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Marcello Dell'Utri condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
  Fino al 1992 intrattenne rapporti con altri “eroi”, componenti di Cosa Nostra.

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, da Il Fatto Quotidiano del 30 giugno 2010

C’è la storia dello stalliere mafioso palermitano, “eroico” per omertà, sbarcato ad Arcore a metà degli anni ‘70, simbolo vivente della protezione accordata a Berlusconi da Cosa Nostra. In quegli anni la mafia progettava sequestri nel giardino di Arcore (il barone D’Angerio, lo stesso Berlusconi, e quello di uno dei figli del futuro premier) per indurre il facoltoso imprenditore a “coprirsi” con un’“autorevole” tutela. E c’è la storia delle “antenne”, con gli assegni di 200 milioni annotati nel libro mastro della cosca di San Lorenzo in coincidenza con l’avvio dell’avventura televisiva, in quegli anni di etere selvaggio, in cambio sempre di tranquilla protezione. Ci sono gli attentati alla Standa di Catania e le estorsioni trapanesi all’imprenditore Vincenzo Garraffa, attraverso il mafioso Vincenzo Virga. Altro che “interventi per motivi umanitari”, o reato di amicizia.
L’uomo che si è pentito di aver fondato Forza Italia e che ha ammesso di essere entrato in politica per salvarsi dal processo, non ce l’ha fatta: il giovane patron della Bacigalupo, cacciatore di talenti calcistici e poi di pubblicità, il raffinato bibliofilo che prendeva il caffè con boss del calibro di Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, che conversava cordialmente con Mimmo Teresi e Stefano Bontade, che lavorava con Filippo Alberto Rapisarda, che pranzava con Antonino Calderone, che presenziava alle nozze di Jimmy Fauci, che sponsorizzava i provini al Milan del figlio di un favoreggiatore di mafiosi di Palermo, non è la vittima di sfortunati episodi occasionali, come hanno tentato di sostenere i suoi difensori, ma il consapevole fiancheggiatore di Cosa Nostra che negli anni, con un permanente contributo, ha concorso a rafforzare l’organizzazione
 
criminale, condividendone gli obiettivi e le violente modalità di sopraffazione.

Questo è, per i giudici d’appello, Marcello Dell’Utri. È il factotum di Berlusconi che ha curato la “messa a posto” con la mafia, attraverso il versamento di denaro, ottenendo la protezione per le antenne in Sicilia, e lo ha fatto – non dalla posizione di vittima, come sostengono i legali – ma
  perché complice dei boss. È il consigliori siciliano che, seduto allo stesso tavolo del ricevimento nuziale di Fauci, si è “messo a disposizione” di Franco Di Carlo, latitante di Altofonte, su suggerimento di Mimmo Teresi, fornendogli il suo numero di telefono per le sue esigenze a Milano. È il premuroso manager che ha spedito il boss Virga dal presidente della Pallacanestro Trapani, per “convincerlo” a pagare una tangente in nero a Publitalia, concordata in precedenza. Lo ha fatto seguendo metodi e criteri mafiosi, e anche per difendere gli interessi del suo capo.

Questo fino al ‘92. Poi il buio. Nel verdetto d’appello di Palermo, la foto dell’amico dei mafiosi si dissolve nell’anno delle stragi siciliane e scompare il suo ruolo
 
