.
Annunci online

abbonamento
commenti

L'intervista a Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere sull'emendamento per l'editoria contenuto nel Ddl intercettazioni.
(da Radio radicale a cura di Emilio Targia)



Ascolta l'intervista



Il bavaglio sui libri
di Laura Cavallari, avvocato, da Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2010

Il disegno di legge sulle intercettazioni approvato dal Senato il 10 giugno 2010 e ora al vaglio della Camera dove sono stati presentati nuovi emendamenti modifica profondamente l’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, introducendo novità che destano gravi preoccupazioni. 
Oltre alla penalizzazione dei blog con il recente emendamento che impone, per i siti informatici compresi i giornali quotidiani e i periodici diffusi per via telematica, un termine di quarantotto ore dalla richiesta per la pubblicazione della rettifica, la più eclatante novità è l’introduzione dell’obbligo di rettifica anche per la stampa non periodica, non previsto dalla legge vigente. 
 
Il sesto comma dell’art. 8, nel testo approvato dal Senato, prevede che per la “stampa non periodica, l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57 bis del codice penale, provvedono su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cure e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale 
indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità”.

La nuova previsione, che potrebbe apparire come una innocua estensione dell’istituto della rettifica, infligge in realtà un duro colpo alla libertà di espressione e di stampa, penalizzando ingiustificatamente il settore dell’editoria libraria. 

Il diritto alla rettifica, nella sua forma attuale, è uno strumento riparatorio sui generis, una sorta di correttivo al flusso di informazioni diffuse dai periodici e in particolare dai quotidiani. Esso non tende all’accertamento della verità oggettiva, ma serve a completare la notizia diffusa dal periodico con la verità soggettiva dell’interessato (la rettifica proviene dal soggetto “di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano 
stati attribuiti atti o affermazioni o pensieri da essi ritenuti lesivi alla loro dignità o contrari a verità”) il quale deve inviare la richiesta di rettifica allo stesso giornale che ha pubblicato la notizia – che così sopporta un costo modestissimo – per raggiungere gli stessi potenziali lettori. La norma oggi in vigore infine è diretta, attraverso la figura del direttore responsabile, all’impresa giornalistica, della quale questi è dipendente. 
La finalità correttiva e la natura 
mediatica dell’impresa che giustifica questo strumento di “autotutela tempestiva” sono confermate dalla sua presenza con caratteristiche quasi uguali negli altri settori mediatici dell’informazione: radio, tv e siti informatici.
In tutti i casi, la pubblicazione della rettifica è a costo zero ed è rivolta ai potenziali utenti, fruitori della notizia.

L'estensione del diritto di rettifica alla stampa non periodica effettuata dal nuovo testo dell’art. 8 snatura invece l’istituto, ne altera le finalità e impone costi elevatissimi a carico degli autori e, indirettamente degli editori, ledendo gravemente il diritto alla libera espressione del pensiero. La norma è inoltre indeterminata nel contenuto applicativo.
Innanzitutto quello dell’editoria libraria non è un settore preposto e strutturato per raccogliere e fornire informazione a ciclo continuo (non vi è infatti un direttore responsabile né gli autori sono dipendenti dell’impresa). I libri sono il libero prodotto creativo degli autori. 
La norma inoltre non prevede la pubblicazione sullo stesso mezzo (o sul sito dell’autore o dell’editore) ma su ben due quotidiani a tiratura nazionale, che non raggiungono lo stesso pubblico vanificando così la funzione di equivalenza informativa. 
La nuova norma impone inoltre un costo esorbitante – acquisto di spazi su due quotidiani nazionali – e lo pone per di più a carico dell’autore e, conseguentemente, anche dell’editore.

