio fratello sul fatto che sarebbe interessante un blog o una partecipazione di Bruno Tinti sulla rete...


Comincerò ora a seguire con assiduità ed interesse questo Blog.


bravo bruno, l'altro giorno ero a pavia a sentirti, sei un duro!


seguirò sicuramente questo blog.

buon lavoro e un mai scontato "grazie".



Carissimo giudice Tinti,sono piena di gioia che proprio in questo giorno dedicato, spero il piu possibile da ogni parte senza divisioni, al "legality day", sorga proprio in questo spazio,uno tutto suo per noi..noi che vogliamo vivere in un paese "normale",dove anche i tribunali,civili,penali,minorili o speciali non sprofondino di carte,leggi e contro leggi e gabole fatte norma, e ognuna delle deviazioni che lei ha cosi ben articolato nei suoi fogli per niente rotti :-),attraverso cui l'ho letta..sono contenta perche oltre ad averla letta e poi conosciuta con i media tv(lucidissimo come ogni sua pagina in una trasmissione di santoro),sia anche in questo spazio..i mediatv si sà che normalemente sono devastanti e scarsamente formativi informativi in tema di legge e società italiana(oltre che pieni di insulti e minacce per uno dei tre poteri piu in vista dello stato,un vero peccato che tante fasce di telespettatori , non siano ancora utenti internet)..grazie quindi di darci tutte quelle lezioni civiche che mancano fin dalla scuola,luogo almeno x me preliminare necessario per essere un po' di più un paese come i padri della costituzione avrebbero voluto.Buonissimo inizio da questa data indimenticabile a ogni nuovo giorno da oggi..grazie di averci regalato gia da ora ogni sua fatica anche in questo spazio :-)
rosanna



sono molto contenta che si apra questa rubrica!
grazie fin da adesso per le notizie e le spiegazioni che riuscirà a darci.

relativamente al suo discorso sulla specializzazione e la tecnica di informare la gente solo in maniera frammentaria, direi che è un'analisi calzante e già huxley, ne "il mondo nuovo", fa dire ad un personaggio che il pericolo sta nel far conoscere il quadro gnerale delle situazioni, finchè la gente conosce dettagli, x quanto abbondanti e minuziosi, non vi sono pericoli per il sistema.







Grazie anche da parte mia, una casalinga che odia i reality e le fiction e che invece di credere ai tg preferisce informarsi in rete, da oggi avrò un altro blog da cui attingere informazioni importanti: il Suo!


# 42    commento di   Watty - utente certificato  lasciato il 8/7/2008 alle 15:50

Dottor Tinti le do il benvenuto tra noi assetati di giustizia che lei, in quanto esperto tecnico del settore, ci potrà saziare con grande professionalità e passione.
Sarà un esempio per noi che vorremmo intraprende la dura strada della magistratura.

un saluto

www.lostudiodiwatty.ilcannocchiale.it


Caro Dott. Tinti,
sono molto felice che lei abbia deciso di aprire questo blog, soprattutto in un periodo difficile come questo della giustizia italiana.
Sappia che lei e altri magistrati che compiono onestamente il proprio mestiere non siete soli.
Noi liberi cittadini vi sosteniamo. Soprirà presto che le persone che navigano la rete non sono tutti degli esaltati, perditempo come fanno e televisione.
Un affettuoso saluto e in bocca al lupo!

Daniele



Sono felice di questa utilissima iniziativa e ringrazio il Dott. Tinti e Chiarelettere per aver deciso di regalarci un'informazione tanto necessaria in questo momento triste e buio per la democrazia.



Solo una parola: Grazie!


Salve a tutti!
Sono una studentessa di scienze della Comunicazione. Che dire, sono arci contenta di questa iniziativa! Giornalisti che fanno i giornalisti (e non pecore di chi sta al governo), magistrati che si mettano a disposizione dell'informazione come Lei, Tinti. Intanto mi associo al ringraziamento che già Le hanno posto.
Cerchiamo così di avere un nuovo vizio. Quello della memoria. Come il titolo di un libro di Gherardo Colombo.