politico. Come Andreotti è stato riconosciuto interlocutore dei boss fino all’82, la sentenza Dell’Utri restituisce l’istantanea di un fiancheggiatore “a tempo”, che scompare dal palcoscenico stragista nell’anno del ribaltone politico, sganciando il suo ruolo ingombrante dall’avventura del partito-azienda, del quale egli è uno dei fondatori. La corte d’appello di Palermo dimentica del tutto l’esito dell’inchiesta dei pm di Firenze che, indagando su “Autore 1” e “Autore 2”, alias Berlusconi e Dell’Utri (sospettati e poi pro-sciolti dall’accusa di essere i mandanti occulti delle stragi), avevano raggiunto una certezza: e cioè quella che “la natura e la durata del rapporto” tra il leader di Forza Italia, il suo braccio destro e i capimafia, nel periodo delle bombe, “non ha mai cessato di dimensionarsi, almeno in parte, sulle esigenze di Cosa Nostra”. Su questo, almeno, alla fine l’ha spuntata Dell’Utri: sono “minchiate” le accuse rilanciate da Gaspare Spatuzza, che il senatore liquida come “Spatuzza-tura”, e da Massimo Ciancimino, da lui definito “cretino, pazzo e mitomane”.

Ora la sentenza “bifronte” della Corte d’Appello apre due scenari diversi. L’assoluzione parziale di Dell’Utri, che dal ‘92 in poi per i giudici non ha più colpevoli frequentazioni mafiose, sembra allinearsi con la decisione del Viminale 
di negare la protezione a Spatuzza e incombe sul prosieguo delle indagini. Il verdetto che oggi ci consegna il volto ambiguo di un senatore-fiancheggiatore mafioso “a tempo”, è un punto interrogativo per i magistrati inquirenti che a Palermo, Caltanissetta e Firenze stanno cercando di ricostruire un pezzo di storia del Paese.
Ma contestualmente la condanna parziale dello stesso Dell’Utri, per il periodo precedente, pesa sulla vicenda politica italiana, chiamata a gestire il fardello ingombrante dell’uomo simbolo dell’origine di Forza Italia, ora seduto a Palazzo Madama con una doppia patente di filo-mafiosità. 

La palla giudiziaria passa alla Cassazione. Nell’attesa, Dell’Utri non trova di meglio che ribadire per l’ennesima volta come Mangano sia “un eroe”, per il suo ostinato silenzio alle domande dei pm sui rapporti con Berlusconi. E si vanta di aver suggerito in prima persona al premier di avvalersi della facoltà di non rispondere, in primo grado. Ora, però, il concetto di eroismo aziendale, fondato sull’omertà e sulle coperture reciproche, rischia di trasferirsi dallo stalliere allo stesso Dell’Utri. “Silvio non capisce che deve ringraziarmi – confidò il fondatore di Forza Italia a Ezio Cartotto, nel marzo del ’94 – se dovessi aprire bocca io...”. 
  


Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza sono da anni impegnati a raccontare la mafia. Da giornalisti e testimoni. Per Chiarelettere hanno pubblicato "L’Agenda rossa di Paolo Borsellino" (2007, 6 edizioni) e "Profondo nero" (2009,3 edizioni). A giugno del 2010 è uscito "L'agenda nera".


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della Seconda Repubblica.
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15

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da Sky Tg24, 25 giugno 2010

Il sottosegretario sulla strage del 27 giugno 1980: “Restano due elementi: o una bomba nella toilette o una quasi collisione”. Il giudice Priore: “Se parla a nome del governo è un problema”. Fiano (Pd): “Chiarisca subito”

"Sul caso Ustica ho riferito alla Camera dei Deputati, a nome del Governo, l'8 ottobre 2002, dove, concludendo una dettagliata ricostruzione degli avvenimenti, ho illustrato gli unici due elementi rimasti sul tappeto come causa del disastro: o una bomba nella toilette o una quasi collisione, di cui però non c'è precedente in tutta la storia dell' aviazione". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, interventuo a SKY TG24, in merito alle polemiche sorte sulla strage di Ustica (leggi anche: Strage di Ustica, "mancano i nomi dei responsabili").