La rettifica viene così trasformata in una sanzione economica di peso insostenibile per l’autore, il quale non potrà più esprimersi se non verrà sostenuto dall’editore. Quest’ultimo subirà per questa via una penalizzazione enorme e una discriminazione ingiustificata rispetto al settore della stampa periodica. Il carattere sanzionatorio della rettifica sarà ancor più grave poiché non si risolverà nell’ambito delle stesse parti in gioco bensì si introdurrà la presenza di un altro soggetto – il quotidiano – che conferirà un crisma alla rettifica quasi risultasse da un accertamento giudiziario coinvolgendo inoltre un pubblico di milioni di lettori rispetto alle decine di migliaia del libro. Tanto più che, tra le novità introdotte dall’art. 8, è previsto che le rettifiche “devono essere pubblicate senza commento”.
Considerando che quello di rettifica è un diritto che si fonda sulla semplice percezione soggettiva che la notizia sia lesiva o inveritiera, le rettifiche possono essere meno vere delle notizie che intendono rettificare. In questo modo gli autori e gli editori che volessero replicare a sostegno delle proprie ragioni sarebbero costretti ad acquistare altri spazi sui due quotidiani nazionali che hanno pubblicato la rettifica con una spirale
di costi inarrestabile. Insomma basterebbe la pubblicazione di qualche libro inchiesta – pur correttissimo nell’informare ma scottante nei contenuti – per mettere al tappeto per la vita un autore o semplicemente in ginocchio un editore librario. Da ultimo occorre segnalare che questo nuovo tipo di rettifica non è neppure disciplinato nelle modalità di applicazione. 

Per la stampa periodica le rettifiche, da un lato, non possono superare un “limite di trenta righe” e, dall’altro lato, vanno pubblicate “in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale della notizia a cui si riferiscono”; per la stampa non periodica non è per nulla chiaro se si applichi il limite delle trenta righe né è chiaro il significato della “idonea collocazione e caratteristica grafica”, tanto più che l’autore non ha alcun controllo sulla pubblicazione nel quotidiano. Con la conseguenza che, ben lungi dal tutelare in maniera equilibrata i diritti e gli interessi delle parti coinvolte (persona interessata alla rettifica, autore, editore), la norma potrebbe avere come unico risultato concreto un aumento del contenzioso al fine di trovare una corretta interpretazione e applicazione del dato normativo.

Non facciamo morire i libri - L'appello dei giuristi




da Il Fatto Quotidiano del 22 maggio

Il direttore editoriale di Chiarelettere spiega perché si vuol mettere il bavaglio ai libri d'inchiesta: da "Papi" a "Fuori orario", per cui le Ferrovie hanno chiesto 26 milioni di danni

Non era mai successo. Il ddl sulle intercettazioni che sta per essere approvato oltre a colpire i giornalisti e gli editori di giornali, punisce gli editori di libri nel caso essi pubblichino prima di un processo inchieste giornalistiche con all’interno parti di atti giudiziari o testi di intercettazioni telefoniche (anche se non più coperti da segreto istruttorio). L’editore ha il compito di vigilare che ciò non avvenga, se non lo fa, le conseguenze sono pesanti, innanzitutto per lui: la multa può arrivare oltre 460 mila euro. La legge così formulata sembra avere un obiettivo preciso: limitare l’azione a chi in questi anni ha provato a raccontare verità scomode riportando all’attenzione dei lettori episodi trattati nelle cronache dei giornali e poi dimenticati. In una parola: limitare la pubblicazione di libri scomodi per chi ha o chi è al potere.

È strano che i libri improvvisamente facciano così paura. Sono sempre stati considerati un oggetto elitario, ogni anno le statistiche ci ricordano che la metà degli italiani non legge (ma non è così vero, basta scorporare i dati del nord da quelli del sud), possibile che ora vadano censurati? Perché di questo si tratta: di censura preventiva. I legislatori, facendo leva sull’enormità della multa che minaccia l’esistenza stessa di una casa editrice, hanno trovato un modo per evitare di tornare alla censura tout court, sarebbe stato troppo rischioso e antistorico. Una volta la mano del censore si abbatteva su tv, giornali e libri (meno). Ricordate Fo allontanato dalla tv? I film vietati e tagliati o addirittura bruciati come nel caso di Ultimo Tango a Parigi? Anche i libri erano talvolta oggetto di censura: quello di Michele Pantaleone, Mafia e politica (gli stessi temi di oggi!) fu portato in tribunale dal ministro Gioia accusato di collusione mafiose ma l’autore fu assolto.

C’è una bellissima fotografia che ritrae nell’aula del tribunale Giulio Einaudi che testimonia con Pantaleone e tutti i redattori e autori storici dell’Einaudi degli anni Settanta, da Stajano a Vivanti, Orengo, Ferrero, Fossati...Anche allora c’era dunque una saggistica di battaglia che andava allo scontro con il potere. Bè, da qualche anno a questa parte (La Casta di Stella e Rizzo ha segnato una svolta ), dopo anni di torpore, quel filone sembra ritornare. Le occasioni non mancano. Ci siamo fatti coraggio… Qui parlo in qualità di testimone, avendo fondato con altri soci una casa editrice, Chiarelettere, che ha incentrato la sua attività proprio su un tipo di saggistica “critica” e d’inchiesta.

