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  <updated>2010-12-27T09:03:12Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Mafia, stragi e depistaggi: "Faccia da mostro" ha finalmente un nome]]></title>
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          <![CDATA[
		  <em><br>di Nicola Biondo, autore con Sigfrido Ranucci di "</em><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/66410/il_patto" target=_blank><strong><em>Il patto</em></strong></a><em>" <br>(da L'Unità, 24 dicembre 2010)<br><br></em>I mafiosi lo chiamavano Faccia da mostro o il bruciato. Per anni si è aggirato come un’ombra nella Palermo delle stragi e degli omicidi eccellenti. Uno sbirro con la tessera dei servizi segreti che incontrava uomini di mafia. Uno 007 border-line troppo vicino a molti fatti di sangue: dalla tentata strage della Addaura contro Giovanni Falcone nel giugno 1989, all’eccidio di via D’Amelio, passando per l’omicidio di un poliziotto, Nino Agostino, e della moglie. Dopo anni di indagini, segreti di Stato e depistaggi, “Faccia da mostro” è stato riconosciuto da un pentito, Vito Lo Forte. Se ne conosce il cognome, Aiello, e la professione: è un dirigente di Polizia in pensione. La procura di Caltanissetta lo ha iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. <br><br>Ma chi si nasconde dietro quel soprannome da spy-story? Un killer di Stato, un uomo di cerniera tra mafia e servizi segreti o uno 007 sotto copertura? E quali sarebbero stati i suoi compiti? La favola nera di “Faccia da mostro” è aleggiata per un quindicennio sui misteri e i segreti di Palermo, sempre a cavallo tra mafia e antimafia, in quella terra di nessuno in cui i due eserciti si parlano, mediano e forse convergono. In tanti credono di averlo visto: mafiosi e vittime di mafia, buoni e cattivi. Fino all’estate del 2009 quando un collaboratore di giustizia, Vito Lo Forte, ha dato un nome e un cognome all’uomo del mistero. Trascinando con lui nel gorgo anche un altro uomo di Stato, un prefetto in pensione, ex dirigente dell’Alto commissariato antimafia. Indagini delicate partite d’impulso dalla Direzione nazionale antimafia e approdate alle procure di Caltanissetta e Palermo. Indagini scivolose al punto che gli stessi investigatori procedono tra molti dubbi e difficoltà.<br><br><strong>Il bruciato e lo zoppo</strong><br>Vito Lo Forte ha identificato Aiello e l’uomo con cui spesso si accompagnava nel corso di una ricognizione fotografica avvenuta nell’agosto 2009. Si è scoperto così un altro soprannome di “Faccia da mostro”: &#171;Li chiamavamo il bruciato e lo zoppo. Uno aveva il viso deturpato, l’altro camminava con un bastone&raquo;. Lo Forte sostiene di aver visto entrambi &#171;incontrarsi due o tre volte con Gaetano Scotto, il mio capo famiglia&raquo;. Incontri che sarebbero avvenuti - sempre secondo Lo Forte - in esercizi pubblici, forse anche nel ristorante di proprietà del boss. È la prima delle pesanti accusa che Lo Forte lancia contro i due uomini di Stato.<br><br><strong>Dall’Addaura a Via D’Amelio</strong><br>Questa la “geografia” che Lo Forte riporta ai magistrati: “Faccia da mostro” avrebbe avuto un ruolo nella mancata strage contro Giovanni Falcone e anche nell’attentato contro Paolo Borsellino. Su queste vicende - è bene ricordarlo - il collaboratore riporta notizie de relato. Lo Forte riscrive il film della tentata strage dell’Addaura. Secondo il pentito - e siamo alla seconda accusa - sul teatro della tentata strage contro il giudice Falcone, ma su sponde differenti, sarebbero stati presenti Aiello e altri due esponenti delle forze dell’ordine: il poliziotto Nino Agostino e il collaboratore del Sisde Emanuele Piazza, entrambi uccisi in circostanze misteriose rispettivamente nell’agosto 1989 e nel marzo 1990. Piazza e Agostino - sembra suggerire Lo Forte - avrebbero fatto fallire il complotto contro il giudice e sarebbero quindi stati eliminati per evitare che raccontassero il coinvolgimento di apparati dello Stato nell’attentato. Ma non finisce qui. Lo Forte sostiene anche che “Faccia da mostro” entrerebbe nella vicenda della strage del giudice Borsellino. <br>Fin qui il racconto del pentito. Sarà un caso ma è la stessa “geografia” in cui è inserito proprio Scotto, condannato per la strage del 19 luglio 1992 e indagato per l’omicidio Agostino e l’Addaura. <br><br>Ma come si è arrivati all’identificazione? Il file “Faccia da mostro” impegna da anni la procura nazionale antimafia che si è avvalsa anche di numerosi colloqui investigativi. Alla fine, l’identificazione di Lo Forte ha fatto chiudere il cerchio su Aiello.