.
Annunci online

abbonamento
commenti

di Lorenzo Fazio,
Direttore editoriale di Chiarelettere

Finalmente c’è riuscito. Beppe Grillo è entrato nelle nostre case, nelle case di milioni di telespettatori ed è riuscito a fare un discorso politico, a parlare di politica, di questioni che ci interessano e che non sono quelle abitualmente trattate sui giornali e in tv. Persone ben pensanti a sinistra, in passato spaventati dai vaffa di Grillo, questa volta hanno ammesso: quasi quasi li voto questi grillini. Perché no?
Faceva impressione sentirlo parlare in tv, la stessa tv dei Minzolini e degli altri tg e talk show dove si ripetono le stesse parole da anni e si ritrovano le stesse facce, come se il tempo non  passasse mai con Berlusconi comunque al centro della scena. Sentire Grillo ha procurato un effetto di straniamento e di incredulità: ma allora si può pensare di fare politica diversamente da quelli che si vedono in tv, questa palude si può rimuovere, dipende da noi, non da Bersani o da Casini, e nemmeno da Grillo. Da dove arrivavano quelle parole così normali e nello stesso tempo così strane e nuove? Parlare di movimenti  e non di partiti, di acqua, inquinamento, mobilità fa effetto, una rivoluzione. Ci voleva un comico!

E così’ pure il grande raduno di Cesena con migliaia di giovani è la conferma che c’è un altro Paese che non si riconosce in questa politica e che credere in noi stessi per un’Italia più giusta, più onesta, più nostra, cioè più vicina a noi, si può. Poi Grillo tornerà a fare il comico, ma intanto una breccia è stata aperta, si vede una possibile strada da cui partire. Ciascuno proverà a fare un suo percorso.  Il futuro dell’Italia dipende da noi.


Woodstock, ieri, oggi, domani - da www.beppegrillo.it


commenti

L'intervista a Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere sull'emendamento per l'editoria contenuto nel Ddl intercettazioni.
(da Radio radicale a cura di Emilio Targia)



Ascolta l'intervista



Il bavaglio sui libri
di Laura Cavallari, avvocato, da Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2010

Il disegno di legge sulle intercettazioni approvato dal Senato il 10 giugno 2010 e ora al vaglio della Camera dove sono stati presentati nuovi emendamenti modifica profondamente l’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, introducendo novità che destano gravi preoccupazioni. 
Oltre alla penalizzazione dei blog con il recente emendamento che impone, per i siti informatici compresi i giornali quotidiani e i periodici diffusi per via telematica, un termine di quarantotto ore dalla richiesta per la pubblicazione della rettifica, la più eclatante novità è l’introduzione dell’obbligo di rettifica anche per la stampa non periodica, non previsto dalla legge vigente. 
 
Il sesto comma dell’art. 8, nel testo approvato dal Senato, prevede che per la “stampa non periodica, l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57 bis del codice penale, provvedono su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cure e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale 
indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità”.

La nuova previsione, che potrebbe apparire come una innocua estensione dell’istituto della rettifica, infligge in realtà un duro colpo alla libertà di espressione e di stampa, penalizzando ingiustificatamente il settore dell’editoria libraria. 

Il diritto alla rettifica, nella sua forma attuale, è uno strumento riparatorio sui generis, una sorta di correttivo al flusso di informazioni diffuse dai periodici e in particolare dai quotidiani. Esso non tende all’accertamento della verità oggettiva, ma serve a completare la notizia diffusa dal periodico con la verità soggettiva dell’interessato (la rettifica proviene dal soggetto “di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano 
stati attribuiti atti o affermazioni o pensieri da essi ritenuti lesivi alla loro dignità o contrari a verità”) il quale deve inviare la richiesta di rettifica allo stesso giornale che ha pubblicato la notizia – che così sopporta un costo modestissimo – per raggiungere gli stessi potenziali lettori. La norma oggi in vigore infine è diretta, attraverso la figura del direttore responsabile, all’impresa giornalistica, della quale questi è dipendente. 
La finalità correttiva e la natura 
mediatica dell’impresa che giustifica questo strumento di “autotutela tempestiva” sono confermate dalla sua presenza con caratteristiche quasi uguali negli altri settori mediatici dell’informazione: radio, tv e siti informatici.
In tutti i casi, la pubblicazione della rettifica è a costo zero ed è rivolta ai potenziali utenti, fruitori della notizia.

L'estensione del diritto di rettifica alla stampa non periodica effettuata dal nuovo testo dell’art. 8 snatura invece l’istituto, ne altera le finalità e impone costi elevatissimi a carico degli autori e, indirettamente degli editori, ledendo gravemente il diritto alla libera espressione del pensiero. La norma è inoltre indeterminata nel contenuto applicativo.
Innanzitutto quello dell’editoria libraria non è un settore preposto e strutturato per raccogliere e fornire informazione a ciclo continuo (non vi è infatti un direttore responsabile né gli autori sono dipendenti dell’impresa). I libri sono il libero prodotto creativo degli autori. 
La norma inoltre non prevede la pubblicazione sullo stesso mezzo (o sul sito dell’autore o dell’editore) ma su ben due quotidiani a tiratura nazionale, che non raggiungono lo stesso pubblico vanificando così la funzione di equivalenza informativa. 
La nuova norma impone inoltre un costo esorbitante – acquisto di spazi su due quotidiani nazionali – e lo pone per di più a carico dell’autore e, conseguentemente, anche dell’editore.