Non siamo gli unici per fortuna, ma certamente noi rischiamo di più perché gli altri editori hanno diverse linee editoriali, noi no. Il mio quindi è un grido di protesta ben interessato. Se i legislatori hanno pensato di colpire il nostro lavoro vuol dire che facciamo paura. Che i libri d’inchiesta hanno molti lettori. Forse troppi. Complimenti dunque agli autori, alla loro serietà , al loro coraggio. E adesso? I libri che abbiamo in catalogo potremmo pubblicarli se oggi fosse applicata la nuova legge? Mi vengono in mente subito i volumi di Travaglio (con Gomez) che spesso si avvalgono degli atti giudiziari e ripropongono testi di intercettazioni.

Esilarante la conversazione tra Cuffaro e Berlusconi di qualche anno fa e come dimenticare le raccomandazioni di Berlusconi al sempre disponibile Saccà nel libro Bavaglio (anticipatore ahimè). Tutto materiale non pubblicabile, ora. Così come le registrazioni della D’Addario o le testimonianze di altre ragazze che hanno partecipato alle feste di Berlusconi, pubblicate nel libro Papi, uno scandalo politico. Mi guardo indietro e mi vengono in mente altri libri, altri autori (e mi spiace non citarli tutti). Profondo nero recupera i materiali dell’inchiesta condotta dal pm Vincenzo Calia purtroppo archiviata. Ma i materiali se inutilizzabili per stilare una verità giuridica, sono estremamente interessanti per noi cittadini, per chi vuole sapere che cosa è successo a Bascapé la notte del 27 ottobre 1962 quando precipitò l’aereo di Enrico Mattei. Un episodio decisivo della nostra fragile democrazia.

Questo libro non lo avremmo potuto fare e nemmeno potremmo fare quello in preparazione sul depistaggio in via D’Amelio (L’agenda nera). Altri esempi, altri snodi: la ricostruzione in Capitalismo di rapina della vicenda Fazio e i “furbetti del quartierino” non l’avremmo potuta raccontare, e il golpe “bianco-porpora” tra il 1994 e il 1998, cioè il tentativo di costruire il Grande Centro coi soldi riciclati? L’inchiesta del procuratore Capaldo non ha avuto un seguito ma le testimonianze, i documenti, le fonti confidenziali della finanza sono agli atti. Tutto da buttare, metà Vaticano Spa da bruciare. Siamo ai nostri giorni: arriviamo alla trattativa tra Stato e mafia di cui si parla nel processo a Palermo. Nel Patto, oltre alla storia incredibile dell’infiltrato Luigi Ilardo, sono proposte le testimonianze sconvolgenti dei due agenti della Criminalpol inserite nell’inchiesta sulla morte di Borsellino. Impossibili oggi da utilizzare.

Adesso ci sono nuovi libri da lavorare per l’autunno, inchieste su temi delicati. Dobbiamo confrontarci con gli avvocati. Per noi finora è stato decisivo poterci appoggiare agli atti della magistratura per dare peso alla ricostruzione. Così non ci rimane che affidarci all’iniziativa dei singoli autori. Ma una cosa è la testimonianza resa davanti a un pm, un’altra la testimonianza resa in privato, soprattutto quando essa coinvolge altri. Il rischio delle querele da parte di chi si sente diffamato è alto. E qui si apre un altro capitolo, altrettanto difficile. Ormai sempre più spesso le querele per diffamazione contengono richieste di risarcimento danni talmente alte da sembrare intimidatorie e basta. A fronte di nessuna vera ragione e contro una documentazione inoppugnabile. Le Ferrovie dello Stato ci hanno chiesto per il libro Fuori orario 26 milioni di euro di danni!

Alla fine, comunque, una cosa l’abbiamo capita: la parola continua a fare paura, la memoria dei fatti è “sovversiva”, sollecita attenzioni nuove e insinua dubbi mettendo in discussione biografie altrimenti intoccabili. E questo è troppo. Buon segno se l’appello di Mauri e Laterza contro il ddl è stato firmato da moltissimi editori (i più diversi) e quello di Rodotà su Repubblica da migliaia di cittadini.

Lorenzo Fazio, direttore editoriale Chiarelettere


libertà stampaLa libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.