<br>Il poliziotto di origine calabrese, oggi in pensione, ha lavorato nel capoluogo siciliano dall’86 all’89. La deformazione al viso sarebbe dovuta a un incidente, una fucilata gli avrebbe lasciato segni indelebili in faccia. <br><br><strong>Dubbi e certezze</strong><br>Una certezza riguarda Gaetano Scotto. Per gli investigatori il boss del’Arenella ha avuto sicuramente rapporti con ambienti insospettabili. Lo dicono i tabulati dei suoi telefoni e la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo per via D’Amelio. Lo conferma anche Gaspare Spatuzza: &#171;Mentre veniva imbottita di esplosivo la Fiat 126 nel garage - ha dichiarato il pentito ricostruendo le fasi preparatorie della strage contro Paolo Borsellino - tra noi c’era uno elegante, biondino, mai visto prima, parlava con Gaetano Scotto&raquo;. Per Spatuzza, l’uomo vicino a Scotto era uno sbirro, uno dei servizi.<br><br>Su Lo Forte invece si procede con molta cautela. Le rivelazioni del pentito vengono valutate attentamente dalla Procure di Palermo e Caltanissetta, rispettivamente competenti per gli omicidi Piazza e Agostino e per l’Addaura. Ma non sono pochi i dubbi sulla sua versione. Entrato nel programma a metà degli anni 90, Lo Forte racconta di droga e riciclaggio, coinvolgendo il suo boss Gaetano Scotto e tace su tutto il resto. Nel 1999 il pentito uccide un uomo. &#171;Me lo sono trovato dentro casa, credevo fosse Scotto che mi voleva uccidere&raquo; dichiara agli inquirenti. Rientra nel programma di protezione, ma si scopre che in passato mentre trafficava droga faceva anche il confidente. Fino al 2009 quando rimonta i pezzi della sua memoria. <br><br>Ma i dubbi degli investigatori non si fermano qui. La teoria di Lo Forte, che Agostino e Piazza fossero presenti all’Addaura, non convince in pieno. Non c’è alcuna prova - sostengono gli investigatori - che Agostino e Piazza si conoscessero,non c’è prova che fossero sul luogo della tentata strage, non si capisce, infine, perché uccidere Piazza dieci mesi dopo l’Addaura con il rischio che in questo lasso di tempo potesse rivelare qualcosa. Le morti dei due giovani agenti sono davvero legate alla mancata uccisione di Giovanni Falcone? Domande che potrebbero trovare una risposta tra poche settimane quando i risultati delle analisi sulla borsa con l’esplosivo e su altri reperti lasciati dagli attentatori all’Addaura arriveranno sul tavolo degli inquirenti. <br><strong><br>Una scia di morti e segreti</strong><br>L’Addaura, le morti di Agostino e Piazza, i depistaggi sulle indagini, gli uomini senza volto che compaiono nella strage di via D’Amelio. È una lunga scia di morte quella che gli investigatori stanno provando a ricomporre. Per farlo bisogna &#171;ripulire i fatti&raquo; dai tanti luoghi comuni, vere leggende metropolitane, fiorite nel corso degli anni. Come quella che mette in bocca al giudice Falcone una frase precisa il giorno dei funerali di Agostino e della moglie: &#171;Devo la vita a questi ragazzi&raquo;. Legando così la morte del poliziotto con la mancata strage. Esclamazione che secondo un testimone al di sopra di ogni sospetto, non sarebbe mai stata pronunciata. Tutti elementi che fanno emergere un terribile dubbio: le voci di mafia, anche in buona fede, fatte filtrare fino ai giornali e finite in atti giudiziari che legano Agostino e Piazza all’Addaura potrebbero essere l’ennesimo depistaggio. Tirare in ballo i morti, Agostino e Piazza, per lasciare in pace i vivi. Il tutto per non fare emergere il vero movente. <br><br>La confessione del pentito Lo Forte che trascina nel gorgo due uomini dello Stato e un pezzo da novanta come Gaetano Scotto apre scenari imprevedibili. Segreti non solo di mafia, visto che più volte i Servizi hanno negato ai magistrati documenti importanti sugli omicidi dei due agenti... <br>E siamo ad oggi. Le indagini diranno se Aiello e il suo referente abbiano siano dentro questo puzzle in cui i confini tra mafia e Stato si assottigliano fino a scomparire. Se dietro quelle carriere insospettabili si nascondano davvero “Faccia da mostro” e “Lo zoppo”, due 007 pronti a tutto. <br><br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/66410/il_patto" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 221px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/patto4ed150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><strong>Il patto<br></strong>di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci. Prefazione di Marco Travaglio<br>Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato.<br>Collana Principio Attivo<br>pp.&nbsp;338 - euro 16,00<br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/66410/il_patto" target=_blank><strong>La scheda del libro </strong></a><br><a href="http://www.ibs.it/code/9788861900745/BIONDO-NICOLA/IL--PATTO-DA-CIANCIMINO-DELLUTRI-TRATTATIVA-STATO-MAFIA-NEL-RACCONTO-INEDITO-UN-INFILTRATO.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line</strong></a><br><br><br><br><br><br><br>