"La sentenza della Cassazione del 10 gennaio 2007 - precisa Giovanardi - ha confermato queste conclusioni, assolvendo con formula piena i generali dell'aeronautica in quanto ha ritenuto impossibili i depistaggi relativi a battaglie aeree mai avvenute. Questo è quanto emerge dalla carte processuali e il Governo non può che rispettare sentenze passate in giudicato, associandosi a quanto i Ministro della difesa del Governo Prodi, Arturo Parisi ebbe a dire, il 28 marzo 2007, alla presenza del Presidente della Repubblica: 'La definitiva pronuncia della magistratura riconferma, a voce alta, la piena lealtà dell'Istituzione e dei suoi uomini che, pur sottoposti ad accuse gravissime e ingiuste, hanno saputo mantenere una dignità e un rispetto per le istituzioni assolutamente esemplare"'.

Poco prima di intervenire a SKY TG24 Giovanardi era stato protagonista di uno scontro a “Radio Anch’io” con il giudice Rosario Priore, che ha indagato a lungo sulla vicenda del Dc9 Italia caduto a Ustica 30 anni fa. Al centro dello scontro la divergenza su missile o bomba come causa della caduta del Dc9 ed anche la validità assoluta dei verdetti della giustizia rispetto a vicende complesse come questa, che attraversano anche gli interessi nazionali e internazionali. Il vero e proprio battibecco è nato quando è intervenuto in trasmissione Priore dopo che Giovanardi, più volte, aveva sottolineato che le sentenze hanno "spazzato via l'ipotesi del missile e della battaglia aerea. Sappiamo ormai con certezza che non c'erano aerei in prossimità del Dc9 e che le tracce accertate sui resti dell'aereo, come tutti possono vedere a Bologna, sono quelle di una bomba. C'è da chiedersi perché all'epoca non si indagò su questa ipotesi".

Priore ha lamentato che "si sollevano questioni e dubbi a cui più volte si è risposto" e si è rivolto insistentemente a Giovanardi per chiedergli se lui interviene a nome del governo perché se è così "è un problema: è il governo che dovrà sostenere le richieste di rogatorie rivolte agli Stati Uniti, alla Francia e alla Nato. Non chiuda gli occhi e mi dica se parla a nome del governo". Giovanardi ha replicato di parlare a nome dell'esecutivo e che "sentenze dei processi hanno spazzato via le ipotesi dell'inchiesta condotta da Priore. Non la pensavano così i pm". Priore ha replicato: "Erano ben diversi i giudizi dei pm di secondo e terzo grado. Dobbiamo dirlo una volta per tutte: la verità giudiziaria in Italia spesso è ben diversa da quella storica". "Fa impressione - ha replicato Giovanardi – sentire un magistrato criticare e invocare una verità diversa da quella delle aule dei tribunali. Comunque ci sono delle certezze che emergono. Non c'erano missili, non c'erano aerei, ci sono tracce di bomba. Semmai queste tracce sono simili a quelle della bomba che butto giù l'aereo della Pan Am a Lockerbie". Si è parlato poi dei francesi e della responsabilità che a loro assegna l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. "Sono sempre cose riferite. Ho sentito l'ex presidente Amato e lui non ne sa nulla. L'unica certezza - ha concluso - è che c'era una bomba". Priore ha replicato: "Se lei rappresenta il governo questo è un problema".

"Le parole pronunciate oggi nel corso della trasmissione radiofonica “Radio anch'io” dal sottosegretario Giovanardi che afferma di parlare a nome dell'esecutivo gettano un'ulteriore ed inquietante ombra su una delle pagine più buie della  storia recente del nostro paese. Chiediamo al governo di chiarire al più presto in parlamento il senso delle dichiarazioni del  sottosegretario". Lo afferma Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd. “Le sue affermazioni circa l'inconsistenza delle prove dell'abbattimento del Dc9 della compagnia Itavia in una battaglia aerea e per contro la certezza che la tragedia sia stata provocata dallo scoppio di una bomba a bordo del veivolo - prosegue - non trovano riscontro nella verità processuale. Pertanto delle due l'una o il sottosegretario ha detto ufficialmente delle bugie e se ne deve scusare formalmente con i parenti delle vittime oppure il governo è a conoscenza di prove diverse da quelle possedute dai giudici di secondo e terzo grado e ha pertanto l'obbligo di legge di comunicarle alla  magistratura". "Vi è poi una terza ipotesi - conclude - che non vorremmo  neanche considerare, che il governo faccia finta di niente di fronte alle affermazioni del sottosegretario. Sarebbe l'ennesima offesa  irriverente e cinica verso le vittime e i loro parenti. A distanza di  trent'anni da quelle tragiche vicende le vittime e le loro famiglie aspettano ancora giustizia dallo Stato e non meritano certo altre  parole utili solo ad intorbidire le acque".

