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Marcello Dell'Utri condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
  Fino al 1992 intrattenne rapporti con altri “eroi”, componenti di Cosa Nostra.

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, da Il Fatto Quotidiano del 30 giugno 2010

C’è la storia dello stalliere mafioso palermitano, “eroico” per omertà, sbarcato ad Arcore a metà degli anni ‘70, simbolo vivente della protezione accordata a Berlusconi da Cosa Nostra. In quegli anni la mafia progettava sequestri nel giardino di Arcore (il barone D’Angerio, lo stesso Berlusconi, e quello di uno dei figli del futuro premier) per indurre il facoltoso imprenditore a “coprirsi” con un’“autorevole” tutela. E c’è la storia delle “antenne”, con gli assegni di 200 milioni annotati nel libro mastro della cosca di San Lorenzo in coincidenza con l’avvio dell’avventura televisiva, in quegli anni di etere selvaggio, in cambio sempre di tranquilla protezione. Ci sono gli attentati alla Standa di Catania e le estorsioni trapanesi all’imprenditore Vincenzo Garraffa, attraverso il mafioso Vincenzo Virga. Altro che “interventi per motivi umanitari”, o reato di amicizia.
L’uomo che si è pentito di aver fondato Forza Italia e che ha ammesso di essere entrato in politica per salvarsi dal processo, non ce l’ha fatta: il giovane patron della Bacigalupo, cacciatore di talenti calcistici e poi di pubblicità, il raffinato bibliofilo che prendeva il caffè con boss del calibro di Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, che conversava cordialmente con Mimmo Teresi e Stefano Bontade, che lavorava con Filippo Alberto Rapisarda, che pranzava con Antonino Calderone, che presenziava alle nozze di Jimmy Fauci, che sponsorizzava i provini al Milan del figlio di un favoreggiatore di mafiosi di Palermo, non è la vittima di sfortunati episodi occasionali, come hanno tentato di sostenere i suoi difensori, ma il consapevole fiancheggiatore di Cosa Nostra che negli anni, con un permanente contributo, ha concorso a rafforzare l’organizzazione
 
criminale, condividendone gli obiettivi e le violente modalità di sopraffazione.

Questo è, per i giudici d’appello, Marcello Dell’Utri. È il factotum di Berlusconi che ha curato la “messa a posto” con la mafia, attraverso il versamento di denaro, ottenendo la protezione per le antenne in Sicilia, e lo ha fatto – non dalla posizione di vittima, come sostengono i legali – ma
  perché complice dei boss. È il consigliori siciliano che, seduto allo stesso tavolo del ricevimento nuziale di Fauci, si è “messo a disposizione” di Franco Di Carlo, latitante di Altofonte, su suggerimento di Mimmo Teresi, fornendogli il suo numero di telefono per le sue esigenze a Milano. È il premuroso manager che ha spedito il boss Virga dal presidente della Pallacanestro Trapani, per “convincerlo” a pagare una tangente in nero a Publitalia, concordata in precedenza. Lo ha fatto seguendo metodi e criteri mafiosi, e anche per difendere gli interessi del suo capo.

Questo fino al ‘92. Poi il buio. Nel verdetto d’appello di Palermo, la foto dell’amico dei mafiosi si dissolve nell’anno delle stragi siciliane e scompare il suo ruolo
 
politico. Come Andreotti è stato riconosciuto interlocutore dei boss fino all’82, la sentenza Dell’Utri restituisce l’istantanea di un fiancheggiatore “a tempo”, che scompare dal palcoscenico stragista nell’anno del ribaltone politico, sganciando il suo ruolo ingombrante dall’avventura del partito-azienda, del quale egli è uno dei fondatori. La corte d’appello di Palermo dimentica del tutto l’esito dell’inchiesta dei pm di Firenze che, indagando su “Autore 1” e “Autore 2”, alias Berlusconi e Dell’Utri (sospettati e poi pro-sciolti dall’accusa di essere i mandanti occulti delle stragi), avevano raggiunto una certezza: e cioè quella che “la natura e la durata del rapporto” tra il leader di Forza Italia, il suo braccio destro e i capimafia, nel periodo delle bombe, “non ha mai cessato di dimensionarsi, almeno in parte, sulle esigenze di Cosa Nostra”. Su questo, almeno, alla fine l’ha spuntata Dell’Utri: sono “minchiate” le accuse rilanciate da Gaspare Spatuzza, che il senatore liquida come “Spatuzza-tura”, e da Massimo Ciancimino, da lui definito “cretino, pazzo e mitomane”.