La rettifica viene così trasformata in una sanzione economica di peso insostenibile per l’autore, il quale non potrà più esprimersi se non verrà sostenuto dall’editore. Quest’ultimo subirà per questa via una penalizzazione enorme e una discriminazione ingiustificata rispetto al settore della stampa periodica. Il carattere sanzionatorio della rettifica sarà ancor più grave poiché non si risolverà nell’ambito delle stesse parti in gioco bensì si introdurrà la presenza di un altro soggetto – il quotidiano – che conferirà un crisma alla rettifica quasi risultasse da un accertamento giudiziario coinvolgendo inoltre un pubblico di milioni di lettori rispetto alle decine di migliaia del libro. Tanto più che, tra le novità introdotte dall’art. 8, è previsto che le rettifiche “devono essere pubblicate senza commento”.
Considerando che quello di rettifica è un diritto che si fonda sulla semplice percezione soggettiva che la notizia sia lesiva o inveritiera, le rettifiche possono essere meno vere delle notizie che intendono rettificare. In questo modo gli autori e gli editori che volessero replicare a sostegno delle proprie ragioni sarebbero costretti ad acquistare altri spazi sui due quotidiani nazionali che hanno pubblicato la rettifica con una spirale
di costi inarrestabile. Insomma basterebbe la pubblicazione di qualche libro inchiesta – pur correttissimo nell’informare ma scottante nei contenuti – per mettere al tappeto per la vita un autore o semplicemente in ginocchio un editore librario. Da ultimo occorre segnalare che questo nuovo tipo di rettifica non è neppure disciplinato nelle modalità di applicazione. 

Per la stampa periodica le rettifiche, da un lato, non possono superare un “limite di trenta righe” e, dall’altro lato, vanno pubblicate “in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale della notizia a cui si riferiscono”; per la stampa non periodica non è per nulla chiaro se si applichi il limite delle trenta righe né è chiaro il significato della “idonea collocazione e caratteristica grafica”, tanto più che l’autore non ha alcun controllo sulla pubblicazione nel quotidiano. Con la conseguenza che, ben lungi dal tutelare in maniera equilibrata i diritti e gli interessi delle parti coinvolte (persona interessata alla rettifica, autore, editore), la norma potrebbe avere come unico risultato concreto un aumento del contenzioso al fine di trovare una corretta interpretazione e applicazione del dato normativo.

Non facciamo morire i libri - L'appello dei giuristi


commenti


di Antonio Prudenzano, da
www.affaritaliani.it

Intervista a Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere

Quali sono i libri su cui punterete di più?
"Inchieste importanti, non instant book, su 'ndrangheta, Comunione e liberazione, l'Italia di oggi secondo Iacona, ma anche ricostruzioni di un passato recente come l'anno 1994, anno cruciale in Italia. E poi un bellissimo libro per Natale sulle e con le parole e le canzoni di Gaber. E non cito altri titoli non per dimenticanza ma perché vere sorprese".

A livello di linea editoriale ci saranno novità?
"Già quest'anno abbiamo cominciato ad allargare i nostri temi, pensiamo a "Adesso basta" di Perotti o a "Pane e bugie" di Bressanini. Continueremo a farlo acquisendo anche nuovi autori come abbiamo già fatto per esempio con Camilleri di cui è appena uscito "Di testa nostra", libro intervista con Saverio Lodato. Pensiamo anche a un recupero di autori classici ma proposti in una chiave contemporanea. Vedremo nei prossimi mesi".

Quali difficoltà ha dovuto superare Chiarelettere in questi anni?
"Il punto forte di Chiarelettere è la sua assoluta libertà. Noi vogliamo pubblicare la verità, quella che di volta in volta possiamo testimoniare, non importa che colore politico può avere. Questa scelta ci ha fatto acquistare una forte credibilità presso i nostri lettori e autorevolezza nel mondo della comunicazione. Non possono metterci da parte, far finta che non esistiamo. Pubblicare libri inchiesta però è molto difficile, ci vuole tempo, costanza e non sempre i risultati sono all'altezza delle aspettative. Ma continueremo a farli, è la nostra cifra editoriale. Persino giornalisti stranieri sono interessati alla nostra attività. Non basta però trattare temi scottanti per avere successo. E soprattutto l'attualità a seconda di come la si tratta è materia difficile e rischiosa. I lettori ogni volta vanno conquistati. Bisogna trovare il modo per far venire fuori i problemi di fondo e andare su quei casi che più di altri fanno capire una questione generale. Finora ci siamo appoggiati alle inchieste della magistratura, se con la nuova legge non ci sarà più permesso, saremo obbligati a trovare nuove strade...".


Intervista a Marco Tarò, direttore generale del Gruppo Mauri Spagnol

Come e quanto si è integrata Chiarelettere all'interno di GeMS? Ha portato delle novità significative anche per altri marchi?
"L'integrazione di Chiarelettere nel gruppo è avvenuta cercando di sfruttare al massimo le sinergie industriali che un gruppo come il nostro può offrire, quindi Chiarelettere si avvale dei servizi di gruppo dove la massa critica è importante per avere maggior forza o migliori condizioni. Due esempi tipici sono la rete di vendita e l'ufficio tecnico. Poi, siccome il nostro modello prevede di lasciare la massima indipendenza alle direzioni sulle politiche editoriali liberandoli dal peso di molti aspetti puramente gestionali, Chiarelettere si avvale del servizio amministrativo del gruppo e Lorenzo Fazio è affiancato da me nella gestione della casa editrice, gestione che, come ama ripetere spesso il presidente di GeMS, Stefano Mauri, se svolta correttamente è il primo elemento che contribuisce all'indipendenza di cui sopra. Per gli altri marchi del gruppo credo che l'inserimento di Chiarelettere nell'arcipelago GeMS,  più che portare novità abbia fornito un maggior stimolo ad occuparsi di un certo tipo di saggistica, ovviamente mantenendo ognuna il proprio stile e le proprie caratteristiche".