Le dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi a Sky Tg24.

sky tg 24


Ricordando Ustica: la puntata di Radio Anch'io del 25 giugno 2010 con Giovanardi e Priore.

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Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire.
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00

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 libri libertà
di Katia Riccardi, da repubblica.it
(24 giugno 2010)

30.000 firme in libreria. Feltrinelli, Minimum Fax, Laterza, scendono in campo con un esercito di centinaia di piccole case editrici. E sono pronti a far battaglia. Dal Salone di Torino fino ai reading in tutta Italia
 
ROMA - Trentamila firme raccolte solo nelle librerie Feltrinelli. Quindicimila sul sito di Laterza. La mobilitazione iniziata al Salone del libro di Torino, le voci degli scrittori e la partecipazione alla manifestazione del primo luglio 1 contro la legge bavaglio. Gli editori italiani si sono uniti per la prima volta. Lo hanno fatto senza protagonismo e senza alzare la voce ma mettendo un segnalibro contro il ddl intercettazioni. Lo hanno fatto mobilitando librerie e librai, in Rete, sui siti ufficiali, utilizzando le voci che li rappresentano, attori, cantanti, giornalisti. "E la risposta della gente è stata incredibile", ha spiegato Daniele di Gennaro, della Minimum Fax. A metterli insieme è bastato un salone, quello del libro a Torino. E' stato tra stand e scaffali, tra colori e caos che l'idea e la voglia di fare qualcosa ha preso vita. Laterza , Minimum Fax , il Gruppo Gems hanno iniziato in quei giorni a far circolare un modulo di adesione tra gli editori. Un appello a favore della libertà e gli editori hanno cominciato a firmare. La voce è partita direttamente da chi la voce cerca di darla agli altri.

Quando è partita la raccolta di firme da parte dei costituzionalisti, Carlo Feltrinelli ha deciso che stare in silenzio non era possibile. Chi dice che un libro evoca il silenzio sbaglia. Così ha deciso di muoversi. Ed è partito da dietro le porte delle sue librerie. Con moduli e locandine. Come si faceva un tempo, quando la libertà non era ancora scontata. Un tempo che sta tornando indietro in modo preoccupante. In tutte le 98 librerie Feltrinelli d'Italia le persone con la penna hanno compilato oltre 30 mila moduli e alla fine del mese saranno di più. Non si fermeranno finché non si fermeranno. I reading sono venuti subito dopo quello del Quirino nelle 10 principali librerie della catena. Bari, Firenze, Palermo, Milano hanno riunito giornalisti, scrittori, attori. Voci alte.

Giuseppe Laterza insieme a Stefano Mauri (Gems) e Marco Cassini (Minimum Fax) hanno messo il loro appello in Rete. Gli hanno dato un identità precisa e pubblicato nome e cognome di ogni editore che aderiva, quello di ogni firmatario che compilava il modulo (QUI il modulo e l'elenco delle firme). Fazi, E/O, Chiarelettere, Il Castoro, Il Saggiatore, Marcos Y Marcos, Fandango, Edizioni San Paolo, La Meridiana, sono solo alcune delle centinaia di piccoli indiani che hanno detto sì. Spicca l'assenza di Mondadori ed Einaudi, case editrici di proprietà del presidente del Consiglio. Sono 15mila le firme dei lettori. Gli editori hanno in forza il popolo dei librai e delle librerie. E nelle librerie sono stati organizzati reading, ore di letture scelte spesso dai librai stessi, ispirati dall'importanza di una libertà per la quale si deve ancora combattere.