Intervista a Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere
a cura di Simona Maggiorelli (Left, ottobre 2009)

E' il caso editoriale degli ultimi anni. In pochissimo tempo, dal 2007 a oggi, Chiarelettere, fondata e diretta da Lorenzo Fazio (genovese, con alle spalle esperienze di lavoro in Einaudi e Bur), si è imposta sul mercato con titoli incisivi, controcorrente, di forte denuncia. Con libri come Vaticano spa o il recente Il regalo di Berlusconi, riuscendo a intercettare un pubblico laico, attento ai valori della democrazia, che credevamo assopito. «Di fatto - commenta Fazio - oggi c’è una forte divaricazione fra ciò che viene proposto da grandi giornali e tv e ciò che accade nel mondo dei libri che affrontano certi temi di attualità. Testi come quello di Nuzzi, per esempio, non hanno avuto un’accoglienza sui media tale da giustificare una tiratura e una vendita così eccezionale (70mila copie). La Repubblica e La Stampa hanno pubblicato solo una nota nelle pagine dell’economia. Un atteggiamento strano visto che Vaticano spa tratta di verità incontestabili, dati alla mano. Doveva esplodere un caso. Ma sui giornali non è stato registrato. Salvo eccezioni come Left.

Occorrono editori puri per poter pubblicare libri d’inchiesta così corrosivi?
E' un vantaggio che abbiamo. Anche Fazi, che ora è stato acquisito per il 35 per cento dal gruppo Mauri Spagnol, è un editore puro. Così come lo è Newton Compton. Non è un caso che ci troviamo in loro compagnia nel fare questo tipo di saggistica che implica non avere timore di attaccare l’uno o l’altro. Di fatto anche Bompiani o talora Mondadori fanno degli ottimi libri di saggistica. Perché ci lavorano seri professionisti. Ma in alcuni casi devono lasciare il passo a chi, come noi, può affrontare qualsiasi argomento.

Una rivincita dei piccoli?
Da qualche anno i piccoli editori riescono a imporre libri ad alta tiratura: prima non avveniva. E vale sia per la saggistica che per la narrativa. è un segnale di vitalità. I grandi non possono più dormire sugli allori, devono stare al passo con la concorrenza.

Libri come I cinesi non muoiono mai o Non chiamarmi zingaro, per esempio, parlano del nuovo volto dell’Italia, dei nuovi cittadini immigrati. Come intercettate i vostri temi?
Ci orientiamo come se fossimo una rivista. Vediamo quali sono i temi che fanno da sfondo alla società e al dibattito pubblico. Individuiamo le onde lunghe di un problema. Dietro la cronaca, sotto la spuma, la cresta in superficie. Cerchiamo di approfondire. Usando la forma dell’inchiesta, a volte la testimonianza oppure la ricostruzione storica. Ma sempre andando a sviscerare i problemi con andamento narrativo. Si può fare della divulgazione in modo molto serio usando i documenti, le testimonianze, gli archivi. In modo assolutamente inoppugnabile, ma cercando di fare venir fuori delle storie.

Inchieste sulla mafia, sul potere di Berlusconi, ma anche su crimini come la pedofilia. Volete accendere dei dibattiti pubblici?
Quello che ci preoccupa è che non abbiamo interlocutori che, a livello politico, raccolgano queste denunce e le facciano proprie.

Come è il vostro pubblico?
Fra i nostri lettori ci sono molti giovani e poi persone più mature, preparate, che vogliono un’informazione più completa. Lo deduco dal fatto che se facciamo degli errori ci “beccano” subito. Il nostro lavoro è pensato per queste persone, attente, che oggi rappresentano lo zoccolo duro di lettori in Italia.

Nel futuro di Chiarelettere?
Ho sempre cercato di farne uno strumento di approfondimento culturale: casa editrice libera ma con più facce. Penso che il libro oggi sia uno dei tanti strumenti per accedere a un’informazione che non c’è. Per questo siamo entrati nell’impresa del quotidiano Il Fatto, anche se solo per il 16 per cento. E' un segnale che abbiamo voluto dare. E probabilmente faremo altri passi nel multimediale, pensando a più piattaforme con cui veicolare dei contenuti di alto livello. La scommessa si gioca in primis su internet. Già il nostro blog conta su 60mila persone. E 180mila presenze sono sull’Antefatto, nato per il quotidiano. E importante è riuscire a costruire una rete che si tenga e che sia affidabile.




Il disegno di legge sulle intercettazioni (e molto altro) colpisce innanzitutto chi è più debole. Parlo come editore di Chiarelettere che vive del proprio lavoro e dei propri risultati e che ha scelto fin dall’inizio di puntare tutto sulla libertà come unico principio regolatore della propria attività.