Com'è andato il primo semestre 2010 di Chiarelettere?
"Le uscite previste per il secondo semestre incoraggiano un certo ottimismo, c'è però un grosso punto di domanda legato al ddl sulle intercettazioni in discussione in questi giorni. Se passerà così come è potremmo essere costretti a cancellare dal programma alcuni libri importanti che si basano sulla ricostruzione dei fatti attraverso la lettura anche di atti giudiziari. Nel ddl poi c'è un punto che ai più sta passando inosservato ma potrebbe risultare una vera spada di damocle per gli editori, cioè l'estensione del diritto di replica agli autori di libri. Per come è scritto oggi sul disegno di legge, pone gli autori, e di conseguenza i loro editori, su un piano diverso rispetto ai giornalisti della carta stampata o di internet, costringendo a pesanti esborsi economici per pubblicare a proprie spese eventuali rettifiche su due quotidiani nazionali. Paradossalmente potrebbe accadere che un mafioso riconosciuto e condannato in tutti i gradi di giudizio, chieda che a spese dell'autore venga pubblicata sul Corriere della Sera e sulla Repubblica una smentita dove si dice che la mafia non esiste e che lui è la persona più onesta e onorabile del mondo. Secondo il testo del ddl in questo caso l'autore, o l'editore per lui, deve pubblicare entro 7 giorni tale rettifica pena una pesante ammenda e senza replicare a sua volta. Lo potrebbe fare il giorno successivo ma sempre a spese sue...".

Le impressioni sono positive in vista della seconda parte dell'anno?
"Le previsioni allo stato attuale, ma sui cui pendono le incertezze che ho esposto in risposta alla domanda precedente, indicano un risultato più o meno in linea con quello degli ultimi due esercizi".

Come si sta muovendo Chiarelettere sul versante e-book?
"Si sta muovendo di concerto con il resto del gruppo. Come già annunciato Rcs, Feltrinelli e Messaggerie Italiane (holding del gruppo di cui fa parte GeMS) lanceranno a ottobre la loro piattaforma di distribuzione per gli ebook, Edigita. Tra i circa 1500 titoli che renderà disponibili ai retailer ci saranno anche quelli di Chiarelettere".

Chiarelettere ha da sempre usato molto il web. Ci sono novità in arrivo su questo versante?
"Premesso che siamo molto soddisfatti per quanto abbiamo fatto fino ad ora, la velocità tipica della rete ci impone continue riflessioni sul futuro dell’area web di Chiarelettere. Ad oggi sono in corso delle analisi affidate a consulenti specializzati e appena avremo i risultati di tali analisi potremmo ragionare in termini più concreti. Ora come ora non posso anticiparle nulla ma non appena avremo definito le strategie future sarò lieto di riprendere con lei questo tema. Insomma diciamo che lo stato attuale è work in progress…".

Chiarelettere a parte, il gruppo GeMS ha in mente nuove acquisizioni  che lo porterebbero al secondo posto per quota di mercato tra i gruppi editoriali italiani, superando così Rizzoli?
"In questo momento siamo molto impegnati nell'integrare, e in alcuni casi correggere la rotta, le acquisizioni fatte lo scorso anno per poter pensare ad altro. Ciò non vuol dire che se dovessero presentarsi occasioni interessanti non le prenderemmo in considerazione. Diciamo che non ce le andiamo a cercare, ma se dovessero essere loro a cercare noi... le prenderemmo sicuramente in considerazione. La quota di mercato è un parametro che ci interessa fino a un certo punto, come si può vedere sul sito di GeMS, sono altri i valori a cui teniamo di più. Poi le acquisizioni sono forse il modo più veloce per aumentare la propria quota ma non l'unico, si può incrementare anche grazie alla crescita interna come dimostra la storia del nostro gruppo. Secondo Nielsen, che però non rileva le quote nel canale della grande distribuzione, alla fine di giugno siamo a un soffio dalla seconda posizione (-0,2% di quota), può darsi che con le vendite della GDO la medaglia d'argento sia già intorno al nostro collo…".





imposimato(ANSA) - Reggio Calabria, 21 luglio.
Alla seconda battuta, Tabularasa, il primo contest di editoria, di inchiesta e di denuncia continua il suo cammino alla scoperta di verità nascoste, scomode, inquietanti. Ecco, allora, che si ritorna dopo 30 anni sul caso Moro scoprendo inediti scenari e raccontando la storia dei 55 giorni che vanno dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano. A farlo sono il giornalista Sandro Provvisionato, autore insieme al magistrato Ferdinando Imposimato del libro "Doveva morire" (edizioni Chiarelettere).  All'incontro insieme ai tanti giovani, politici, studenti, esponenti delle Forze dell'ordine, non ha voluto perdere l'appuntamento il padre di Chiarelettere Lorenzo Fazio.

Dall'unione proprio di un magistrato e un giornalista dopo 30 anni si torna a parlare del caso Moro che "poteva essere salvato, ma nelle stanze del potere qualcuno tramò invece perché venisse ucciso", postilla di Provvisionato intervistato, insieme a Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, dal professore Fabio Cuzzola. "Girando l'Italia — dice Provvisionato — ho notato che nessuno ha dimenticato quella data, nessuno ha dimenticato quel fatto, la memoria è viva. Io ero un giovane cronista lavoravo all'Ansa e in quel giorno la mia testata era in sciopero. Fummo richiamati e andammo in via Fani. Ricordo uno straordinario caos, non c'erano allora i Ris e quella scena venne ampiamente inquinata. Furono 55 giorni di tensione e subito mi accorsi che qualcosa non andava: la macchina informativa cominciò a sussultare e ad avere degli affanni sul versante politico."

Ma chi ha ucciso Aldo Moro? "Il grilletto — risponde Provvisionato —è stato premuto da più mani, le mani delle Brigate Rosse". Ma "le Br che per tanti anni ci hanno fatto paura con il sequestro Moro hanno cambiato forma — sostiene Provvisionato —, dopo la morte dello statista si capì che non erano imbattibili ma un'estremizzazione che c'era nella società. In quei 55doveva morire giorni successero cose stranissime, il caso Moro è un grande mosaico di cui noi conosciamo solo la cornice e alcuni sprazzi e, anche se abbiamo molto da capire, questo affresco si sta completando. Moro finisce al centro di una convergenza di interesse: doveva morire perché sin dall'inizio della sua attività dava fastidio. E per la sua politica diventa una vittima nel momento in cui viene sequestrato". Provvisionato ricostruisce passo dopo passo ordini di cattura bloccati, i collegamenti provati con la Raf, il ruolo di Cossiga, i verbali del Comitato di crisi nascosti per lungo tempo. "Moro era un cattolico liberale e capisce di essere finito in un gioco spaventoso — aggiunge ancora — comprende che da quel gioco non uscirà vivo e cerca lui stesso di fare la trattativa con le Brigate rosse che avevano in mente il processo alla democrazia cristiana. L'esito lo sappiamo. Moro crede di poter fare una trattativa perché è convinto di avere punti fermi nel suo partito, sbagliando però. Gioca la partita sino all'ultimo momento e il 5 maggio nella sua ultima lettera c'è la resa dichiarata di una battaglia persa, una battaglia persa dal paese" (...)