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        <published>2010-12-27T08:40:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Basta Sarroch, basta Thyssen]]></title>
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          <![CDATA[
		  <em>di Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere<br></em><br>Stupore e incredulità ha suscitato il <a href="http://blog.chiarelettere.it/?id_blogdoc=2578274" target=_blank>comunicato</a> che l’Ansa ha diffuso il 13 dicembre con il quale Gian Marco e Massimo Moratti hanno dichiarato che intendono agire non solo nei confronti dell’autore e dell’editore del libro <a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank>Nel paese dei Moratti </a>di Giorgio Meletti pubblicato da Chiarettere, “stante i contenuti non veritieri del medesimo libro”, ma anche nei confronti dei&nbsp; “massmedia&nbsp;che in qualsiasi forma e sede, allo stesso abbiano dato o diano spazio e risalto”. <br><br>La minaccia di far processare chi parlerà del libro, favorendone la diffusione, è inusuale e grave&nbsp; poiché penalizza l’attività imprenditoriale dell’editore e la libera circolazione delle informazioni su una vicenda della quale si è parlato davvero troppo poco. Anche la Fnsi, la Federazione della stampa, ha criticato le parole e l’iniziativa dei Moratti&nbsp; (“Fnsi e Asr non possono che ribadire che il diritto di cronaca e quello dei cittadini a essere correttamente informati sono le basi stesse di una società democratica”), che hanno replicato in una lettera recapitata al Fatto, riformulando la loro posizione. Tutto ciò si aggiunge alle pressioni esercitate sugli stessi operai e sul sindaco in occasione del dibattito pubblico organizzato a Sarroch per presentare il volume. Forse un giudice potrebbe essere chiamato a decidere sulla legittimità di queste iniziative. <br><br>Il libro è stato pubblicato con lo scopo di far conoscere quella vicenda e porre domande su come siano andate&nbsp; le cose quel tragico giorno del 2009, quando morirono tre operai della Saras.&nbsp; <br>I massimi responsabili della raffineria, nel totale silenzio dei mass media, hanno ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo<strong> </strong>(l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 17 febbraio) per i fatti ricostruiti da Meletti.<br><br>Chiarelettere e l’autore continueranno a difendere la&nbsp; scelta di trattare un problema&nbsp; così importante e difficile proprio per onorare la memoria dei tre operai morti, per tenere desta l’attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, e per difendere il&nbsp;diritto di informazione, nonostante tutto. Basta Sarroch, basta Thyssen.<br><br><br>
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        <published>2010-12-23T09:26:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Guido Harari presenta "Gaber. L'illogica utopia"]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br><embed src=http://www.youtube.com/v/EujwOCnC0ME?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0 width=560 height=340 type=application/x-shockwave-flash allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"><br><br>Guido Harari presenta "<a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68281/gaber_lillogica_utopia" target=_blank>Gaber. L'illlogica utopia. Autobiografia per parole e immagini</a>".<br><br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68281/gaber_lillogica_utopia" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 191px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/GABER_COPERTINA150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><strong>Gaber. L'illogica utopia<br></strong>Autobiografia per parole e immagini<br>a cura di Guido Harari<br>con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber<br>Pp. 320&nbsp;- euro 59<br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68281/gaber_lillogica_utopia" target=_blank>La scheda<br></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901124/HARARI-GUIDO/GABER-LILLOGICA-UTOPIA.html?shop=4201" target=_blank>Acquista on line<br></a><br><br>