A Roma al teatro Quirino il 31 maggio per le "Letture per la libertà di stampa" (VIDEO), sono intervenuti Andrea Camilleri, Corrado Augias, Nadia Urbinati, Giovanni Sartori, Stefano Rodotà. A Bari dove Luciano Canfora ha letto e commentato la Costituzione. In altre librerie le letture sono state ininterrotte. Non solo. Ora l'idea non è più solo raccogliere firme e nomi. Ma pagine, passi, poesie. "Perché non raccogliamo questo patrimonio di testi?", si sono detti Giuseppe Laterza e Sandro Ferri (E/O).

Così è nata la Piccola Biblioteca della Libertà . Proprio poche ora fa è partita la lettera inviata a editori e librai perché inizino a raccogliere e inviare i testi che li ispirano. Li curerà Paolo di Paolo, li raccoglierà e renderà visibili, già qualche lettura è consultabile 13. Lo farà perché siano d'ispirazione a tanti. A tutti quelli che la libertà vorrebbero ancora chiamarla per nome. L'editoria è unita, riesce a dare un segnale al Paese e il Paese risponde. Le multe previste dalla legge bavaglio per chi pubblicasse parti di intercettazioni rischierebbe di far chiudere più di un libro e la porta a più di un libraio. "La legge sulle intercettazioni non tocca solo giornali e giornalisti, ma anche le Case editrici che pubblicano libri d'inchiesta, anch'essi potenziali destinatari del ddl", ha detto Giuseppe Laterza.

La Minimum Fax si troverebbe in difficoltà con la sua collana Indi se il ddl passasse. "E' un problema civile, è un problema comune" ha spiegato Daniele di Gennaro. Come ha detto Camilleri "difendiamo l'informazione anche se con la legge bavaglio non ci sarà proprio più nulla di cui scrivere perché i magistrati non potranno più lavorare lasciando i mafiosi e la cricca liberi di fregarci nel silenzio". "E' la prima volta che gli editori si fanno intermediari uniti contro un atto di governo", ha aggiunto di Gennaro. "E' un segno forte, significa che non c'è frammentazione. Che il segnale arriva forte proprio da Roma, da Bari, dal Centro e dal Sud e va letto. Noi continueremo a contare firme, a far parlare le voci attraverso i libri. Noi continueremo a lottare contro una legge impraticabile. Finché sarà possibile, finché avremo voce per farlo", ha concluso.

E mentre decine di web-tv e di videoblog, tra cui Repubblica Tv e Current, aderiscono all'iniziativa "Libera rete" che si ripropone di trasmettere a "reti alternative unificate" la manifestazione del primo luglio contro la legge bavaglio a Piazza Navona, e mentre la Federazione della stampa conferma la giornata di silenzio dell'informazione del 9, le case editrici hanno trovato un punto di unione. E continuano a mettere post-it per lasciare il segno sulla pagina di un libro che tutti dovrebbero avere la scelta di leggere.







da 
www.corrieredibologna.corriere.it

Il portavoce del ministero degli Esteri a Parigi: siamo vicini alle famiglie, capiamo la loro voglia di verità.

Appena arriverà una richiesta ufficiale dall'Italia, la Francia è pronta a «cooperare pienamente» sul disastro aereo di Ustica. Parole del portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, che a Parigi ha risposto all’Ansa in merito alle accuse che parlano di una responsabilità francese nella tragedia del Dc9 dell’Itavia che trent’anni fa, il 27 giugno del 1980, causò la morte delle 81 persone. Lo spunto era arrivato dalle dichiarazioni di Francesco Cossiga che, nel 2008, ha indicato la marina francese come responsabile dell’abbattimento del Dc9.