fasanella priore(da www.strill.it)
Mercoled' 22 luglio, la terza serata di Tabularasa, coordinata da Mario Caligiuri, si è aperta con un tuffo nelle vicende degli intrighi internazionali che hanno coinvolto in nostro Paese dal dopoguerra in poi. Giovanni Fasanella e Rosario Priore hanno sviscerato le tematiche più intricate, entrando ed uscendo da una strage all'altra: da Piazza Fontana a Brescia, all'Italicus, alla stazione di Bologna, a Ustica. Proprio su Ustica Priroe si è soffermato sottolineando le numerosissime incongruenze e le morti "strane" che hanno caratterizzato gli anni successivi alla strage, ma anche i giorni immediatamente successivi alla caduta dell'aereo, col Mig libico misteriosamente precipitato nei boschi della Sila. 

Nel corso della serata, inoltre,  Marco Lillo, autore del libro ''Papi'', ha presentato il documentario ''Sotto scacco'', scritto dallo stesso Lillo insieme a Udo Gumpel. Diviso in due parti, il reportage parla  dell'attacco allo Stato e della contemporanea trattativa tra  Cosa nostra e le istituzioni, mentre nella seconda parte  analizza il rapporto tra la mafia e il gruppo  politico-imprenditoriale di Dell'Utri e Berlusconi attraverso testimonianze e intercettazioni emerse nel processo Dell'Utri. ''Questa appresentazione che abbiamo fatto - ha detto Lillo - rappresenta un tabu'. Il documentario e' uscito in contemporanea  con la sentenza della Corte d'appello di Palermo su Marcello Dell'Utri e approfondisce la storia italiana dalla strage di  Capaci fino al processo del senatore del Pdl. Le stragi del '93  non riescono ad essere scritte facilmente e oggi, anche se c'e' chi ha dimenticato, ci sono ancora tanti misteri da svelare''.  

Infine, il giornalista Giuseppe Salvaggiulo, autore de ''La colata'' insieme ad Andrea Garibaldi,  Antonio Massari, Marco Preve e Ferruccio Sansa, ha parlato di ''un'indagine sul partito del cemento che sta cancellando l'Italia e la sua ricchezza. Una colata dla colatai cemento - ha detto Salvaggiulo - sta invadendo l'Italia e questo vuol dire buttar via il nostro inestimabile patrimonio. Dal 2005 l'Italia ha coperto di cemento 12 milioni di ettari del suo territorio ed ha ingurgitato il 40,65 per cento di terra. Il 20% del patrimonio edilizio e' composto da seconde e terze case, costruite a spese della natura. E che puntualmente rimangono pero' vuote per 10-11 mesi all'anno. Per chi se lo puo' permettere ovviamente. Eppure edificare vuol dire disporre in breve tempo di grandi somme di denaro. Un circolo vizioso che ogni hanno muove milioni di euro
all'anno. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Cosi' la ricchezza degli italiani vola via''.

Il patron, in qualche modo il "papà" di Chiarelettere, Lorenzo Fazio, ha seguito per tutta la sua durata "Tabularasa". lo ha fatto certamente per stima e fiducia nella manifestazione stessa, ma lo ha fatto ancor di più per respirare a pieni polmoni l'aria di una certa Calabria poco conosciuta fuori dai suoi confini territoriali. "Crediamo" - ha detto Fazio - "che il Paese abbia bisogno di chi racconti ancora le cose, di chi si interessi di certe storie, soprattutto se scomode, dimenticate. La soddisfazione più grande" - ha concluso Fazio - "è stata certamente rappresentata dalla risposta immediata della gente, dei lettori che hanno da subito condiviso l'idea, il progetto".

(Foto da www.strill.it: Sandro Provvisionato interviene alla prima serata di Tabula Rasa, Giovanni Fasanella e Rosario Priore nel corso della seconda serata)


commenti


Le immagini della manifestazione del 1 luglio a Milano contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.  Sono intervenuti, tra gli altri, Salvatore Borsellino, Vincenzo Consolo , Lorenzo Fazio, Peter Gomez. Ha moderato l’evento Piero Ricca, dell’associazione Qui Milano Libera.




(Video da ilfattoquotidiano.it)



commenti

di Lorenzo Fazio,
Direttore editoriale di Chiarelettere


Conoscere la verità, fare in modo che i cittadini ne vengano  (o non ne vengano ) a conoscenza è il problema numero uno di qualsiasi Stato. Tutto si gioca lì, una parola soltanto. E più una democrazia è forte, più verità riesce ad accettare. Adesso noi italiani siamo ad una svolta: di verità ne abbiamo sempre avuta poca, la nostra democrazia è fragile e spesso è ricorsa alla censura, alle pressioni, ai depistaggi per riuscire a sopravvivere, appoggiandosi anche alla criminalità. Ma è storia antica. Anche l’imprenditoria degli anni venti non si fece problemi a usare i manganelli dei picchiatori fascisti. Abbiamo una tradizione di illibertà.

Ma adesso chi ci governa, con la complicità di una parte della classe dirigente, vuole di più, vuole piegare completamente la magistratura al proprio potere, e zittire la stampa libera intimididendo editori e giornalisti con la minaccia di multe altissime e la prigione.