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        <published>2010-12-21T08:44:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[La lobby di Dio. Fede, affari e politica]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br>&nbsp;<embed src=http://www.youtube.com/v/CW19B7R4xZ0?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0 width=560 height=340 type=application/x-shockwave-flash allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"><br><br>Ferruccio Pinotti presenta "<a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68219/la_lobby_di_dio" target=_blank>La lobby di Dio. Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere</a>".<br>(video da <a href="http://www.beppegrillo.it/">www.beppegrillo.it</a>)<br><br><br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68219/la_lobby_di_dio" target=_blank><strong><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 219px" alt="" hspace=5 src="http://blog.chiarelettere.it/mediamanager/sys.user/48512/LA_LOBBY_DI_DIO150.jpg" align=left vspace=3 border=0></strong></a><strong>La lobby di Dio<br></strong>Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere<br>di Ferruccio Pinotti<br>con la collaborazione di Giovanni Viafora<br>Collana Principio attivo<br>Pp. 480 - euro 16,60<br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68219/la_lobby_di_dio" target=_blank><strong>La scheda del libro<br></strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861900936/PINOTTI-FERRUCCIO/LA--LOBBY-DIO-FEDE-AFFARI-POLITICA-PRIMA-INCHIESTA-SU-COMUNIONE-LIBERAZIONE-COMPAGNIA-DELLE-OPERE.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line<br></strong></a><br></embed><br><br><br><br>
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        <published>2010-12-17T15:14:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Moratti, la famiglia che si crede intoccabile]]></title>
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          <![CDATA[
		  <strong>I petrolieri milanesi proprietari della Saras minacciano i mezzi di informazione: "Parlate del libro dell'editore Chiarelettere e vi portiamo in tribunale"<br></strong><br><em>di Giorgio Meletti autore di "</em><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank><strong><em>Nel paese dei Moratti</em></strong></a><em>" <br>(da Il Fatto Quotidiano, 17 dicembre 2010)<br><br></em>Nella storia delle tecniche di pressione sulla libera stampa i fratelli Gian Marco e Massimo Moratti scrivono una pagina nuova, di cui la politica e gli addetti ai lavori dovranno occuparsi alla svelta. I due ricchi petrolieri milanesi hanno infatti introdotto, nei rapporti tra informazione e potere economico, una nuova regola che dice, in sostanza: se esce un libro sgradito, il ricco (di denaro e di relazioni influenti) può tutelarsi minacciando azioni legali a chiunque (tv, giornali, siti Internet e blog) di quel libro si azzardi solo a parlare, a citarne la semplice esistenza.<br><br>In fondo che cos’è una citazione in giudizio per una grande società petrolifera? Qualche foglio in carta da bollo riempito da un buon avvocato, con qualche lamentela anche generica del tipo “gravemente lesivo” o “contenuto denigratorio”, seguita magari dalla richiesta di qualche milione di euro per danni d’immagine. Un’operazione del genere costa poche migliaia di euro, cifra trascurabile per la Saras, società petrolifera con un giro d’affari che nel 200<a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank><img style="WIDTH: 200px; HEIGHT: 295px" alt="paese moratti" hspace=5 src="http://blog.chiarelettere.it/mediamanager/sys.user/48512/Nel_paese_dei_Moratti200.jpg" align=right vspace=3 border=0 longDesc="paese moratti"></a>9 ha toccato i 5.3 miliardi di euro. Ma per un editore di libri, per un giornalista, per una testata giornalistica magari non floridissima, per un sito Internet amatoriale, o per una piccola radio locale un attacco del genere può rappresentare un rischio mortale. Ed è sufficiente una breve nota d’agenzia diffusa alle nove di sera per indurre a più miti consigli i soggetti deboli della libertà di stampa. Perché andarsi a cercare i guai? Il meccanismo è semplice, e può bastare a cancellare dalla scena un libro sgradito.