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In questo momento difficile per l’informazione e la libera circolazione dei fatti e delle idee, siamo a fianco di Marco Travaglio e de il Fatto Quotidiano, oggetti di attacchi vergognosi da parte di alcune trasmissioni televisive, di giornali e uomini politici.

L’esercizio della libertà in questo Paese è ormai diventato rischioso, la voglia di zittire, intimidire, emarginare chi non è d’accordo è sempre più forte. La critica è considerata pericolosa, l’insulto è la prima difesa. Sono segnali preoccupanti che denunciano la fragilità di chi ci rappresenta e delle nostre istituzioni democratiche, che vanno difese, salvaguardate e che sono il frutto di tanti sacrifici e lotte. Un patrimonio nostro, in cui riconoscerci insieme alla Costituzione, baluardo contro qualsiasi forma di violenza e sopraffazione.

Teniamoci uniti e non lasciamo soli tutti coloro che con fatica e a volte con disperazione provano ancora a credere nella legalità, nelle regole e nella giustizia.
Lorenzo Fazio

Firma l'appello in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola

Non lasciate solo Napolitano - La lettera di Massimo Ottolenghi (età: 95 anni)




Intervista a Emanuela Provera, autrice di Dentro l'Opus Dei
di Eleonora Bianchini
Blogosfere, 30 novembre 2009


L'abbiamo conosciuta in "Opus Dei segreta", l'inchiesta di Ferruccio Pinotti (BUR) sul movimento ecclesiale fondato da Escrivà de Balaguer. Emanuela Provera é una ex numeraria dell'Opera che, come tale, seguiva le attività formative della Prelatura nel celibato apostolico e devolveva all'Opus il proprio stipendio senza alcun accantonamento previdenziale.

Emanuela, prima testimone, é oggi autrice del libro di inchiesta "Dentro l'Opus Dei" (Chiarelettere, pagg. 240, 14 euro), un racconto da insider sulla manipolazione delle coscienze, il lavoro non retribuito, la mortificazione del corpo e l'espropirazione dei beni dei numerari dell'Opera. L'abbiamo intervistata.

Partiamo dalle basi: in che cosa consiste il metodo dell'Opera?
Direi proselitismo esasperato, alienazione della personalità, allontanamento dalla famiglia di origine, isolamento sociale e affettivo, formazione all'infantilismo e alla dipendenza dai direttori, controllo della cultura e dell'informazione per forgiare la vulnerabilità psicologica.

Veniamo al tuo libro. Cosa significa la mortificazione corporale per i numerari dell'Opus?
Mortificazione corporale significa negare al proprio corpo il rispetto che merita e negare ciò che reclama quando la passione tenta di travolgerlo. Significa dominare con "l'io superiore" la nostra zona d'ombra, per respingerla, comprimerla, rifiutarla. Mortificare il corpo è provare sete, fame, sonno, stanchezza, malattia, dolore fisico e scomodità, senza cercare immediatamente un sollievo.
Significa saper aspettare, attendere una ricompensa futura senza cercarla nel presente. Mentre viviamo sulla terra commettiamo colpe che possiamo espiare con la mortificazione corporale. La mortificazione corporale ci avvicina a Gesù, sconfitto. Nell'Opus Dei inoltre, per i numerari, sono previste modalità concrete per viverla, come l'uso del cilicio, della disciplina, dormire su un'asse di legno invece che sul materasso, fare la doccia fredda.

E quando sei uscita questa dimensione é venuta a mancare.
Sì. Ho imparato che è sufficiente una vita "normale", immersa nella realtà temporale per trovare le occasioni di sacrificio; non serve cercare il castigo del corpo con strumenti specifici che rischiano di produrre effetti negativi, specie sulla personalità di persone giovani.

Ad esempio?
Orgoglio, sentimenti di superiorità, isolamento dai coetanei, mancanza di naturalezza nei rapporti interpersonali, fino a sublimare perverse ricerche di una sessualità che rimane inespressa e, di conseguenza, immatura. Nell'Opera non è facoltativo l'uso degli strumenti come la disciplina, il cilicio e gli altri, e nei documenti interni si prevede la loro sospensione solo in caso di malattia o di circostanze particolari. Nasce una dipendenza nella misura in cui le persone sono indotte a pensare che vivere questi metodi è molto gradito a Dio, e la loro assenza, in assenza dei casi previsti, non è di buono spirito.