Nei Paesi anglosassoni esistono leggi come il Freedom of Information Act che proteggono il giornalismo investigativo e garantiscono il diritto di trovare e pubblicare documenti nel pubblico interesse. In Italia no. Qui editori e giornalisti hanno grosse difficoltà a fare inchieste autonome perché sempre esposti alle querele per diffamazione con richieste di risarcimenti enormi. Per questo essi si appoggiano alle inchieste giudiziarie (ma ciò nonostante le querele arrivano lo stesso), proprio per limitare al massimo possibili contestazioni. Con la nuova legge, che proibisce la pubblicazione delle intercettazioni e degli atti delle indagini, anche questa possibilità viene meno, così il diritto all’informazione è compromesso. Il giornalista rimane esposto alle querele, all’arresto, alle multe. E con lui l’editore (passibile di multe molto più elevate).

Inoltre pochi sanno che, come ha ricordato l’avvocato Katia Malavenda, il ddl prevede per l’editore l’obbligo di pubblicare a sue spese eventuali rettifiche da parte di chi si sente criticato ingiustamente in un libro. L’editore deve garantire due pubblicità su testate scelte dalla parte offesa, prima ancora dell’accertamento della magistratura. Decine di migliaia di euro. Un danno enorme, che può ripetersi ed essere esponenziale. Un’arma in più contro gli editori (soprattutto i più piccoli) che vogliono essere liberi. Sembra non esserci scampo, per questo dobbiamo reagire e la società civile che crede nella parola, nella verità, nella democrazia deve esserci al fianco e non farci mancare il suo appoggio.

(da ilfattoquotidiano.it, 1 luglio 2010)


No bavaglio Day, 1 luglio 2010

no bavaglioContro la legge bavaglio, manifestazione nazionale a Roma, Piazza Navona, dalle ore 17 alle 21 Il testo del Ddl
No al silenzio di Stato - Tutti in piazza il 1 luglio - L'appello della FNSI
Gli appuntamenti nelle altre città italiane e all'estero (dal sito del Popolo Viola)
La battaglia degli editori - Intercettazioni: il no degli editori 
Ascolta l'intervista a Stefano Mauri


milano1luglioMilano contro il Bavaglio, ore 18.30 c/o piazza Cordusio.
Gianni Barbacetto, Daniele Biacchessi, Lorenzo Fazio e Peter Gomez partecipano alla manifestazione contro il ddl intercettazioni, in concomitanza con la manifestazione nazionale di Roma. Intervengono Carlo Smuraglia, Guido Besana, Vincenzo Consolo, Mimmo Lombezzi, Federico Sinicato, Gilberto Pagani, Guido Scorza. 


DIRETTA WEB DELLA MANIFESTAZIONE SU VOGLIOSCENDERE.IT, DALLE ORE 17 ALLE 24.




da Il Fatto Quotidiano del 22 maggio

Il direttore editoriale di Chiarelettere spiega perché si vuol mettere il bavaglio ai libri d'inchiesta: da "Papi" a "Fuori orario", per cui le Ferrovie hanno chiesto 26 milioni di danni

Non era mai successo. Il ddl sulle intercettazioni che sta per essere approvato oltre a colpire i giornalisti e gli editori di giornali, punisce gli editori di libri nel caso essi pubblichino prima di un processo inchieste giornalistiche con all’interno parti di atti giudiziari o testi di intercettazioni telefoniche (anche se non più coperti da segreto istruttorio). L’editore ha il compito di vigilare che ciò non avvenga, se non lo fa, le conseguenze sono pesanti, innanzitutto per lui: la multa può arrivare oltre 460 mila euro. La legge così formulata sembra avere un obiettivo preciso: limitare l’azione a chi in questi anni ha provato a raccontare verità scomode riportando all’attenzione dei lettori episodi trattati nelle cronache dei giornali e poi dimenticati. In una parola: limitare la pubblicazione di libri scomodi per chi ha o chi è al potere.

È strano che i libri improvvisamente facciano così paura. Sono sempre stati considerati un oggetto elitario, ogni anno le statistiche ci ricordano che la metà degli italiani non legge (ma non è così vero, basta scorporare i dati del nord da quelli del sud), possibile che ora vadano censurati? Perché di questo si tratta: di censura preventiva. I legislatori, facendo leva sull’enormità della multa che minaccia l’esistenza stessa di una casa editrice, hanno trovato un modo per evitare di tornare alla censura tout court, sarebbe stato troppo rischioso e antistorico. Una volta la mano del censore si abbatteva su tv, giornali e libri (meno). Ricordate Fo allontanato dalla tv? I film vietati e tagliati o addirittura bruciati come nel caso di Ultimo Tango a Parigi? Anche i libri erano talvolta oggetto di censura: quello di Michele Pantaleone, Mafia e politica (gli stessi temi di oggi!) fu portato in tribunale dal ministro Gioia accusato di collusione mafiose ma l’autore fu assolto.

C’è una bellissima fotografia che ritrae nell’aula del tribunale Giulio Einaudi che testimonia con Pantaleone e tutti i redattori e autori storici dell’Einaudi degli anni Settanta, da Stajano a Vivanti, Orengo, Ferrero, Fossati...Anche allora c’era dunque una saggistica di battaglia che andava allo scontro con il potere. Bè, da qualche anno a questa parte (La Casta di Stella e Rizzo ha segnato una svolta ), dopo anni di torpore, quel filone sembra ritornare. Le occasioni non mancano. Ci siamo fatti coraggio… Qui parlo in qualità di testimone, avendo fondato con altri soci una casa editrice, Chiarelettere, che ha incentrato la sua attività proprio su un tipo di saggistica “critica” e d’inchiesta.

Non siamo gli unici per fortuna, ma certamente noi rischiamo di più perché gli altri editori hanno diverse linee editoriali, noi no. Il mio quindi è un grido di protesta ben interessato. Se i legislatori hanno pensato di colpire il nostro lavoro vuol dire che facciamo paura. Che i libri d’inchiesta hanno molti lettori. Forse troppi. Complimenti dunque agli autori, alla loro serietà , al loro coraggio. E adesso? I libri che abbiamo in catalogo potremmo pubblicarli se oggi fosse applicata la nuova legge? Mi vengono in mente subito i volumi di Travaglio (con Gomez) che spesso si avvalgono degli atti giudiziari e ripropongono testi di intercettazioni.