LA FRANCIA - «Noi - ha detto Valero - non abbiamo informazioni complementari. Per il momento, ci atteniamo a quella che è stata la fine del processo. Sappiamo tuttavia che la giustizia italiana ha riaperto recentemente un’inchiesta. Non appena le autorità italiane ci invieranno una richiesta ufficiale, una rogatoria internazionale, siamo pronti a cooperare pienamente con l’Italia, come abbiamo già fatto in passato, per fare piena luce su questa vicenda». «Nell’anniversario della tragedia - ha concluso il portavoce del Quai d’Orsay - il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e a tutti i loro cari: siamo con loro e comprendiamo la loro volontà di far luce sulle circostanze di ciò che è accaduto».

ROGATORIE DA ROMA - E dalla Procura di Roma, titolare dell'inchiesta giudiziaria, alcune rogatorie internazionali sono partite. Dirette, appunto, alla Francia e anche agli Stati Uniti. I pm Maria Monteleone ed Erminio Amelio, magistrati che indagano sulla vicenda, hanno sollecitato una serie di risposte per riscontrare elementi testimoniali relativi al traffico aereo militare di quella sera nello spazio aereo attraversato dal Dc9 partito da Bologna e diretto a Palermo.

LE VITTIME - Intanto, le famiglie delle vittime sperano. «Spero che la Francia risponda ai giudici italiani con chiarezza e volontà di cooperazione», ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime. «Mi sembra una risposta dovuta», ha aggiunto la Bonfietti riferendosi alle risposte attese dal Paese d’Oltralpe, ricordando poi che «le accuse nei confronti della Francia non vengono da me ma dal presidente del Consiglio di allora, Cossiga». 

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Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire.
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00
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In una lettera agli autori, il giudizio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul libro Intrigo Internazionale.







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la colataDa Il Fatto Quotidiano del 23 giugno 2010, l'editoriale di Ferruccio Sansa, autore con Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve e Giuseppe Salvaggiulo, di "La Colata"

Condono continuo. A gennaio il Pdl infila la proposta nel decreto mille-proroghe.  Che poi scompare. Adesso un altro tentativo subito ritirato.
Si cerca di abituare l’opinione pubblica. Ma gli italiani hanno capito: la terza sanatoria di Berlusconi arriverà. Il centrodestra punta alla deregulation urbanistica. Prima la proposta che rende impraticabili i ricorsi dei cittadini contro le grandi opere. Poi il piano casa, elaborato con Cappellacci e Galan, governatori-cementificatori (infatti il secondo è diventato ministro dell’Agricoltura). Quindi la sanatoria per gli immobili fantasma. Adesso arriva la modifica degli articoli 41 e 118 della Costituzione e la riforma dell’autocertificazione per aiutare il mattone.
Ma prima del colpo di spugna, bisogna liberare il campo dalle falsità. E, visto che ora i valori dell’economia vengono prima di tutto, una cosa va detta: il cemento selvaggio arricchisce pochi e impoverisce tutti. I posti di lavoro creati dal mattone sono di breve durata e scarsa qualificazione. Ben più pesante è l’effetto negativo sul turismo (15% del Pil). Una Riviera che somiglia a Milano attira meno turisti. Così come le Langhe e Siena dove fioriscono centri commerciali.
La via del cemento è lastricata di bugie. Mente chi dice di costruire per dare casa a chi non l’ha. In Italia solo il 4% delle costruzioni sono destinate all’edilizia popolare (il 21% in Inghilterra). È falso che si costruisca perché la popolazione cresce: in Veneto con 280mila nuovi abitanti si sono realizzate case per 780mila persone.
Infine i costi economici e umani del cemento selvaggio: in cinquant’anni si sono verificate 430mila frane con 3.500 vittime. Per mettere in sicurezza le zone a rischio basterebbero 5 miliardi (meno di un Ponte sullo Stretto di dubbia utilità) che darebbero slancio all’industria delle costruzioni quanto le speculazioni.
Guido Piovene parlava di “speculazioni edilizie nate per mancanza di affetto”. La passione per il cemento e il denaro facile nasce da uno scarso amore per il nostro Paese. Per noi stessi, per la nostra identità. O forse gli abusi dilaganti sono il vero specchio di quello che siamo diventati.