<br><br><br><strong>La loro strategia? La minaccia<br></strong>È una tecnica antica: si chiama minaccia. È una tecnica efficace: qualunque direttore di giornale e telegiornale, prima di mettere in pagina o in scaletta un servizio su un libro intitolato <em>Nel paese dei Moratti</em> potrebbe trasalire, e ricordarsi che si parla in termini non encomiastici di quei ricchi imprenditori il cui nome ricorre ogni volta che c’è da salvare una testata in difficoltà.<br><br>La minaccia si è concretizzata qualche sera fa con un comunicato dedicato al libro <em><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank>Nel paese dei Moratti. Sarroch-Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale</a></em>, scritto dall’autore di questo articolo e pubblicato due mesi e mezzo fa. La nota della Saras, diffusa attraverso l’agenzia Ansa, non è pubblicata sul sito della società, e per la documentazione è opportuno riportarla con tanto di titoli onorifici e lettere maiuscole: “Il dott. Gian Marco Moratti, in proprio e quale Presidente di Saras Spa, il dott. Massimo Moratti, in proprio e quale amministratore delegato di Saras Spa e Presidente di FC Internazionale Milano, hanno conferito incarico al Prof. Avv. Antonino Menne, del Foro di Milano, affinché, a tutela dei propri diritti, prontamente e senza indugio, promuova nelle opportune sedi, nei confronti dell’autore e dell’editore del medesimo libro, nonché dei mass media che, in qualsiasi forma e sede, allo stesso abbiano dato o diano spazio e risalto, ogni e qualsivoglia azione ritenuta a questo fine necessaria”. Il testo non lascia adito a dubbi. Non è detto per quali ragioni si voglia agire legalmente contro il libro, ma è netto l’avvertimento a “tutti i mass media”: è già pronta una causa per tutti coloro che ne “abbiano dato o diano spazio e risalto”. La minaccia non è dunque per chi del testo parli bene, o per chi rilanci particolari contenuti ritenuti lesivi dai fratelli Moratti. No, semplicemente i due imprenditori promettono di trascinare in giudizio chiunque solo ne parli.<br><br><strong>L’accusa: omicidio colposo plurimo<br></strong>Ai Moratti questo libro non è piaciuto, a quanto pare. Ma soprattutto sembra che, al di là dei contenuti, non piaccia ai proprietari della Saras il fatto stesso che si scriva un libro su di loro e sui loro affari senza autorizzazione, e che di questo volume addirittura si parli. Come se tutto ciò violasse una privacy. E come se la libertà di stampa esistesse legittimamente solo quando (e se) autorizzata dagli interessati.<br>Nel 2009 la Saras ha chiamato in giudizio il regista Massimiliano Mazzotta, autore di un documentario intitolato “Oil”, recentemente trasmesso dal canale televisivo Current Tv. “Oil” affronta il tema dell’inquinamento prodotto dalla raffineria e degli effetti sulla salute della popolazione.<br><br>E dopo l’uscita di <em><strong><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank>Nel paese dei Moratti</a></strong></em>, prima di rivolgersi a tutti i mass media, i tentativi di intimidazione dei Moratti sono stati diretti anche al sindaco di Sarroch, il paese in provincia di Cagliari dove ha sede la raffineria e dove il 26 maggio 2009 è avvenuto l’incidente costato la vita a tre operai, da cui prende le mosse l’inchiesta, e per il quale la stessa Saras e i suoi massimi dirigenti dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo plurimo nell’udienza preliminare fissata proprio ieri per il 17 febbraio 2011. Ma il libro racconta altri momenti scomodi della parabola dei Moratti, come la quotazione in Borsa della Saras, per la quale è in corso un’inchiesta giudiziaria, e il flusso di denaro che dalla raffineria va a coprire le perdite dell’Inter.<br><br>Il sindaco Mauro Cois ha invitato l’autore del libro a presentarlo nei locali della biblioteca comunale, a fine ottobre. Il giorno stesso, il direttore generale della Saras, Dario Scaffardi, ha inviato una mail a tutti i dipendenti per informarli che il libro “al netto di alcune inesattezze e dell’utilizzo strumentale di alcune informazioni, non rende soprattutto merito dell’impegno profuso e dei risultati che Saras ha conseguito in oltre 40 anni di attività a favore della crescita economica e sociale del territorio”. Di qui l’auspicio che il sindaco avesse invitato l’autore del libro “in questo spirito”, cioè, par di capire, per fare all’autore le rimostranze a nome dei fratelli Moratti. Non ce n’è per nessuno: editori, giornalisti, mezzibusti, autonomie locali, istituzioni. Tutti richiamati all’ordine da chi si crede intoccabile.