Grazie Dott. Tinti di volere condividere con noi la sua grande esperienza.
Buon lavoro
Lorena



Gent. Dott. Tinti, grazie per la disponibilità a collaborare a queso blog. L'ho già messo tra i miei preferiti sulla fiducia ... il suo libro "Toghe rotte" mi sta ancora guardando, ma non mi sono ancora ripresa dalla lettura dei libri di Travaglio e Rizzo ...
Cercherò di diffondere il più possibile il link... grazie ancora e buon lavoro

Archiggia



Grazie, Dott. Tinti.
Il suo contributo sarà molto prezioso, e ci aiuterà a capire un po' di più della follia che ci circonda.
Buon lavoro.



Insieme a lei saremo tutti De Onestis e De Integris, non ci sarà posto per i Pavidoni e i De Farabuttis!Grazie da chi, insieme a lei cerca di "resistere, resistere, resistere".

Alessandra Sala



Egregio Dott. Tinti,

Le scrivo da Singapore e mi permetta di esprimerLe I miei piú cari auguri per questa sua iniziativa, che trovo oltremodo interessante ed opportuna. Spero ardentemente che ella sia orientato verso una informazione onesta ed obiettiva, che quindi eviti toni ed attegiamenti Masanielleschi; i quali certamente non giovano ad un sereno, ma puntuale approfondimento.

Grazie e cordiali saluti

Renzo Streglio



ottima iniziativa,
spero che il dott.Tinti, che ho conosciuto in occasione di una sua venuta a Brescia, mi aiuti a capire una cosa: come, con quali modifiche, si può tangibilmente migliorare la situazione di questa giustizia italiana moribonda?
iniziamo togliendo la prescrizione?...
grazie e complimenti



Ringrazio tutti per la stima e la fiducia che avete espresso. Spero di meritarle; ma lo vedremo presto.
Ad Augusto prometto che parlerò presto delle “fughe di notizie”; ma fin da adesso posso dirgli che “fughe” vere non ce ne sono quasi mai. Quando i giornali pubblicano qualcosa lo fanno perché quelle notizie sono state già conosciute dall’imputato e dai suoi avvocati; e la legge prevede che, in questo caso, non sono più segrete. Poi, certo, ci sarà sempre qualcuno che si vende una notizia: ma delinquenti ce ne è dappertutto, anche tra i magistrati (e i poliziotti, i cancellieri, gli avvocati e … gli imputati).
A la Volpe ha già risposto il mio collega Francesco Messina che saluto e ringrazio. Ma guardi, Volpe, che questa storia degli italiani in galera e degli immigrati fuori è una balla. In galera ci stanno poco tutti, per via di un sistema che proprio non è in grado di funzionare. Ma comunque quelli che ci stanno sono in genere i poveracci che commettono i reati più banali (furti, rapine, piccolo spaccio) e questi sono in genere immigrati. Ma poi, ci pensi su; ma perché un giudice dovrebbe aver voglia di lasciare in galera un italiano e tirar fuori un immigrato? Ma che gliene importerà mai di quell’immigrato? E poi, se fosse una questione di pietà, di solidarietà, ma sa quanti italiani vivono vite che ci farebbero venir voglia di portarceli a casa e offrirgli una cena? Invece li mandi in galera…. Questo è uno dei lati difficili del mestiere di giudice.
A Eva dico che ha ragione, molti magistrati se ne stanno “arroccati nelle torri d’avorio”, come dice lei. E altri parlano solo tra di loro. Ma le cose stanno cambiando, anche se quelli là non ne sono contenti per niente.
Ad Alberto dico che Chiarelettere pubblicherà un altro libro in cui saranno trattate proprio le cose che dice lui; lo sto scrivendo. Però qualcosa scriverò anche qui.
Andrea, trovi per favore il nome di quello che ha detto questa cosa bellissima; chissà quante altre ne ha dette.
A



complimenti!!!
un blog su la giustizia è la miglior cosa .....visto che nessuno ne sa più niente in questo paese...

grazie bruno



dott.Tinti, in riferimento alla bellissima frase riportata da Andrea, fu pronunciata da Gandhi.