Quali sono gli elementi che ti hanno spinta ad uscire?
I metodi e lo stile di vita usati che ho descritto prima nell'Opera non provengono da errori personali, quanto da un imprinting istituzionale che si traduce, nel linguaggio opusiano, nello "spirito dell'Opus Dei" o "buono spirito" e che affonda le proprie radici nel cosiddetto "spirito fondazionale" fortemente voluto dal fondatore Escrivá de Balaguer e acriticamente trasmesso dai suoi immediati successori e collaboratori.

Nel tuo libro hai raccolto le testimonianze di ex numerari che hanno partecipato al forum riservato online di cui sei l'ispiratrice. Come é nata quell'iniziativa?
Gli ex numerari che ho potuto conoscere e incontrare dopo l'uscita di Opus Dei Segreta mi hanno suggerito di formare un gruppo di lavoro per sviluppare un confronto "terapeutico" tra noi ma anche per analizzare, documenti alla mano, la realtà dell'Opera in Italia. Analizziamo la rassegna stampa di settore per capire quale immagine traspare dell'Opus Dei nei media. Il forum si è rivelato interessante per prendere le distanze da approcci emotivi e personalistici. Talvolta le posizioni espresse dai partecipanti erano distanti ma si è sempre distinta con chiarezza la comunanza di esperienza e di disagio vissuta all'interno dell'istituzione. Il forum on line ha forti possibilità di proseguire per lungo tempo.   

Perché ancora oggi l'Opus riesce ad attirare giovani e famiglie?
L'Opera veicola tuttora un'immagine accattivante, giovane, moderna, ma per certi aspetti assolutamente fuorviante. Si presenta ad esempio come una istituzione fedele al Papa e al Magistero, disciplinata e senza scandali, efficace e responsabile nei servizi alle diocesi, portatrice di uno stile elegante e secolare. Certamente la maggior parte dei membri dell'Opus Dei è impegnata in iniziative importanti per la Chiesa e la società. Ma i numerari possono comprendere più facilmente dei  soprannumerari che tutto ciò è solo la "verità dichiarata" anche se non tutti, durante la permanenza nell'istituzione, avranno la capacità di elaborare razionalmente le contraddizioni dello stile di vita proposta dall'Opera.

Nel libro di Ferruccio Pinotti a cui hai collaborato, Amina Mazzali, ex numeraria dice: "Prima di essere ammessi all'istituto, era necessario sostenere un colloquio per stabilire le attitudini e le propensioni alla scelta del liceo e fu così che incontrai una numeraria dell'Opus Dei, tale Paola Binetti, psichiatra. [...] Aveva una capacità di persuasione e di influenza psicologica davvero incredibili. Alla fine mi convinse e mi iscrissi al Classico." Hai avuto modo di conoscerla personalmente? Quale era la sua reputazione all'interno dell'Opera?
L'ho conosciuta personalmente e ho parlato anche con lei dei disagi che vivevamo nell'Opera e delle possibili soluzioni per superarli; Paola sapeva focalizzare bene i problemi personali delle numerarie, mi suggerì soluzioni intelligenti ed efficaci; non ho mai compreso però se si rendesse conto che da insider non esisteva alcuna possibilità di rivedere le anomalie e le contraddizioni generate a livello istituzionale. Non avevo riscontri del fatto che i vertici dell'istituzione recepissero le sue corrette riflessioni.

Quindi gli insider manifestavano volontà di rinnovamento dall'interno dell'Opera?
Ci sono numerari che per anni si illudono di poter apportare quei cambiamenti di cui c'è estremo bisogno. Alcuni gettano la spugna e lasciano l'istituzione, altri, forse dotati di tempra e forte personalità resistono a lungo. Quanto alla reputazione che godono all'interno dell'Opera, queste persone non fanno carriera. Costantemente ho notizia di numerari che, dopo tanti anni di permanenza, abbandonano l'Opera. L'ultima è di pochi giorni fa.