Ora la sentenza “bifronte” della Corte d’Appello apre due scenari diversi. L’assoluzione parziale di Dell’Utri, che dal ‘92 in poi per i giudici non ha più colpevoli frequentazioni mafiose, sembra allinearsi con la decisione del Viminale 
di negare la protezione a Spatuzza e incombe sul prosieguo delle indagini. Il verdetto che oggi ci consegna il volto ambiguo di un senatore-fiancheggiatore mafioso “a tempo”, è un punto interrogativo per i magistrati inquirenti che a Palermo, Caltanissetta e Firenze stanno cercando di ricostruire un pezzo di storia del Paese.
Ma contestualmente la condanna parziale dello stesso Dell’Utri, per il periodo precedente, pesa sulla vicenda politica italiana, chiamata a gestire il fardello ingombrante dell’uomo simbolo dell’origine di Forza Italia, ora seduto a Palazzo Madama con una doppia patente di filo-mafiosità. 

La palla giudiziaria passa alla Cassazione. Nell’attesa, Dell’Utri non trova di meglio che ribadire per l’ennesima volta come Mangano sia “un eroe”, per il suo ostinato silenzio alle domande dei pm sui rapporti con Berlusconi. E si vanta di aver suggerito in prima persona al premier di avvalersi della facoltà di non rispondere, in primo grado. Ora, però, il concetto di eroismo aziendale, fondato sull’omertà e sulle coperture reciproche, rischia di trasferirsi dallo stalliere allo stesso Dell’Utri. “Silvio non capisce che deve ringraziarmi – confidò il fondatore di Forza Italia a Ezio Cartotto, nel marzo del ’94 – se dovessi aprire bocca io...”. 
  


Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza sono da anni impegnati a raccontare la mafia. Da giornalisti e testimoni. Per Chiarelettere hanno pubblicato "L’Agenda rossa di Paolo Borsellino" (2007, 6 edizioni) e "Profondo nero" (2009,3 edizioni). A giugno del 2010 è uscito "L'agenda nera".


agenda neraL'agenda nera
della Seconda Repubblica.
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15

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agenda nera

L'intervista di Rainews 24 a Giuseppe Lo Bianco, autore con Sandra Rizza, di "L'agenda nera della Seconda Repubblica".


agenda neraL'agenda nera
della Seconda Repubblica.
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
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Intervista a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, autori di "L'Agenda nera".

Con la legge bavaglio il libro: "L'Agenda Nera" non sarebbe potuto uscire. E' una delle ultime occasioni per informarsi sulla nascita della Seconda Repubblica, quella in cui viviamo sospesi da 15 anni e nata dal sangue di Falcone e Borsellino. Il cinismo degli italiani li perderà, perché, se è vero che la maggior parte del Paese non sa nulla e spesso non vuole sapere nulla, migliaia di politici, imprenditori, giornalisti sanno molto, forse tutto, e rimangono in silenzio per partecipare al banchetto o più semplicemente per tirare a campare. Montezemolo o Monti o la Marcegaglia, Casini, D'Alema o Fini, De Bortoli, Galli della Loggia o Romano sono da sempre sullo sfondo a fare da tappezzeria. La legge bavaglio è nata con la strage di via D'Amelio, non è stata necessaria una legge, il bavaglio, gli italiani se lo sono messi da soli.
(da beppegrillo.it)

agenda neraL'agenda nera
della Seconda Repubblica.
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15

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 agenda nera
In libreria dal 10 giugno 2010

L'agenda nera
della Seconda Repubblica
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato.
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15

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“L’instabilità e la mancanza di credibilità istituzionale oggi è tale che potrebbe produrre tentazioni stragiste.”
Nico Gozzo, procuratore aggiunto a Caltanissetta

La verità su via D’Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com’è possibile che investigatori considerati pilastri dell’antimafia abbiano dato credito a un’assurdità così clamorosa? Lo Bianco e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici mistificazioni.

L'agenda nera si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia.

In attesa degli esiti dell’indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude il libro un’intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.