Essere liberi consente di conquistare la fiducia dei lettori perché nel mare di opacità in cui versa l’informazione italiana, schiacciata dai partiti politici e dagli interessi economici dei gruppi proprietari, chi si muove senza legacci e interessi di parte da difendere diventa immediatamente riconoscibile. Brilla di luce propria e diventa un caso. L’esercizio della libertà è un atto unico. Paradossalmente si trasforma in evento mediatico, da raccontare.

Che oltre un certo limite va punito. Subito, con la massima urgenza. Il disegno di legge approvato dal governo e proposto al Parlamento, lo dice chiaro facendo esplicito riferimento ai giornalisti e agli editori. Immaginiamo anche agli editori di libri. Multe salatissime e possibilità di essere incarcerati. Come una volta, prima che in Italia ci fosse l’articolo 21 della Costituzione che garantisce la libertà di stampa.

Se Chiarelettere fosse costretta a pagare per ogni libro 400 mila euro di multa ben difficilmente potrebbe continuare le proprie pubblicazioni, o quanto meno dovrebbe correggere il tiro. Che è quello che una parte del mondo politico attuale vuole.

Allora si scopre che il vero scopo di questa legge è colpire indirettamente chi esercita il diritto di critica, tappare la bocca a chi crede che la democrazia sia fondata innanzitutto sulla libertà di espressione che garantisce la trasparenza dei ruoli e delle responsabilità.

I grandi editori un modus vivendi lo troveranno, le grandi firme dei giornali continueranno a pubblicare i loro pezzi in prima pagina, chi ci rimetterà davvero saranno i giornalisti più deboli, i free lance, gli editori che scommettono in proprio, i magistrati che non appartengono a nessuna corrente e che, se pm, potranno essere ricusati da qualsiasi imputato se questi lo accuserà, anche a torto, di aver diffuso notizie sul suo conto.

Conviene fin d’ora fare pressione sull’opinione pubblica e reagire, prima che sia troppo tardi. Perché noi vogliamo continuare a essere liberi, consapevoli di essere garantiti dalla Costituzione, ma nello stesso tempo vogliamo essere rispettosi delle leggi di questo nostro Paese. E allora facciamo di tutto per cambiare il disegno di legge sulle intercettazioni e combattiamo insieme finchè sarà possibile farlo. Ritrovando un’unità di intenti almeno nella difesa del principio della libertà.

Lorenzo Fazio


Il blog voglioscendere.it ha lanciato la campagna «Arrestateci tutti. Disobbedire per informare» dopo l’appello di Marco Travaglio su l’Unità contro il ddl bavaglio del governo.

Già centinaia le adesioni di cittadini e giornalisti (il primo elenco è consultabile sul blog).

Si può aderire scrivendo a
arrestatecitutti@gmail.com o lasciando un commento sul blog.




Ho letto con interesse l'articolo di Gianfranco Marrone, Il vento dello sdegno genera libri. La denuncia alimenta un atteggiamento critico, più consapevole, e può provocare sdegno. Ma non sempre. Viviamo un momento in cui spesso il mondo dell'informazione è minacciato da interessi di parte, non solo politici. Come se qualcuno volesse distrarci e farci guardare da un'altra parte. I "libri di denuncia" provano a mostrare ciò che è evidente ma non per questo già saputo. Sapere di sapere non è ovvio. E' una conquista contro la distrazione e l'oblio.

Se dimentichiamo chi è e cosa ha fatto Mangano possiamo anche accettare che qualcuno lo faccia passare per eroe. Per questo la denuncia non si fa con l'urlo dello sdegno, ma con l'intelligenza della passione civile. E viene raccolta dai lettori più informati ed esigenti, che vogliono saperne di più. Ma di libri di denuncia si può morire, se lo sdegno è solo un atteggiamento. O un filone commerciale. Anche perché l'indignazione fine a se stessa è davvero un'emozione passeggera. Ed è quello che sperano molti politici. Ho nostalgia di Sciascia, Calvino, Moravia, Pasolini. Oggi il potere assicura visibilità e ascolti. Ma è inevitabile che dalle stanze del potere le idee escano già spuntate e diventino subito favori. Chi ne è fuori non ha possibilità di farsi vedere e non ha voce. Allora credo che una certa editoria debba appoggiare e dare coraggio a chi crede non nel potere del privilegio ma nel potere della critica. Sempre.