Hai ricevuto minacce o intimidazioni dopo la tua prima testimonianza resa a Ferruccio Pinotti? E dopo la pubblicazione di questo libro?
Ho ricevuto tre intimidazioni, di cui una particolarmente aggressiva e triste che ha avuto conseguenze sulla mia vita. Per ora non voglio parlarne.

Durante gli anni da numeraria non disponevi del tuo stipendio, che devolvevi interamente all'Opera. Alla tua presentazione di Milano hai spiegato quanto fosse insolito anche andare in banca per aprire un conto corrente, fare un acquisto in un negozio, vedere la pubblicità sui giornali, accendere la televisione e leggere i quotidiani senza che venissero ritagliate le parti "sconsigliate". Cosa significa entrare nel mondo dopo l'uscita?
E' stato scioccante e liberatorio. Se per chiunque chiamare i propri genitori o relazionarsi con loro è un atto dovuto, libero, piacevole o meno, per chi esce dall'Opera, essendo stato numerario, è un'esperienza interiore nuova; così come comprarsi un paio di scarpe da tennis senza chiedere l'autorizzazione per farlo.

Quali sono state le difficoltà?
Senza voler banalizzare, per una donna, diventa difficile saper fare shopping senza badare in modo ossessivo a lunghezze di gonne, trasparenze di vestiti, timore di attirare l'attenzione morbosa di persone dell'altro sesso. Ma l'ostacolo più complesso da superare è la mancanza di autostima che può portare a scelte distruttive anche dopo l'uscita. Sono convinta che la negazione di un sostegno psicologico da parte dell'Opus Dei ai numerari che dopo aver lasciato l'istituzione, devono incominciare a vivere da persone comuni, sia una mancanza di carità. E' sleale e ingiusto abbandonare i propri "fratelli" che, per qualsiasi ragione, intendano proseguire il proprio cammino interore lontano dall'organizzazione.
Quanto alla dimensione liberatoria, provo la stessa sensazione di chi è scampato ad un campo di concentramento.

Cosa pensi di altri movimenti della galassia cattolica, come Comunione e Liberazione, i focolarini o il Rinnovamento nello Spirito?
Sono realtà che hanno portato una ventata di freschezza all'interno della Chiesa, ne fanno parte persone animate da buoni desideri e sinceramente votate all'ideale cristiano. Tuttavia in alcuni casi hanno perseguito scopi di natura temporale sfornando, ad esempio, preti-manager, specie nel settore sanitario, o fomentando una esaltazione acritica e nociva del mercato nelle persone che si avvicinano a queste realtà ecclesiastiche senza intenzioni spirituali o religiose. Succede così che, in uno stesso movimento, conviva l'azione pulita della base e il cinismo torbido di chi conclude affari economici, ovvero dei vertici, che sfruttano un'immagine angelica ed evangelizzatrice che non corrisponde alla realtà dei fatti. Ecco perché l'associazionismo cattolico genera posizioni contrastanti, forte repulsione da una parte e una singolare adesione acritica, fanatica dall'altra.  

A proposito di gerarchie: nel tuo libro é tangibile la "buona fede" della base in contrasto con le costrizioni fisiche e le imposizioni che provengono dai vertici, dalla ritualità nel giorno della mortificazione alla gestione del denaro. Esiste un movimento all'interno della Chiesa in cui non avverti contrasti così stridenti tra la base e il vertice del movimento?
Non posso affermare con certezza che esistano movimenti cattolici "sani", ossia senza frattura tra base e vertice.

Nella quarta di copertina si legge: "Emanuela Provera, cattolica." Cosa significa credere ancora nell'istituzione della Chiesa dopo 14 anni vissuti da numeraria all'interno dell'Opus Dei?
Per seguire il mio percorso interiore, cattolico, sono dovuta uscire dall'Opera che, lentamente, soffocava la mia dimensione spirituale. Oggi credo nella Chiesa con maggiore consapevolezza nella sua "componente" umana. Pur vedendone i limiti so che Dio l'ha già redenta.