<br><br><br><strong>Nel paese dei Moratti<br></strong>Sarroch - Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale<br>di Giorgio Meletti<br>Collana Principio attivo<br>Pagine 256 - euro&nbsp;14,60 <br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank><strong>La scheda del libro</strong></a><br><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901186/MELETTI-GIORGIO/NEL-PAESE-DEI-MORATTI-SARROCH-ITALIA-UNA-STORIA-ORDINARIA-CAPITALISMO-COLONIALE.html?shop=4201" target=_blank>Acquista on line</a><br><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=143809822328146&amp;v=info&amp;ref=ts" target=_blank>Il gruppo su Facebook<br></a><br></strong><br>
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        <published>2010-12-17T14:54:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Metastasi. Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br>&nbsp;<embed src=http://www.youtube.com/v/mzCIRbnU76M?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0 width=560 height=340 type=application/x-shockwave-flash allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"><br><br>Gianluigi Nuzzi presenta "<strong><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank>Metastasi</a></strong>", scritto con Claudio Antonelli.<br><br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 221px" alt="" hspace=5 src="http://blog.chiarelettere.it/mediamanager/sys.user/48512/metastasi4ed150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><strong>Metastasi<br></strong>Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.<br>La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito<br>di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli<br>Collana: Principio attivo<br>Pp 208 - euro 14,60 <br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><strong>La scheda del libro<br></strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901100/NUZZI-GIANLUIGI/METASTASI-SANGUE-SOLDI-POLITICA-TRA-NORD-SUD-NUOVA-NDRANGHETA-NELLA-CONFESSIONE-UN-PROTAGONISTA.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line<br></strong></a><em><br></em><br></embed>
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        <published>2010-12-15T13:47:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Saras, azione legale contro "Nel paese dei Moratti"]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 221px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/Nel_paese_dei_Moratti150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a>MILANO, 13 DIC - Azione legale della Saras, la società petrolifera della famiglia Moratti, dopo la pubblicazione del libro di Giorgio Meletti "<strong><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank>Nel paese dei Moratti. Sarroch-Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale</a>"</strong>, edito da Chiarelettere, dedicato all’incidente nella raffineria in provincia di Cagliari nel quale morirono tre operai.&nbsp;&nbsp; <br>“Il dott. Gian Marco Moratti, in proprio e quale Presidente di Saras Spa, il dott. Massimo Moratti, in proprio e quale amministratore delegato di Saras Spa e Presidente di FC Internazionale Milano, hanno conferito incarico al Prof. Avv. Antonino Menne, del Foro di Milano, affinché, a tutela dei propri diritti, prontamente e senza indugio, promuova nelle opportune sedi, nei confronti dell’autore e dell’editore del medesimo libro, nonché dei mass media che, in qualsiasi forma e sede, allo stesso abbiano dato o diano spazio e risalto, ogni e qualsivoglia azione ritenuta a questo fine necessaria”, si legge in una nota.<br><br><br><strong>Nel paese dei Moratti<br></strong>Sarroch - Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale<br>di Giorgio Meletti<br>Collana Principio attivo<br>Pagine 256 - euro&nbsp;14,60 <br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target=_blank><strong>La scheda del libro</strong></a><br><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901186/MELETTI-GIORGIO/NEL-PAESE-DEI-MORATTI-SARROCH-ITALIA-UNA-STORIA-ORDINARIA-CAPITALISMO-COLONIALE.html?shop=4201" target=_blank>Acquista on line</a><br><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=143809822328146&amp;v=info&amp;ref=ts" target=_blank>Il gruppo su Facebook<br></a></strong><br><br><br><br>