Attendo con ansia il suo prossimo libro, ho avuto modo di leggere Toghe Rotte, l'ho consigliato ad altri e li ho spinti ad acquistarlo e a leggerlo: lei spiega i concetti in modo chiarissimo, vorremmo vederla più spesso anche in televisione a parlare di giustizia, quella vera, perchè i cittadini siano messi in grado di comprendere cosa davvero significhi questa parola attraverso la sua autorevole esperienza. Il suo libro dovrebbe essere letto nelle scuole. A presto



Salve a tutti!
Mi unisco ai numerosi commenti per augurare buon lavoro al Dott. Tinti auspicando che iniziative del genere, pur lodevoli, si moltiplichino (almeno in rete) per dare modo ad un numero sempre maggiore di persone di sapere il perchè avvengano determinati fatti.
Purtroppo temo che in Italia abbia vinto il partito dei lobotomizzati da calcio, veline e status simbol inutili.
Di tempo ne è rimasto molto poco per rimettere in sesto la coscienza di gran parte della sacietà civile!



Buon giorno,
come cittadino la volevo ringraziare per questo impegno che si assume.
Io credo che si parli talmente tanto ed a sproposito di giustizia, che sia davvero il caso di "spiegare" che cos'è, visto che a torto si dà per scontato che lo si sappia. E questo darlo per scontato facilita il gioco degli imbroglioni, dei mentitori, dei vili che parlano di qusto tema con proterva arroganza, che vogliono - parlando di giustizia - il suo esatto contrario: l'ineguaglianza, l'impunità, la possibilità di amministrarla ed asservirla unicamente ai loro desiderata.
So che può sembrare banale questo mio discorso, ma ritengo che si impari dall'alfabeto a leggere e scrivere e dunque capire.
Non penso ad un "corso" specialistico, quanto piuttosto alla capacità di legare un problema reale ad un concetto; senza essere troppo specialisti ma facendo comprendere le meccaniche che governano questo tema.
In fondo, l'informazione dovrebbe dare una mano a sviluppare quella sana voglia di conoscenze alla quale molti, troppi, hanno rinunciato.

http://tattara.blogspot.com/


bella questa rubrica, a patto che si riconoscano anche le negligenze della magistratura nel concorso di cause che hanno screditato l'immagine della giustizia in Italia.
Faccio un esempio sulla salva premier (o blocca processi); quell'iniziativa del governo avrebbe sospeso per un anno i processi per fatti di reato commessi prima del giugno 2002 (potrei sbagliare la data, ma non è questo il punto centrale) che fossero pendenti ancora in primo grado, o in udienza preliminare.
Ebbene la magistratura dovrebbe non solo scagliarsi contro la blocca processi, ma dovrebbe anche indagare sul perchè, dopo sei anni dal commesso delitto, i processi sono ancora nella fase embrionale.
Sul fatto che quell'iniziativa serviva a Berlusconi non vi sono dubbi, tuttavia andiamo oltre perchè se quella norma passa, diventa legge e va applicata.
Perchè i processi durano così tanto? non certo (o non solo) a causa degli avvocati per i quali il legittimo impedimento è divenuto una chimera, ma , forse, anche per i 45 giorni di ferie che i magistrati fanno in un anno, per i rinvii di oltre un anno tra un udienza ed un altra.
Mi fermo qui perchè il mio è solo un intervento sul metodo e non sul merito