Esilarante la conversazione tra Cuffaro e Berlusconi di qualche anno fa e come dimenticare le raccomandazioni di Berlusconi al sempre disponibile Saccà nel libro Bavaglio (anticipatore ahimè). Tutto materiale non pubblicabile, ora. Così come le registrazioni della D’Addario o le testimonianze di altre ragazze che hanno partecipato alle feste di Berlusconi, pubblicate nel libro Papi, uno scandalo politico. Mi guardo indietro e mi vengono in mente altri libri, altri autori (e mi spiace non citarli tutti). Profondo nero recupera i materiali dell’inchiesta condotta dal pm Vincenzo Calia purtroppo archiviata. Ma i materiali se inutilizzabili per stilare una verità giuridica, sono estremamente interessanti per noi cittadini, per chi vuole sapere che cosa è successo a Bascapé la notte del 27 ottobre 1962 quando precipitò l’aereo di Enrico Mattei. Un episodio decisivo della nostra fragile democrazia.

Questo libro non lo avremmo potuto fare e nemmeno potremmo fare quello in preparazione sul depistaggio in via D’Amelio (L’agenda nera). Altri esempi, altri snodi: la ricostruzione in Capitalismo di rapina della vicenda Fazio e i “furbetti del quartierino” non l’avremmo potuta raccontare, e il golpe “bianco-porpora” tra il 1994 e il 1998, cioè il tentativo di costruire il Grande Centro coi soldi riciclati? L’inchiesta del procuratore Capaldo non ha avuto un seguito ma le testimonianze, i documenti, le fonti confidenziali della finanza sono agli atti. Tutto da buttare, metà Vaticano Spa da bruciare. Siamo ai nostri giorni: arriviamo alla trattativa tra Stato e mafia di cui si parla nel processo a Palermo. Nel Patto, oltre alla storia incredibile dell’infiltrato Luigi Ilardo, sono proposte le testimonianze sconvolgenti dei due agenti della Criminalpol inserite nell’inchiesta sulla morte di Borsellino. Impossibili oggi da utilizzare.

Adesso ci sono nuovi libri da lavorare per l’autunno, inchieste su temi delicati. Dobbiamo confrontarci con gli avvocati. Per noi finora è stato decisivo poterci appoggiare agli atti della magistratura per dare peso alla ricostruzione. Così non ci rimane che affidarci all’iniziativa dei singoli autori. Ma una cosa è la testimonianza resa davanti a un pm, un’altra la testimonianza resa in privato, soprattutto quando essa coinvolge altri. Il rischio delle querele da parte di chi si sente diffamato è alto. E qui si apre un altro capitolo, altrettanto difficile. Ormai sempre più spesso le querele per diffamazione contengono richieste di risarcimento danni talmente alte da sembrare intimidatorie e basta. A fronte di nessuna vera ragione e contro una documentazione inoppugnabile. Le Ferrovie dello Stato ci hanno chiesto per il libro Fuori orario 26 milioni di euro di danni!

Alla fine, comunque, una cosa l’abbiamo capita: la parola continua a fare paura, la memoria dei fatti è “sovversiva”, sollecita attenzioni nuove e insinua dubbi mettendo in discussione biografie altrimenti intoccabili. E questo è troppo. Buon segno se l’appello di Mauri e Laterza contro il ddl è stato firmato da moltissimi editori (i più diversi) e quello di Rodotà su Repubblica da migliaia di cittadini.

Lorenzo Fazio, direttore editoriale Chiarelettere


libertà stampaLa libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.









LA LIBERTÀ DI STAMPA E I LIBRI 

Il testo dell'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE contro disegno di legge sulle intercettazioni.

libertà stampa"Il disegno di legge contenente le norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, dopo essere stato approvato alla Camera e integrato alla Commissione giustizia del Senato sta per essere discusso in Senato.

Così com’è, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione: quello di informazione e di critica. Ci riferiamo in particolare alle modifiche alle disposizioni attualmente vigenti in merito alla possibilità di pubblicare una sintesi degli atti giudiziari (che siano intercettazioni o interrogatori o qualunque altro documento) non più coperti da segreto prima della conclusione dell’udienza preliminare.

Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione a un’altra legge esistente (la 231 del 2001) relativa alla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti (fino a 20.000 euro) sia per gli editori (fino a 465.000 euro). Editori che vengono spinti ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori, attraverso l’acquisizione preliminare di informazioni rilevanti sulle loro inchieste.

Se la legge fosse approvata, per far solo un esempio, oggi probabilmente l’opinione pubblica italiana nulla saprebbe della vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Scajola…

Riteniamo dunque che il nostro paese corra il rischio di una grave limitazione della libertà di stampa, parte essenziale di uno Stato di diritto liberale e democratico. E questo vale non solo per i giornali ma anche per i libri, che svolgono anche in Italia una funzione essenziale per consentire ai cittadini una scelta democratica libera e consapevole.

Ancor più grave sarebbe poi l’effetto sulla società civile. Come chiarito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la cronaca giudiziaria è essenziale in democrazia per consentire ai cittadini di verificare il corretto funzionamento della macchina della giustizia. Privati delle informazioni necessarie non potrebbero formarsi una opinione equilibrata sulla legittimità delle azioni intraprese dalla magistratura,come invece nei recenti casi sopra citati la cronaca giudiziaria ha consentito loro di fare".