La colata
Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo - a cura di Ferruccio Sansa
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
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Presentazioni
Torino, 28 giugno, ore 18
Giuseppe Salvaggiulo presenta "La colata". Intervengono Luca Mercalli e Giuseppe Rovera.
C/o libreria Coop, piazza castello 113.
Castellana Grotte (BA), 5 luglio, ore 20.30
Nell'ambito di Sideout, l'evento promosso dal circolo Pivot e da Legambiente, Antonio Massari e Giuseppe Salvaggiulo presentano "La colata". Intervengono Antonino Piepoli, Serena Greco Antonio Nebbia. C/o piazza Garibaldi
Savona, 14 luglio, ore 21 
Marco Preve e Ferruccio Sansa presentano "La colata". Introduce Roberto Cuneo. Partecipa Nicola Stella. Incontro in collaborazione con Italia Nostra.
c/o Sala Rossa del Comune, corso Italia 19.




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notte giustiziaIl Palazzo di Giustizia di Trapani rimarrà con le luci accese.

Mercoledì 23 giugno, la sottosezione di Trapani dell'Associazione Nazionale Magistrati, organizza la Notte della Giustizia
. A partire dalle ore 18.00, incontro con i magistrati, c/o Aula Giovanni Falcone, Palazzo di Giustizia di Trapani.

Una notte di lavoro per ricordare che la giustizia non è un costo ma una risorsa.
Per affermare il diritto dei cittadini ad un servizio Giustizia all'altezza dei tempi, che garantisca la sicurezza senza intaccare la libertà.
Per tutelare i diritti delle vittime dei reati non meno di quelli degli imputati e, nel settore civile, assicurare decisioni rapide ma ponderate.
Il continuo rinvio delle indispensabili riforme, la denigrazione quotidiana dei magistrati e lo svilimento della loro dignità anche con i tagli degli stipendi, arbitrari e punitivi, non permettono di raggiungere gli obiettivi della Giustizia.

Le riforme sbagliate che aumentano costi, cavilli e inefficienze, rendono solo più difficili le indagini proprio sui reati che determinano una quotidiana emorraggia di risorse pubbliche e di denaro dei contribuenti.

Su questi temi i magistrati di Trapani vogliono confrontarsi con chiunque abbia a cuore il futuro della giustiza in Italia.
Al termine dell'incontro  i magistrati riprenderanno l'attività lavorativa nei propri uffici fino a tarda notte in segno di protesta per le mancate riforme e l'affossamento del servizio Giustizia.

Scarica la locandina





Il testo della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a Rosario Priore, autore con Giovanni Fasanella di "
Intrigo internazionale".

Roma, 14 Giugno 2010

Caro dottor Priore,
la ringrazio per aver voluto inviarmi copia di "Intrigo internazionale", il libro nel quale, assieme a Giovanni Fasanella, ha lucidamente affrontato quello che chiama l'"indicibile della storia italiana", vale a dire le ragioni di fondo per le quali l'Italia è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica.

Più volte e anche di recente -in occasione del Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice- ho sottolineato la importanza degli sforzi diretti a una ricostruzione storica di quei terribili anni del nostro Paese, anche per favorire la più ampia comprensione di quella sanguinosa stagione e sensibilizzare tutti sulla necessità di tenere "sempre alta la guardia contro il riattizzarsi di nuove possibili tentazioni di ricorso alla protesta politica violenta".

I messaggi di intimidazione rivolti a Fasanella e a lei dopo la pubblicazione del libro, rappresentano una preoccupante conferma della necessità di porre ogni attenzione per prevenire il pericolo che -come dice Fasanella- tanti ragazzi fragili e senza memoria vengano strumentalizzati da "cattivi maestri".