Cosa significa credere?
Per me é scoprire le molte occasioni della vita per parlare di Dio attraverso le persone che mi sono vicine, con gli amici, talvolta con gli sconosciuti. E vuol dire anche frequentare, finalmente, la realtà ecclesiale - visto che durante la mia permanenza nell'Opera non ho mai vissuto appieno la realtà diocesana-, con tutti i problemi e le povertà umane che esprime e genera. Significa anche trovare quel Gesù storico del Vangelo che non condanna ma perdona, che non chiude ma apre ad una libertà interiore profonda e impegnativa al tempo stesso. Nella Chiesa di Gesù convivono il buon grano e la zizzania. Insieme, sempre. Non ci è mai stato promesso un paradiso terrestre. La mia fede nella Chiesa è sostenuta dalla Grazia. Continuare ad approfondire la fede cattolica è inoltre un'esigenza di carattere culturale, che nasce dal senso della tradizione.

Cosa é rimasto dei 14 anni trascorsi dentro l'Opera?
Non ha torto Marcello dell'Utri quando afferma "l'impronta che l'Opera lascia sugli uomini che ha formato è indelebile"; come è ovvio, mi è rimasto molto dell'Opera e di quegli anni, ma non c'è praticamente nulla di cui provo nostalgia. Nell'Opera si disimpara ad avere fiducia nella capacità dell'uomo di aderire liberamente ad un Dio che ci salva. La formazione consiste infatti nel travasare una serie di prescrizioni ascetiche, dottrinali, apostoliche nella mente e nel cuore delle persone, come se queste non avessero la possibilità interiore di elaborare autonomamente un legame con Dio, ossia un legame religioso. La creatività, l'ingegno e l'intelligenza non hanno possibilità di esprimersi in pienezza, ciascuno sparisce nel "pensiero unico" propinato come "spirito dell'Opera", santo, perenne e voluto da Dio.
Mi chiedo se la ricerca spirituale e la vita di fede che conduco ancora oggi siano eredità dell'Opera o frutto della Grazia. Non lo so.




La giuria del premio Marcello Torre consegnerà ad Antonella Mascali, autrice di Lotta civile (Chiarelettere, 2009), "un attestato di merito per la vicinanza alla causa della legalità attraverso l'attività di giornalista e scrittrice".

L'11 dicembre saranno trascorsi 29 anni dalla morte, per mano assassina, dell’avvocato Marcello Torre, già sindaco di Pagani e Vice Presidente della Provincia di Salerno.

Come ogni anno, l’Associazione Marcello Torre, in collaborazione con il Circolo Universitario Paganese, ha promosso e organizzato il Premio Nazionale per l’Impegno Civile dedicato proprio alla memoria del sindaco di Pagani, barbaramente assassinato dalla camorra.

Ancora una volta vogliamo sforzarci di fare di questo momento della memoria un momento per avviare, intorno alla figura di Marcello, una riflessione profonda sul valore dell’impegno civile, sulla testimonianza di tante donne e di tanti uomini che hanno lottato, lottano e coraggiosamente vorranno ancora lottare sognando una città “libera e civile”.

Questo era il sogno di Marcello. Un sogno che egli volle affidare a poche righe di una lettera che ancora oggi costituisce per noi il suo testamento umano e spirituale.

Le vittime di camorra rappresentano l’altro Mezzogiorno; un Mezzogiorno civile che si contrappone a quello dell’inciviltà criminale, ancora dominato da un potere che crede di poter disporre della vita di tutti. Noi vogliamo essere i testimoni di un Mezzogiorno “normale”, fatto di persone “normali” che vivono una vita “normale”. Un Mezzogiorno libero, pulito, onesto.

È un messaggio il nostro, che vogliamo indirizzare soprattutto ai giovani. Con loro ci incontreremo e con loro ci confronteremo, grazie anche alla Quinta Edizione del Concorso Scolastico, che già negli scorsi anni ha visto una significativa e sentita partecipazione.