Lorenzo Fazio

Articolo pubblicato su La Stampa, 23 aprile 2008

sfoglia giugno        agosto

 

VIDEO

Sottoscrivi via email gli aggiornamenti di questo blog

Feed RSS di questo blog  RSS 2.0

CONTATTI
info@chiarelettere.it
Tel. +39.02.00649632
Via Melzi d'Eril 44
20145 Milano


Chiarelettere è promossa da
Pro Libro Service s.r.l. info@prolibroservice.it
e distribuita da Messaggerie



I LIBRI DI CHIARELETTERE

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59
La scheda
Vai alla rubrica


Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
euro 18,60 €
La scheda
Vai alla rubrica


La lobby di Dio
Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
di Ferruccio Pinotti
con la collaborazione di Giovanni Viafora
Collana Principio attivo
Pp. 480 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


1994
L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal Caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi.
Una storia mai raccontata.
di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari
Collana Principio attivo
pp. 480 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Nel paese dei Moratti
Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
di Giorgio Meletti
Collana Principio attivo 
pp. 256 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
di Riccardo Iacona
Collana Reverse
pp. 192 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Di testa nostra
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana Reverse
pp. 224 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'agenda nera
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
Collana Reverse
pp.464 - euro 15
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
Collana: Principio Attivo
Pp. 544 - euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
Collana Principio Attivo
Pagine 208 - euro 14,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica

assaltoalpm
Assalto al Pm
di Luigi de Magistris
Collana Reverse
Pagine 336 - euro 14
La scheda del libro
Vai alla rubrica

dopod il ui il diluvio
Dopo di Lui il diluvio
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica

senz'anima
Senz'anima
di Massimo Fini
Collana Reverse
Pagine 496 - euro 15
La scheda del libro
Vai alla rubrica

pane e bugie
Pane e bugie
di Dario Bressanini
Collana Reverse
Pagine 320 - euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Controcanto
di Marco Revelli
Collana Reverse
euro 13,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Grazie

di Riccardo Staglianò
Collana Principio Attivo
Pagine 240 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il partito dell'amore
di Mario Portanova
Collana: Reverse
Pagine 256 - euro 12
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Ad personam
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90
La scheda del libro
Vai alla rubrica


I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse
Pagine 128 - euro 12
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Collana Principio Attivo
Pagine: 338 - euro 16,00
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
Collana DVD + libro
Euro 24
La scheda
Vai alla rubrica


Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
Pagine: 220 - euro 14
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
a cura di Elena Valdini
Pagine: 484 - euro 59,00
La scheda del libro


Dentro l'Opus Dei
di Emanuela Provera
Collana: reverse
Pagine: 216 - euro 4,00
La scheda del libro


Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
La scheda del libro


Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
La scheda del libro


La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
La scheda del libro


Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
La scheda


Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
La scheda del libro


Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
La scheda del libro


Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
La scheda del libro


Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
La scheda del libro


Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
Pagine: 77 - euro 19,60
La scheda del libro


Processo agli economisti
di Roberto Petrini
Collana: reverse
Pagine: 170 - euro 13,60
La scheda del libro


Vaticano S.p.A.
di Gianluigi Nuzzi
Collana: principioattivo
La scheda del libro
La rubrica dell'autore


Italia Anno Zero
di Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Vauro
Collana: reverse
La scheda del libro


I nuovi mostri
di Oliviero Beha
Collana: reverse
Pagine: 281 - 13,60 euro
La scheda del libro


La morsa
di Loretta Napoleoni
Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
La scheda del libro


L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
Collana: principioattivo
Pagine 337 - 16 euro
La scheda del libro


Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica
Il gruppo su facebook


Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Collana: reverse
Pagine: 230 - euro 12,60
La scheda del libro
Il Teatro Narrativo Civile


Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
La scheda del libro
Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
La scheda del libro


Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
La scheda del libro


La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro


Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
La scheda del libro


Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
La scheda del libro


La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
La scheda del libro


I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
La scheda del libro
Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica
La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica









Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica
Ascolta l'incipit
 
 


 



Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
La scheda del libro
Vai alla rubrica



Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
La scheda del libro
Vai alla rubrica

Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
La scheda del libro
Vai alla rubrica



Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro

Vai alla rubrica

Ascolta l'incipit

Il blog dell'autore



Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
La scheda del libro

Vai alla rubrica



L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
La scheda del libro
Vai alla rubrica


Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
La scheda del libro
Il blog dell'autore