Qualche chiarimento a Gianni
a) non vi è dubbio che anche la magistratura in alcune sue parti abbia colpe.
Tuttavia, come giustamente scrivi tu, il problema è sul metodo.
E il metodo si chiama codice di procedura penale.
Sino a quando ci saranno norme che molto spesso in modo INUTILE e NON GARANTISTA rallentano il processo, non so potranno fare passi avanti.
Un esempio: il nostro codice precede che stragrande maggioranza degli atti che si compiono nella fase delle indagini debbano essere tutti RIPETUTI in dibattimento. Significa che tutte le persone sentite dalla Polizia Giudiziaria o dal P.M. devono essere NECESSARIAMENTE reinterrogate innanzi al giudice, A MENO CHE TUTTE LE PARTI PROCESSUALI NON SIANO D'ACCORDO NELL'ACQUISIRE I VERBALI DELLE DICHIARAZIONI RESE ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA O AL P.M.
Allora si tratta di decidere cosa fare: si aumentare il numero degli atti che fanno parte dell'attività di indagine e riportare il loro contenuto automaticamente in dibattimento?
Vogliamo che questa sia la regola e non l'eccezione, lasciando al giudice la valutazione se sia necessario o meno risentire alcune persone?
Basta fare una semplice norma che lo stabilisca
b) Le ferie dei magistrati.
Non fatevi fuorviare dalla cattiva informazione. I 45 giorni di cui parla Gianni è il periodo di sospensione per i processi ordinari. In realtà però i magistrati in quel periodo
1) fanno i turni per ogni urgenza (arresti, processi per direttissima, cause civili urgenti, processi di imminente prescrizione o nei quali possono scadere le misure cautelari).
Quindi nei Tribunali italiani a luglio e ad Agosto SI CONTINUA FARE UDIENZA, NON SONO CHIUSI PER FERIE.
2) Q



2) Quando il magistrato non è di turno, spesso è a casa a scrivere le motivazioni delle sentenze emesse nel periodo ordinario. E questo perchè durante i 45 giorni NON SONO SOSPESI I TERMINI PER IL DEPOSITO DEGLI ATTI GIURISDIZIONALI.
Posso assicurare che la stragrande parte dei magistrati italiani ogni anno "PERDE" SISTEMATICAMENTE LE FERIE perchè, se ne usufruisse, andrebbero in tilt i Tribunali.
E per le ferie non godute non sono previsti rimborsi o monetizzazioni come qualcuno crede. Si perdono, e basta. Punto.

3) Non si dimentichi che i magistrati non hanno orario di lavoro come gli altri dipendenti pubblici.
Può essere apparentemente un vataggio, ma attezione: non aver orario di lavoro prefissato significa, come accade spessissimo nei Tribunali italiani, finire la giornata lavorativa iniziata alle 8.30 alle 21.00 della sera, con una pausa di 15 minuti (quando la pausa la si può fare) per le minime esigenze fisiologiche.





4) tengo a precisare ancora una cosa.
Spesso si dice che la situazione ordinaria della gistizia italiana è in stato di totale confusione e che il cittadino è in balia di una organizzazione disastrosa a cui nessuno cerca di porre rimedio.
Non è sempre così.
Provate a digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole "protocolli udienze penali" o "protocolli udienze civili"
e troverete molte sorprese in ordine a ciò che AUTONOMAMENTE hanno fatto i magistrati italiani, malgrado le difficoltà operative e le parole che vengono a loro rivolte.



"toghe rotte" il miglior libro che ho letto......


Circa la meravigliosa citazione di Andrea, se non sbaglio è di Gandhi...ma vado a memoria...





Grazie per questo blog dott.Tinti, la seguirò con attenzione.
Buon lavoro.