In questi anni, sulle orme di Marcello, abbiamo premiato tanti amici, donne e uomini che hanno testimoniato con la vita il loro impegno civile. Che è quello della lotta a tutte le mafie, ma è anche quello di chi si pone al servizio dell’altro, con il suo lavoro, con il suo tempo, con il suo volontariato. Ecco perché, nell’elenco dei precedenti conferimenti, compaiono i nomi illustri di magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, uomini di cultura, giornalisti.

L’edizione 2009 del Premio si terrà il prossimo 11 dicembre presso l’aula magna del Liceo Scientifico “Bartolomeo Mangino” di Pagani.

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di Antonella Mascali* 

Cominciano con un sorriso beffardo e si concludono con urla e insulti, gli ultimi momenti di Marcello Dell’Utri nella maxi aula 2 di Torino, dove è stato interrogato l’ultimo accusatore suo e di Berlusconi, il pentito Gaspare Spatuzza. Sono più o meno le 14 quando il pg Nino Gatto conclude l’esame di Spatuzza. Operatori e giornalisti si ammassano attorno al senatore di Forza Italia per chidergli il suo pensiero sull’ex mafioso del Brancaccio di Palermo: “Abbiamo fatto santo Spatuzza, ironizza Dell’Utri, io e Berlusconi siamo invece efferati e sanguinari assassini… Ha detto delle cose allucinanti, assolutamente false… Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa deve essere regolato, chiarito meglio. Giovanni Falcone avrebbe denunciato Spatuzza per calunnia e lo farò anch’io”. La cronista che scrive gli chiede chi, secondo lui, manovrerebbe Spatuzza. “Che ne so io. Chi lo sente”. 
Quindi i pm? 
“L’ho già detto che mi sembra logico pensarlo. Non me lo faccia ripetere. Mi faccia dire solo mezze parole”. 
Senatore non faccia come Spatuzza, che ha detto “con le mezze parole si fanno i palazzi”
Dell’Utri non raccoglie la battuta. E’ rivolto verso altri giornalisti, ripete che “oggi il cielo è nuvoloso ma dopo questa deposizione domani ci sarà il sole”. Si gira di scatto e si tira in volto quando gli poniamo una domanda su Vittorio Mangano, boss del mandamento di Portanuova a Palermo, famoso per essere stato assunto come stalliere ad Arcore. “Anche se di cavalli non ne capiva niente”, ha detto Paolo Borsellino nella sua ultima intervista alla tv francese. 
Senatore perché lei non ha preso le distanze da Mangano, mafioso e omicida? 
“Mangano non è stato condannato definitivamente per omicidio”. 
Forse perché è morto prima. Comunque era un mafioso e lei ha sempre rivendicato la sua amicizia. 
“Ma cosa sta dicendo! – comincia a urlare – e comunque quando l’ho conosciuto io non si sapeva niente”.   
Ammesso che sia così, comunque dopo si è saputo che era mafioso. E’ stato per anni in carcere. 
“E allora? Questo non c’entra niente”. E ormai con il viso paonazzo, aggiunge: “Io mi riferisco alla mia vicenda personale!”. 
Ma lei è un senatore della Repubblica, rappresenta tutti i cittadini italiani, non può definire eroe un boss mafioso. E soprattutto non crede che non possa dirlo per rispetto alle vittime di mafia e ai loro familiari? 
Dell’Utri ormai è come un treno che sta deragliando. Strepita, insulta. Gli chiediamo di non alzare la voce, di non dire parolacce. Non ce la fa. “Ma lei chi è ? Cosa cazzo sta dicendo? Il comportamento di Mangano è stato eroico, e-ro-i-co!. Vuole che glielo ripeta? Era in carcere, malato, volevano costringerlo a tutti i costi ad accusare me e Berlusconi e non l’ha fatto”. 
Come fa a dire che qualcuno ha cercato di costringere Mangano ad accusarla? 
“E’ vero. L’ha detto lui e il suo avvocato”. 
Senatore, perché Mangano dice il vero e Spatuzza no? 
“Ma che dice! Io non ho detto così”. 
Ha detto così, l’abbiamo ascoltata tutti. Perché Mangano-mafioso dice il vero e Spatuzza-mafioso dice il falso? 
“Ma che cazzo dice! Da dove cazzo viene lei?”. 
Sono siciliana. 
Dell’Utri si gira di spalle, si allontana e sibila: “E allora lei è di quella parte della Sicilia che fa schifo”. 