Con questi sentimenti, nell'esprimere vivo apprezzamento per l'impegno posto nella redazione dell'opera, le rinnovo i più cordiali saluti che la prego di estendere al dottor Fasanella.

Giorgio Napolitano




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Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire.
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
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La registrazione della presentazione di "Intrigo internazionale", lunedì 21 giugno a Roma, con gli interventi di Giovanni Fasanella, Walter Veltroni, Elisabetta Lachina, Sabina Rossa, Rosario Priore.






intrigo internazionale
In occasione del Trentennale di Ustica e nell'ambito di un incontro con la stampa estera e internazionale

Giovanni Fasanella e Rosario Priore presentano
"Intrigo internazionale".

Roma, 21 giugno 2010, ore 11
C/o Sala Stampa Estera, via dell’Umiltà 83/c
Insieme agli autori, intervengono Daria Bonfietti, Elisabetta Lachina, Sabina Rossa, Walter Veltroni.
L'incontro è aperto al pubblico.
Scarica l'invito

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Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire.
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
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agenda nera

L'intervista di Rainews 24 a Giuseppe Lo Bianco, autore con Sandra Rizza, di "L'agenda nera della Seconda Repubblica".


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della Seconda Repubblica.
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di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
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La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
La scheda del libro
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Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00
La scheda del libro
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assaltoalpm
Assalto al Pm
di Luigi de Magistris
Collana Reverse
Pagine 336 - euro 14
La scheda del libro
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dopod il ui il diluvio
Dopo di Lui il diluvio
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00
La scheda del libro
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senz'anima
Senz'anima
di Massimo Fini
Collana Reverse
Pagine 496 - euro 15
La scheda del libro
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pane e bugie
Pane e bugie
di Dario Bressanini
Collana Reverse
Pagine 320 - euro 13,60
La scheda del libro
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Controcanto
di Marco Revelli
Collana Reverse
euro 13,60
La scheda del libro
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Grazie

di Riccardo Staglianò
Collana Principio Attivo
Pagine 240 - euro 14,60
La scheda del libro
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Il partito dell'amore
di Mario Portanova
Collana: Reverse
Pagine 256 - euro 12
La scheda del libro
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Ad personam
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90
La scheda del libro
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I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse
Pagine 128 - euro 12
La scheda del libro
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Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Collana Principio Attivo
Pagine: 338 - euro 16,00
La scheda del libro
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La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
Collana DVD + libro
Euro 24
La scheda
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Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
Pagine: 220 - euro 14
La scheda del libro
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
a cura di Elena Valdini
Pagine: 484 - euro 59,00
La scheda del libro


Dentro l'Opus Dei
di Emanuela Provera
Collana: reverse
Pagine: 216 - euro 4,00
La scheda del libro


Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
La scheda del libro


Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
La scheda del libro


La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
La scheda del libro


Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
La scheda


Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
La scheda del libro


Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
La scheda del libro


Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
La scheda del libro


Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
La scheda del libro


Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
Pagine: 77 - euro 19,60
La scheda del libro


Processo agli economisti
di Roberto Petrini
Collana: reverse
Pagine: 170 - euro 13,60
La scheda del libro


Vaticano S.p.A.
di Gianluigi Nuzzi
Collana: principioattivo
La scheda del libro
La rubrica dell'autore


Italia Anno Zero
di Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Vauro
Collana: reverse
La scheda del libro


I nuovi mostri
di Oliviero Beha
Collana: reverse
Pagine: 281 - 13,60 euro
La scheda del libro


La morsa
di Loretta Napoleoni
Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
La scheda del libro


L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
Collana: principioattivo
Pagine 337 - 16 euro
La scheda del libro


Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
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Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
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Il gruppo su facebook


Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Collana: reverse
Pagine: 230 - euro 12,60
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Il Teatro Narrativo Civile


Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
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Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
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Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
La scheda del libro


Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
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La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
La scheda del libro


La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro

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Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
La scheda del libro
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