Tutti insieme.......forse riusciremo a dare a questo paese il rispetto che merita. Benvenuto Dott. Tinti.


confermo che i giorni di ferie sono 45 http://www.associazionemagistrati.it/public/File/ferie_mag.pdf .

perchè raccontare frottole, allora è vero che i magistrati sono una casta.
sono sicuro che certi magistrati lavorino con spirito di sacrificio ben oltre quello c he gli è richiesto; tuttavia quella che lei racconta è una realtà che non è aderente al dato reale, e le continue sanzioni per l'eccessiva durata dei processi è lì per dimostrarlo.
ho girato decine di tribunali e, mi creda, non è proprio com la racconta lei.
vogliamo raccontarci dei tempi di fissazione delle udienze in appello e in cassazione (parlo dei procedimenti civili)?
ad ogni buon conto spero che nei prossimi interventi lei sappia essere più onesto



Art. 90 Regio Decreto n. 12/1941:


Ferie dei magistrati durante l'anno giudiziario.

I magistrati che esercitano funzioni giudiziarie hanno un periodo annuale di ferie di quarantacinque giorni.

Giudice...........che figuraccia



Guardi Gianni che forse Lei ha letto male il mio post n.61.
In primo luogo ho subito specificato che neghittosità e inadeguatezza sono presenti anche nella mia categoria.
Non so quanti fanno lo stesso nel loro settore.
Mi permetto anche di sottolineare però che non è affatto la regola (anche se ritengo che dobbiamo essere sempre più attenti al nostro interno).
In ogni caso io ho descritto cosa accade nel periodo feriale.
Le ribadisco che in ogni Tribunale ci sono i turni di servizio.
Le ribadisco anche che le ferie vengono, in concreto, utilizzate dai magistrati per scrivere le sentenze a casa perchè spesso in Ufficio mancano i locali disponibili e i computer per tale attività.
Le ribadisco che il periodo di sospensione feriale prevede la sospensione di tutti i termini processuali, salvo che di quelli per il deposito delle sentenze.
Il fatto che io possa fruire di 45 giorni di ferie in tutto l'anno non significa che poi le prenda in concreto, e questo per i motivi che le ho detto.
Per farle un esempio concreto durante il mese di agosto e i primi 15 giorni di settembre dovrò scrivere n.45 sentenze di rito monocratico e n. 3 di rito collegiale (un aparticolarmente complessa con imputato detenuto).
Sarò "formalmente in ferie", ma a casa.
Sono 15 anni che non utilizzo tutte le ferie di cui potrei godere. Spesso durante l'anno, come tanti colleghi, sono costretto a lavorare anche sino alla domenica sera.
Ad ogni buon conto non desidero polemizzare con Lei.
Era opportuna questa precisazione anche per gli altri cittadini che frequentano il blog. E tanto ho fatto.



Gianni, guardi che non sono frottole; le cose stanno così.
I magistrati hanno 45 giorni di ferie.
Succede però che il loro lavoro non finisce il giorno prima di quello in cui vanno in ferie.
Le udienze terminano per disposizione di legge (quelle normali, poi ci sono quelle "urgenti" che continuano, per esempio quelle con gli imputati detenuti) verso il 25 luglio. Il magistrato, sempre per disposizione di legge (salvo che non faccia il turno estivo per le urgenze) va in ferie, supponiamo, il 26.
Dunque nel mese di luglio e fino al 25 lui ha tenuto udienza, civile o penale che sia. Ha definito un certo numero di processi e deve scrivere le relative sentenze o i provvedimnti del caso. E li deve scrivere e depositare nei termini previsti dal codice che non sono interrotti dalle ferie; se, per esempio hai chiuso un processo il 10 luglio, la sentenza ti scadrà magari (varia a seconda dei casi) il 15 agosto, e tu devi scriverla comunque, ferie o non ferie.
Ci sono molti altri casi analoghi, soprattutto per i Pubblici Ministeri e i giudici che si occupano delle cause di famiglia (separazioni e divorzi); se i giorni prima di andare in ferie ti presentano istanze di dissequestro, di scarcerazione, appelli al tribunale della Libertà, istanze di affidamento del figlio piccino per portarlo a Lampedusa e la moglie o il marito separato non vogliono, istanze di allontanamento dei bambino piccino dalla casa della moglie cui è affidato perché - dice il marito - questa batte e si porta i cienti in casa; insomma se ti capitano tutte queste cose (e ne capitano tantissime),poco conta che tu il giorno dopo sia in ferie, a queste cose devi provvedere.
Ecco perché i primi giorni delle ferie (quanti è difficile dire, spesso sono anche una quindicina ma comunque non sono mai meno di una settimana) se ne vanno per scrivere i provvedimenti che hai incassato prima di metterti in ferie.
Insomma, 45 giorni di ferie si; 45 giorni di goduria no.
Saluti
Bruno Tinti