*Antonella Mascali è autrice di Lotta Civile e de Il regalo di Berlusconi (Chiarelettere, 2009)
scritto con Peter Gomez.






In libreria dal 4 dicembre

Tourbook ripercorre tutte le tournée di Fabrizio De André grazie a immagini mai viste, agli schizzi originali per l’allestimento dei palchi, ai giornali dell’epoca, ai pass, ai tourbook, ai manoscritti e ai documenti originali di ogni tour.

Un racconto illustrato in cui spiccano le voci di coloro che palco dopo palco hanno collaborato con De André in oltre vent’anni di concerti: dai produttori (come Adele Di Palma, Bruno Sconocchia e Maurizio Salvadori) ai musicisti (da Mark Harris a Michele Ascolese, da Pier Michelatti a Giorgio D’Adamo); e ancora i tecnici del suono e delle luci, i supporter (come Eugenio Finardi nella prima tournée del 1975/‘76) e gli artisti circensi che sempre più De André ha voluto con sé sul palco durante le esibizioni degni anni Novanta.



Per la prima volta Pepi Morgia, regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio De André dal 1975 al 1998, si racconta e, attraverso i suoi ricordi (non solo) di regia che introducono al viaggio in ogni palco, la curatrice, Elena Valdini - che per la giovane età non ha mai partecipato a nessun concerto di De André - scopre nomi, luoghi e aneddoti di ogni data: nasce così il racconto di ogni tour (capitolo) che a sua volta si lega ai ricordi di personaggi di spicco della cultura italiana (Paolo Poli, Diego De Silva, Mario De Luigi, Stefano Benni, Cesare G. Romana, Marco Pannella, Antonio Ricci, Roberto Galanti, Giorgio Gori…) i quali, avendo assistito a una o più esibizioni, offrono l’occasione al lettore di moltiplicare i punti di vista nel ricordo della medesima esperienza.

Tourbook è un libro nel libro, fatto di pagine grandi e pagine piccole, un volume in cui il tempo della scoperta (attraverso immagini e racconti inaspettati) si alterna al tempo del ricordo, quasi una guida per capire anche com’è cambiato negli anni il modo di fare i concerti e per conoscere ancora più da vicino Fabrizio De André e il suo sguardo attento e ironico.

Un libro che la Fondazione Fabrizio De André propone insieme a un’inedita versione de La canzone di Marinella, eseguita la sera del debutto alla Bussola il 15 marzo 1975 e scaricabile gratuitamente on line grazie al codice contenuto all’interno del volume.



Guarda la fotogallery su corriere.it

Tourbook -  Fabrizio De André 1975-‘98
Tutte le tournée di Fabrizio De André
Autori: Fondazione Fabrizio De André Onlus
Curatore: Elena Valdini
Progetto grafico: Pietro Palladino
Pagine: 484 - 59 euro
La scheda del libro
Per le presentazioni di Tourbook consulta la nostra agenda

Fondazione Fabrizio De André Onlus
È nata a Genova il 18 febbraio 2001. Sostiene un’eredità importante operando con gli strumenti a lei più vicini nell’ambito editoriale, artistico e cura di eventi culturali, finalizzando tutte le sue energie al no profit. Organizzazione Eventi Roma.


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I LIBRI DI CHIARELETTERE

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
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Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
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Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
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Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
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Una storia mai raccontata.
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Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
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L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
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Pane e bugie
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I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
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Traduzione di Valentina Abaterusso
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La strada di Levi
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Giorgio Perlasca
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
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Dentro l'Opus Dei
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Fuori orario
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Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
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Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
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La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
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Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
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Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
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Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
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Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
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Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
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Pagine: 336 - euro 14,60
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Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
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Processo agli economisti
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Vaticano S.p.A.
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I nuovi mostri
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L'Anello della Repubblica
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Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
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Passione reporter
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La questione immorale
di Bruno Tinti
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Io sono il mercato
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Pagine: 176 - 12,00 euro
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Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
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La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
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La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
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Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
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