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        <published>2010-12-14T11:28:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[L'amico terrone - Annozero, 9 dicembre 2010]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-36452067-f4f5-414f-b4cc-3d121f59615d-annozero.html" target=_blank><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/aano0.jpg" border=0></a><br><br>A partire dalle&nbsp;confessioni del pentito Giuseppe Di Bella, raccolte nel libro “<a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><strong>Metastasi</strong></a>” di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli, la&nbsp;puntata di Annozero dedicata al ruolo della ‘ndrangheta nel tessuto economico e politico del nord.<br><br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 221px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/metastasi4ed150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><strong>Metastasi<br></strong>Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.<br>La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito<br>di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli<br>Collana: Principio attivo<br>Pp 208 - euro 14,60 <br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><strong>La scheda del libro<br></strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901100/NUZZI-GIANLUIGI/METASTASI-SANGUE-SOLDI-POLITICA-TRA-NORD-SUD-NUOVA-NDRANGHETA-NELLA-CONFESSIONE-UN-PROTAGONISTA.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line<br></strong></a><em><br>Quattro edizioni in una settimana</em><br><strong><br></strong>
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        <published>2010-12-10T08:59:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli presentano "Metastasi"]]></title>
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          <![CDATA[
		  &nbsp;<br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><img style="WIDTH: 200px; HEIGHT: 295px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/metastasi3ed200.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><em>Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito.<br><br></em>Dibattito in occasione della pubblicazione del libro&nbsp;"<a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank>Metastasi</a>" di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli.<br><u>Roma, 9 dicembre, ore&nbsp;17.30<br></u>Insieme agli autori intervengono&nbsp;Nicola Gratteri, Enrico Mentana.<br>Introduce David Parenzo<br>c/o Libreria Melbook Store, via Nazionale 254-5<br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><strong>La scheda del libro<br></strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901100/NUZZI-GIANLUIGI/METASTASI-SANGUE-SOLDI-POLITICA-TRA-NORD-SUD-NUOVA-NDRANGHETA-NELLA-CONFESSIONE-UN-PROTAGONISTA.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line<br></strong></a><br><br><br><br><br>
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        <published>2010-12-09T10:19:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Metastasi, la ndrangheta al Nord]]></title>
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          <![CDATA[
		  <br>&nbsp;<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50196297" target=_blank><img alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/infedele.jpg" border=0></a><br><br>La puntata di L'Infedele dedicata a Metastasi, il nuovo libro di Gianluigi Nuzzi&nbsp;e Claudio Antonelli, ospiti in studio con Nicola Gratteri, Santo Versace, Angela Napoli.&nbsp;Conduce Gad Lerner.<br><strong><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50196297" target=_blank>Guarda la puntata<br><br></a></strong><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><img style="WIDTH: 150px; HEIGHT: 221px" alt="" hspace=5 src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/metastasi3ed150.jpg" align=left vspace=3 border=0></a><strong>Metastasi<br></strong>Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.<br>La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito<br>di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli<br>Collana: Principio attivo<br>Pp 208 - euro 14,60 <br><br><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/68308/metastasi" target=_blank><strong>La scheda del libro<br></strong></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788861901100/NUZZI-GIANLUIGI/METASTASI-SANGUE-SOLDI-POLITICA-TRA-NORD-SUD-NUOVA-NDRANGHETA-NELLA-CONFESSIONE-UN-PROTAGONISTA.html?shop=4201" target=_blank><strong>Acquista on line<br></strong></a><br><br><br><br><br><br>
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