FIRMA L'APPELLO  

Editori firmatari

  • Stefano Mauri (Gruppo Editoriale Mauri Spagnol)
  • Alessandro Laterza
  • Giuseppe  Laterza
  • Carlo Feltrinelli
  • Marco Cassini (Minimum Fax)
  • Carmine Donzelli
  • Elido Fazi
  • Paolo Mieli (Rcs libri)
  • Sandra Ozzola (Edizioni E/O)
  • Sandro Ferri (Edizioni E/O)
  • Lorenzo Fazio (Chiarelettere)
  • Renata Gorgani (Il Castoro)
  • Bruno Mari (Giunti)
  • Antonio Sellerio
  • Luigi Spagnol (Ponte alle Grazie)
  • Luca Formenton (Il Saggiatore)
  • Daniela Di Sora (Voland)
  • Ginevra Bompiani (Nottetempo)
  • Federico Motta
  • Luigi Brioschi (Guanda)
  • Marco Zapparoli (Marcos y Marcos)
  • Gaspare Bona (Instar libri)
  • Mario Andreose (Bompiani)
  • Stefano De Matteis (L'Ancora del Mediterraneo)
  • Milena Ciccimarra (Cargo)
  • Giuseppe Russo (Neri Pozza)
  • Oliviero Ponte Di Pino (Garzanti)
  • Anna Maria Malato (Salerno edizioni)
  • Vittorio Bo (Codice)
  • Manuel  Kromer (Claudiana)
  • Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera)
  • Emilia  Lodigiani (Iperborea)
  • Raffaello Avanzini (Newton Compton)
  • Mario Desiati (Fandango)
  • Stefano Passigli
  • Renzo Guidieri (Bollati Boringhieri)
  • Lillo Garlisi (Melampo editore)
  • Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre)
  • Claudio Del Bello (Odradek edizioni)
  • Marco Tropea
  • Mariagrazia Mazzitelli (Salani)
  • Francesco Aliberti (Aliberti editore)
  • Luigi Ciotti (Edizioni gruppo Abele)
  • Vittorio Avanzini (Newton compton editori)
  • Gino Dato (editore della Progedit)
  • Massimo Vitta Zelman (Skira editore spa)
  • Vittorio Anastasia (Ediciclo editore)
  • Antonio  Napolitano (Agenzia libraria editrice)
  • Fabio Ggibellino (freelance)
  • Giuseppe Liverani (edizioni charta)
  • Marco Caria (Publigiovane scarl) 
  • Marco Jellinek (Officina libraria)
  • Roberto Coizet (Edizioni Ambiente)
  • Alfio Vinci (Radio elleuno)
  • Alberto Chiappi (impiegato)
  • Matteo Paternesi (Feltrinelli)
  • Nicola Di Turi 
  • Ortu Giovanni (Paolo Mieli)
  • Giulio Milani (Transeuropa edizioni)
  • Enzo Peruccio (EDT)
  • Claudia Peruccio (EDT)
  • Enrica Raviola (Costarossa edizioni)
  • Piero severi (Astraea editrice) - bologna

 
Lorenzo Fazio, Direttore editoriale di Chiarelettere: "Una forma di censura molto furba"
(ANSA) - TORINO, 16 MAG - Si moltiplicano le adesioni all’appello degli editori, partito ieri dal Salone del Libro di Torino, contro il disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali che, secondo i firmatari, non tocca solo i giornalisti e i giornali, ma l’editoria tutta. Stefano Mauri, presidente del Gruppo Gems e del gruppo editori vari dell’Aie, racconta, il giorno dopo la mancata firma di Mondadori all’appello: “Sono arrivate le adesioni di Nottetempo, Zanichelli, Neri Pozza, Codice Edizioni, ma tutti gli editori vogliono firmare e lo potranno fare da domani sul sito di Laterza. Mi aspetto che destra e sinistra, proprio perché c’é uno scontro in atto da 15 anni fra politica e magistratura, si rendano conto che è bene che i cittadini siano informati sulle iniziative dei magistrati e sulla fondatezza o meno delle smentite dei politici”. “Questo disegno di legge, che dopo l’approvazione alla Camera sta per essere discusso al Senato - spiega Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere - si aggancia ad un’altra legge, la 231, che regola i rapporti aziendali e costringe dirigenti, imprenditori e direttori a vigilare. Le multe per chi pubblica testi di intercettazioni su inchieste non ancora finite sono di massimo 465 mila euro. E’ una forma di censura molto furba”. (ANSA).



 
fuori orarioLe Fs e Moretti portano in tribunale Chiarelettere e Gatti per il libro-inchiesta "Fuori Orario"

di Gianni Barbacetto, da Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2010

Un risarcimento di 26 milioni di euro: questa la richiesta che le Ferrovie dello Stato e il loro amministratore delegato, Mauro Moretti, hanno rivolto al giornalista Claudio Gatti e alla casa editrice Chiarelettere. Per il libro-inchiesta “Fuori orario. Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro Fs”. Saranno i giudici del Tribunale civile di Milano a decidere.
L’atto di citazione è stato notificato due giorni fa a Gatti a New York, dove vive, e all’editore a Milano. “Una richiesta di 26 milioni a una piccola casa editrice che ha un capitale sociale di 100
  mila euro equivale a una minaccia di chiusura”, ha reagito l’editore, Lorenzo Fazio, che sarà difeso, come Gatti, dall’avvocato Caterina Malavenda.
Il volume, arrivato in libreria nell’ottobre 2009, ha avuto finora due edizioni. È il racconto di uno sfascio che è sotto gli occhi di tutti: treni sporchi, ritardi, guasti, sprechi, disservizi; ma anche gare truccate, soldi sprecati, appalti poco trasparenti, strane relazioni con sindacati e sindacalisti, rapporti incestuosi tra dirigenti e fornitori, carriere facili per gli “amici”, licenziamenti e vendette per chi osa opporsi.

Un capitolo è dedicato alla storia dell’Alta velocità all’italiana, alla sua discutibile transustanziazione in Alta capacità (non solo trasporto passeggeri, ma anche merci), alle alchimie finanziarie in cui, al di là delle promesse, i grandi gruppi imprenditoriali italiani guadagnano (senza alcuna gara internazionale) e lo Stato paga. Claudio Gatti, uno dei migliori giornalisti d’inchiesta italiani, inviato speciale del Sole 24 Ore e collaboratore del New York Times e dell’International Herald Tribune, è stato il primo giornalista a scrivere dello scandalo internazionale Oil for food. In “Fuori orario” racconta le ferrovie italiane allineando alcune eccezionali testimonianze e molti inoppugnabili documenti: rapporti riservati, e-mail di dirigenti, consulenti, fornitori. Sei mesi dopo l’uscita in libreria, Moretti – in un momento in cui è in discussione la sua riconferma   al vertice delle ferrovie italiane – passa al contrattacco.
Con richieste pesantissime. Sei milioni di danni morali più due di riparazione pecuniaria avanzate a titolo personale, a cui si aggiungono le richieste di Fs, la società capogruppo (altri sei milioni più due), e quelle di Rfi e di Trenitalia, le società operative (quattro milioni di danni morali più uno di riparazione pecuniaria ciascuna). Totale: 26 milioni.
Una cifra sproporzionata che non può non risultare intimidatoria nei confronti del giornalista e dell’editore. Come quella del presidente
  del Senato Renato Schifani, che ha recentemente intentato una causa civile nei confronti del Fatto Quotidiano con una richiesta di 720 mila euro.