La ringrazio molto per la professionalità messa a disposizione.
Sinceramente da "apprendista giurista" ,come amano chiamarci i professori di Giurisprudenza,ho davvero bisogno di un pòdi chiarezza..E soprattutto un'informazione chiara e precisa,in termini giuridici.In questo modo potrei anche riuscire a far valere meglio le mie idee con i professori..Grazie 1000 per la disponibilità,da ragazza ventenne che ha appena iniziato a studiare giurisprudenza..
E complimenti per "Toghe rotte",spinge a riflettere e lo sto facendo leggere anche a molti altri ragazzi del Primo anno a Roma III.Continuate a parlare e a informare..Appena avrò dei dubbi di carattere generale,saprò a chi rivolgermi.
Buona giornata,Eleonora.



per completezza va anche detto che se un magistrato non deposita i motivi della sentenza nei termini da lui decisi (30 60 o 90 giorni) non accade nulla salvo il fatto che l'avviso di deposito o l'estratto deve essere notificato.
questo è un puntyo sul quale riflettere, non ci sono sanzioni per i magistrati, sono praticamente immuni.



Non è così, caro Gianni.
C'è una "alluvionale" giurisprudenza disciplinare del CSM sul ritardato deposito delle motivazioni dei provvedimenti.
Naturalmente bisogna distinguere caso per caso.
Se non si motiva entro lo stretto termine 90 giorni il maxi processo a "Cosa nostra", il processo alle Brigate Rosse, gli omicidi di particolare complessità, ma in tempi comunque oggettivamente congrui, non ci sono conseguenze (come mi pare giusto, a meno che non si vogliano sentenze scritte "con i piedi", ma depositate ritualmente nei termini).
Oppure se si motivano un numero enorme di processi può essere comprensibile che qualche sentenza sia depositata di poco fuori termine (anche perchè una cosa è depositare una sentenza fuori termine di 5 giorni e un'altra cosa è depositarla fuori termine di 5 mesi).
Ma ripeto: la giurisprudenza del CSM ha più volte sanzionato i giudici non rispettosi del termine per il deposito della motivazione.



grazie. seguirò con attenzione il suo blog e cercherò di interessare il mio gruppo (amici di beppe grillo di roma) ai suoi argomenti.


caro messina, mi cita qualche esempio di sanzione disciplinare per una motivazione depositata diciamo 20 giorni in ritardo?
peraltro l'ipotesi è prevista dal codice.
questo per dire che se le scadono le sentenze nei termini feriali, nessuno le nega il diritto a farsi le vacanze.



Caro Gianni, non ho l'intera giurisprudenza del CSM in mente.
Non le so dire se sono state emesse sanzioni disciplinari "specifiche" a seguito del deposito di una sentenza con n. 20 giorni di ritardo.
E anche se fossi a conoscenza di precedenti specifici, non potrei farli in questa sede perchè c'è un diritto alla privacy che vale per tutti i cittadini, magistrati compresi.
In ogni caso le confermo che le sanzioni sono previste e attuate dal CSM nei termini che prima le ho indicato.

Non ho capito poi la sua domanda su ferie, scadenza termini e diritto alle vacanze.



ottima iniziativa!

Michele






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