Sommario
Prologo. Cui prodest?
Antefatto. La prima trattativa (maggio - luglio 1992)
Via D'Amelio, il Signor Nessuno e la genesi del depistaggio (luglio - ottobre 1992)
Lo stop alle indagini (novembre 1992 - febbraio 1993)
La nuova trattativa (febbraio - dicembre 1993)
La "moratoria" e il trionfo di Forza Italia (gennaio - novembre 1994)
Così si fabbrica un pentito: primi indizi del depistaggio (gennaio 1995 - dicembre 1999)
Sei processi da rifare (gennaio 2000 - giugno 2006)
Fine della tregua: la partita del 41 bis (gennaio 2000 - febbraio 2006)
La strategia mediatica di Cosa nostra: piccoli corleonesi crescono (aprile 2006 - novembre 2009)
Il rebus Spatuzza: la "bomba atomica" che minaccia la credibilità dello Stato (gennaio 2008 - aprile 2010)
Al di sopra di ogni sospetto: l'indagine sui depistatori (settembre 2008 - gennaio 2010)
Conclusioni. Un Paese al bivio
Nota degli autori
Fonti e documentazione
Cronologia
Diciotto anni dopo
Intervista a Nico Gozzo, procuratore aggiunto di Caltanisetta
Appendice
Dichiarazioni spontanee del generale Mario Mori nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo
Sulla richiesta di ammissione del teste Massimo Ciancimino nel processo d'appello a carico di Marcello Dell'Utri

Giuseppe Lo Bianco
e Sandra Rizza sono da anni impegnati a raccontare la mafia. Da giornalisti e testimoni. Oggi scrivono su “il Fatto Quotidiano”. Per Chiarelettere hanno pubblicato "L’agenda rossa di Paolo Borsellino" (2007, 6 edizioni) e "Profondo nero" (2009, 3 edizioni).

Rassegna stampa




L'intervista di Giuseppe Lo Bianco, autore, con Sandra Rizza, di Profondo Nero, nell'ambito della puntata di "Terra!" dell'8 aprile dedicata al caso Pasolini (dal minuto 26').

terra

Guarda la puntata di "Terra!"

profondo neroMattei, De Mauro, Pasolini. Un'unica pista all'origini delle stragi di Stato.

Profondo nero

di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60

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 profondo nero
La storia del romanzo Petrolio e del capitolo scomparso (l’Appunto 21) è stato raccontato recentemente nel libro di Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco, Profondo nero.

I due autori, dopo aver ricostruito la vicenda della morte di Mattei, dovuta non a incidente ma ad un attentato, arrivano a parlare di Pasolini, della sua morte e del romanzo Petrolio. Pasolini aveva scoperto “qualcosa” di molto importante ma nessun critico, quando nel 1992 esce il libro, ne fa cenno.
Eppure Petrolio è il romanzo delle stragi e racconta il lato oscuro della politica italiana, travestendo i personaggi storici con nomi di fantasia. I riferimenti però sono chiarissimi. Troppo.

Con venticinque anni di ritardo il giudice Vincenzo Calia arriva alle stesse conclusioni di Pasolini, collegando l’attentato a Mattei con Piazza Fontana e le altre stragi. Pasolini è in grado di smascherare gli assassini di Stato.  Ecco cosa c’entra l’omicidio di Pasolini con il delitto Mattei.

In Profondo nero tutta la vicenda viene ricostruita nel capitolo Petrolio (pp. 234-246), Il romanzo delle stragi (pp.247-249), Lampi sull’Eni (pp.250-255, con stralci dal romanzo), Da Cefis a Gelli  (pp.256-267).

Le carte dell’inchiesta del pm Vincenzo Calia, conclusasi nel 2004, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l’intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un’approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica. Rimane una domanda: dove è finito l’Appunto 21 di Petrolio misteriosamente scomparso?
 
Gli autori
Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. Ha scritto anche per “Il Giornale di Sicilia” e “L’Ora” e oggi collabora con “L’espresso”, “Micro-Mega” e “Il Fatto quotidiano”.
Sandra Rizza ha lavorato come cronista giudiziaria all’Ansa di Palermo. Ha esordito a “L’Ora” e scritto anche per “Panorama”, “La Stampa” e “Il Manifesto”. Oggi collabora con "L'Espresso", “MicroMega” e “Il Fatto Quotidiano”.
Insieme hanno scritto "Rita borsellino. la sfida siciliana" (2006) e "Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano" (2006), pubblicati da Editori Riuniti.
Sono autori de "L’agenda rossa di Paolo Borsellino" (Chiarelettere 2007, tre edizioni, 30.000 copie).

Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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Su questo tema:
«Il sangue, i vestiti, il plantare. Riapriamo il caso Pasolini» - Veltroni scrive ad Alfano: «Oggi la scienza può dirci la verità su quel delitto», Corriere della Sera, 22 marzo 2010.

Tutti gli articoli






Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza presentano "Profondo nero"

Intervengono: Guido Calvi, Luca Tescaroli (Pm), Giovanni Pellegrino (già Presidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sulle stragi), Sandro Provvisionato (autore insieme a Ferdinando Imposimato di "Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro") e Paolo Cucchiarelli.

Martedì 10 marzo - ore 18
C/o Roma, Libreria Feltrinelli. Via E. Orlando 78/81 - ore 18
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Dal 20 febbraio 2009 in libreria

"La Loggia P2 è stata fondata da Eugenio Cefis che l’ha gestita fino a quando è rimasto presidente della Montedison.”
Secondo una nota riservata del Sismi agli atti dell’inchiesta di Pavia del pm Vincenzo Calia.

“Forse l’abbattimento dell’aereo di Mattei è stato il primo gesto terroristico nel nostro Paese.”
Amintore Fanfani.

“Per me i partiti sono come taxi. Salgo, pago la corsa e scendo.”
Enrico Mattei.

Eccolo il mistero italiano. Il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano in mano le informazioni giuste per raccontare la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi.
Erano gli anni Settanta.
Il primo stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell’Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Il secondo stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul “Corriere della Sera” (“Cos’è questo golpe”).

De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l’uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il "sistema Cefis" (controllo dell’informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico), mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica.

Le carte dell’inchiesta del pm Vincenzo Calia, conclusasi nel 2004, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l’intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un’approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica.

Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Chiarelettere editore
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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Le presentazioni

10 marzo - Roma, la Feltrinelli via V.E. Orlando 78/81 - ore 18
Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e Sandro Provvisionato presentano Profondo nero.
1 aprile - Perugia, Festival internazionale del giornalismo, Sala Ex Borsa Merci - ore 19.30
Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e Bernhard Pfletschinger presentano Profondo nero.
Modera: Andrea Purgatori.

Gli autori

Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. Ha scritto anche per “Il Giornale di Sicilia” e “L’Ora” e oggi collabora con “L’espresso” e “Micro-Mega”.
Sandra Rizza ha lavorato come cronista giudiziaria all’Ansa di Palermo. Ha esordito a “L’Ora” e scritto anche per “Panorama”, “La Stampa” e “il manifesto”. Oggi collabora con “L’espresso” e “MicroMega”.

Insieme hanno scritto Rita Borsellino. La sfida siciliana (2006) e Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano (2006), pubblicati da Editori Riuniti. Sono autori de L’agenda rossa di Paolo Borsellino (Chiarelettere 2007, tre edizioni, 25.000 copie).


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Un nuovo libro. Dal 28 giugno in libreria, nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007). Scritto da Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio. (pp. XVI-240, 12 euro).

Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava  le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.

Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè
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“Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio.

Gli autori
Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. E’ stato redattore del Giornale di Sicilia e de L’Ora di Palermo.
Sandra Rizza è cronista di giudiziaria all’Ansa di Palermo. Ha lavorato come corrispondente per La Stampa e Panorama.

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Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
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Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59
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Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
euro 18,60 €
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La lobby di Dio
Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
di Ferruccio Pinotti
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Pp. 480 - euro 16,60
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L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal Caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi.
Una storia mai raccontata.
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Collana Principio attivo
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Nel paese dei Moratti
Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
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Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
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Di testa nostra
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
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L'agenda nera
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
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La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
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Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
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Assalto al Pm
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Dopo di Lui il diluvio
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Senz'anima
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Pane e bugie
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I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
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Traduzione di Valentina Abaterusso
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Il patto
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
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Agenda voglioscendere 2010
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Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
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Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
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Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
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Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
La scheda del libro


La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
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La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
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Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
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