“Più che un atto di citazione, è una controinchiesta”, spiega Gatti.
“Un documento di 67 pagine in cui però non si mette in dubbio neppure uno dei fatti da me raccontati, asserendo che sia falso. Semmai Moretti mi contesta di non aver reso individuabili le mie fonti: ma ci mancherebbe altro. Oppure nell’atto si fa capire che i problemi e i disservizi raccontati, magari veri in passato, non possono essere addebitati a Moretti, che li avrebbe risolti. Ora, Moretti è amministratore delegato di Fs, la capogruppo
, dall’ottobre 2006, ma prima, dal 2000, era amministratore delegato di Rfi, la società operativa.
E tutta la sua carriera, da trent’anni, è interna al gruppo: questo me lo rende anche simpatico, perché è un personaggio diverso dai boiardi di Stato della Prima Repubblica, è un tecnico cresciuto tutto dentro il gruppo delle ferrovie. Ma non può dire: i problemi hanno cominciato a trovare soluzione da quando sono arrivato; perché Moretti non è mai arrivato, nelle ferrovie c’è sempre stato”.

La linea del contrattacco non è: hai scritto cose false; ma: non dipendono da noi, oppure non sono più vere. Ma vallo a dire agli utenti, che i treni non sono più sporchi, non arrivano più in ritardo, non fanno più incidenti, non si guastano più.

Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana Principioattivo
Pagine 256 - euro 15





sfoglia agosto        ottobre

 

VIDEO

Sottoscrivi via email gli aggiornamenti di questo blog

Feed RSS di questo blog  RSS 2.0

CONTATTI
info@chiarelettere.it
Tel. +39.02.00649632
Via Melzi d'Eril 44
20145 Milano


Chiarelettere è promossa da
Pro Libro Service s.r.l. info@prolibroservice.it
e distribuita da Messaggerie



I LIBRI DI CHIARELETTERE

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59
La scheda
Vai alla rubrica


Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
euro 18,60 €
La scheda
Vai alla rubrica


La lobby di Dio
Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
di Ferruccio Pinotti
con la collaborazione di Giovanni Viafora
Collana Principio attivo
Pp. 480 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


1994
L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal Caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi.
Una storia mai raccontata.
di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari
Collana Principio attivo
pp. 480 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Nel paese dei Moratti
Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
di Giorgio Meletti
Collana Principio attivo 
pp. 256 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
di Riccardo Iacona
Collana Reverse
pp. 192 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Di testa nostra
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana Reverse
pp. 224 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'agenda nera
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica

assaltoalpm
Assalto al Pm
di Luigi de Magistris
Collana Reverse
Pagine 336 - euro 14
La scheda del libro
Vai alla rubrica

dopod il ui il diluvio
Dopo di Lui il diluvio
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica

senz'anima
Senz'anima
di Massimo Fini
Collana Reverse
Pagine 496 - euro 15
La scheda del libro
Vai alla rubrica

pane e bugie
Pane e bugie
di Dario Bressanini
Collana Reverse
Pagine 320 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Controcanto
di Marco Revelli
Collana Reverse
euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Grazie

di Riccardo Staglianò
Collana Principio Attivo
Pagine 240 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il partito dell'amore
di Mario Portanova
Collana: Reverse
Pagine 256 - euro 12
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Ad personam
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90
La scheda del libro
Vai alla rubrica


I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse
Pagine 128 - euro 12
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Collana Principio Attivo
Pagine: 338 - euro 16,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
Collana DVD + libro
Euro 24
La scheda
Vai alla rubrica


Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
Pagine: 220 - euro 14
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
a cura di Elena Valdini
Pagine: 484 - euro 59,00
La scheda del libro


Dentro l'Opus Dei
di Emanuela Provera
Collana: reverse
Pagine: 216 - euro 4,00
La scheda del libro


Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
La scheda del libro


Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
La scheda del libro


La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
La scheda del libro


Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
La scheda


Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
La scheda del libro


Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
La scheda del libro


Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
La scheda del libro


Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
La scheda del libro


Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
Pagine: 77 - euro 19,60
La scheda del libro


Processo agli economisti
di Roberto Petrini
Collana: reverse
Pagine: 170 - euro 13,60
La scheda del libro


Vaticano S.p.A.
di Gianluigi Nuzzi
Collana: principioattivo
La scheda del libro
La rubrica dell'autore


Italia Anno Zero
di Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Vauro
Collana: reverse
La scheda del libro


I nuovi mostri
di Oliviero Beha
Collana: reverse
Pagine: 281 - 13,60 euro
La scheda del libro


La morsa
di Loretta Napoleoni
Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
La scheda del libro


L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
Collana: principioattivo
Pagine 337 - 16 euro
La scheda del libro


Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica
Il gruppo su facebook


Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Collana: reverse
Pagine: 230 - euro 12,60
La scheda del libro
Il Teatro Narrativo Civile


Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
La scheda del libro
Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
La scheda del libro


Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
La scheda del libro


La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro


Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
La scheda del libro


Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
La scheda del libro


La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
La scheda del libro


I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
La scheda del libro
Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica
La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica









Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica
Ascolta l'incipit
 
 


 



Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
La scheda del libro
Vai alla rubrica

Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica



Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro

Vai alla rubrica

Ascolta l'incipit

Il blog dell'autore



Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
La scheda del libro

Vai alla rubrica



L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
La scheda del libro
Il blog dell'autore